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#DONODAY2016

#DONODAY2016 è partito il concorso: 1° giro dell’Italia che Dona

Con la legge n. 110 del 14 luglio 2015, Il Parlamento ha istituito di celebrare il 4 ottobre il #DONODAY, ovvero, la giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra culture e religioni diverse, con l’obiettivo di creare una maggiore consapevolezza e solidarietà da parte dei cittadini sul mondo del volontariato e delle sue varie forme di supporto a cui ciascuno di noi, anche nel proprio piccolo, può contribuire a sostenere.

I protagonisti del #DONODAY2016 saranno gli studenti delle scuole medie di primo e secondo grado, invitati a partecipare all’iniziativa in programma quest’anno attraverso la realizzazione di un video contest “Donare, molto più di un semplice dare”.

Cliccando sul seguente link potrete vedere i video caricati dagli studenti sino ad oggi e votare il vostro preferito.

 

Proprio il 4 ottobre si terrà a Roma la premiazione dei primi 3 video, realizzati dagli studenti delle scuole che hanno aderito alla campagna social su invito del MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca).

Oltre alle scuole possono aderire anche i comuni; per partecipare dovranno organizzare eventi di raccolta fondi o di sensibilizzazione con il contest “UN DONO IN COMUNE”, coinvolgendo le associazioni di volontariato del proprio territorio. Sul sito si possono consultare i regolamenti per l’iscrizione da parte delle scuole o dei comuni.

L’iniziativa #DONODAY2016 è nata dall’ Istituto Italiano della Donazione per valorizzare il GIORNO DEL DONO e sensibilizzare la cultura del donare.

Tutte le organizzazioni che parteciperanno alla giornata del #DONODAY2016 verranno inserite sulla piattaforma online dell’Istituto della Donazione e segnalata la presenza sulla cartina dell’Italia con i seguenti colori:

ROSA: Comuni che hanno aderito al Giorno del Dono 2016
AZZURRO: Scuole che hanno partecipato al video contest “Donare, molto più di un semplice dare”
GIALLO: Iniziative delle Associazioni che partecipano al 1° Giro dell’Italia che dona.

#DONODAY2016

#DONODAY2016


#DONODAY2016 è per tutti, chiunque voglia partecipare e contribuire a divulgare le informazione sul GIORNO DEL DONO può farlo richiedendo i braccialetti dell’iniziativa e pubblicando una foto sui vari social.
Potete trovare tutte le informazioni al seguente link .

Foto Istituto Italiano della Donazione

Manuela Mussa

Phi Foundation

Portobello: il primo Social-Market italiano

Da Londra a Modena con amore, questa è una bella storia di solidarietà da raccontare.

I tre anni di Portobello, il market anti-crisi di Modena: non si paga in euro ma in ore di volontariato.

Tutti associamo Portobello al suggestivo mercato londinese, invece questa volta Portobello è una realtà tutta “made in Italy” che nasce a Modena nel 2013. Si tratta del primo emporio sociale cui possono accedere le famiglie in difficoltà economica che fanno richiesta al Comune e al Centro Servizi per il Volontariato in cui non si paga in euro, ma in ore di volontariato

La filosofia di Portobello è semplice, ambiziosa e completamente incentrata sulla solidarietà. Ripercorriamo la sua storia, merita di essere raccontata.

Il progetto nasce e si concretizza nel 2013 grazie a diverse associazioni del terzo settore, riunite sotto l’egida del centro Servizi per il Volontariato, che riescono ad ottenere la collaborazione del Comune, di alcuni soggetti privati e ovviamente della Fondazione. Il Comune di Modena decide di concedere i locali di via Divisione Acqui 81, nel comparto ex Amiu. Sono invece alcuni privati (tra cui Nordiconad, Coop Estense, Ccm) a donare arredi, macchinari e ovviamente beni di consumo per i clienti. Prende così vita il mini-market, completamente allestito da volontari, in particolar modo della Protezione Civile.

Ma Portobello, come anticipato, non è un supermercato come gli altri. L’acquisto dei prodotti è riservato infatti alle famiglie in difficoltà economica. “Ci sono infatti specifici requisiti che i Servizi Sociali del Comune devono verificare per poter indirizzare le famiglie richiedenti verso l’acquisto. L’idea è quella di evitare forme assistenzialistiche fine a sé stesse, quanto piuttosto di integrare un servizio di contrasto alla povertà con percorsi di consulenza e reinserimento.“

Come si fa la spesa e come si paga da Portobello?

Sugli scaffali ci sono tutti i prodotti, dalla pasta ai condimenti, dai biscotti, al pane al companatico, dai prodotti per la casa a quelli per la cura della persona, ma non compaiono i prezzi, bensì dei punteggi. In pratica ai compratori viene richiesto un impegno nel volontariato, con una delle associazioni che fanno parte della rete o addirittura nella gestione del mini-market stesso

Portobello ha iniziato nel 2013 con 30 famiglie già riconosciute nel percorso, oggi, a tre anni dalla sua apertura, sono 1.170 le famiglie raggiunte.

La sostenibilità del progetto, che dipende in larga parte dai fornitori e dalle donazioni è la vera sfida che attende i volontari ed i Servizi Sociali, ma le premesse dei primi tre anni sono assolutamente positive.

Per tutte le informazioni è possibile visitare il sito di Portobello. (http://www.portobellomodena.it/)

 

Paola Antifora

Phi Foundation