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LOTTA AI TUMORI

LE NEOPLASIE

La neoplasia è una patologia che causa la crescita incontrollata e scoordinata di un gruppo di cellule e può essere di due tipi: una neoplasia benigna, ossia un tumore la cui crescita non comporta infiltrazione dei tessuti circostanti e non dà origine ad una metastasi ed una neoplasia maligna, ossia un tumore che invade i tessuti circostanti e può metastatizzarsi.

I tumori possono sorgere: da alterazioni genetiche che si trovano nel DNA (crescita incontrollata delle cellule), da cattive abitudini alimentari (mancanza di consumo di alimenti ricchi di vitamine e sali minerali), dall’uso ed abuso di alcool e droghe e dal condurre una vita troppo sedentaria.

A questi fattori possono aggiungersi anche altre problematiche come: in primo luogo l’inquinamento atmosferico, il contatto con metalli altamente cancerogeni come l’amianto, l’arsenico, il berillio, il cadmio, il cromo, il piombo ed il nichel, l’esposizione prolungata ai raggi X, UV e GAMMA.

Purtroppo oggigiorno se ne sente parlare sempre più spesso, sia a causa delle abitudini di vita errate sia per il crescente inquinamento ambientale, ormai l’incidenza di questa malattia è in continuo aumento nei giovani ed in persone anziane, infatti nella sola Italia circa il 6% della popolazione ha avuto una diagnosi di tumore.

PREVENZIONE DEI TUMORI

La prevenzione è la via migliore per combattere e sconfiggere questa malattia, ma questo dipende da ogni persona che può migliorare la propria dieta alimentare, evitare l’uso di droghe, praticare costantemente uno sport e sottoporsi a controlli medici periodici.

Infatti il 30% dei tumori diagnosticati si poteva prevenire soltanto seguendo comportamenti di vita sani.

Le misure di prevenzione sono di tre tipi: la prevenzione primaria che ha lo scopo di ridurre l’incidenza del cancro tenendo sotto controllo i comportamenti del soggetto, la prevenzione secondaria che attraverso screening preventivi va ad individuare le lesioni precancerose oppure il tumore in uno stadio molto precoce in modo da trattarlo efficacemente, con buone possibilità di guarigione per il paziente.

In ultima istanza vi è la prevenzione terziaria per la cura delle recidive con le terapie adiuvanti per prolungare la sopravvivenza del paziente malato.

DUE ASSOCIAZIONI IMPEGNATE NELLA LOTTA AI TUMORI

L’ Anvolt (Associazione Nazionale Volontari  Lotta contro i Tumori) è nata a Milano nel 1984 per dare sostegno ai malati ed alle loro famiglie, ma negli anni si è estesa alle altre città italiane.

L’Associazione offre: un’assistenza domiciliare a livello socio-sanitario, la possibilità di alloggiare gratuitamente in appartamenti durante il periodo della degenza ospedaliera, dei sussidi economici, un sostegno psicologico ed un servizio di trasporto del paziente.

La Lilt (Lega Italiana per la  Lotta contro i Tumori) invece è un Ente pubblico nazionale che opera sotto la vigilanza del Ministero della Sanità e del Presidente della Repubblica Italiana ed ha quasi 400 ambulatori diffusi sul territorio nazionale, per la diagnosi precoce di forme tumorali.

La Lilt offre un supporto morale al degente ed ai suoi familiari, tramite i suoi volontari ed una consulenza legale attraverso il numero verde SOS LILT per la tutela dei diritti del malato oncologico.

Combattere questa patologia è molto importante per tutti noi in quanto si vanno a salvare delle vite umane, che purtroppo sempre troppo spesso, vengono portate via da quest’orribile male e significa anche ridurre il tasso di mortalità ed aumentare il numero di guarigioni tra i pazienti affetti.

Chiunque voglia fare una donazione e/o diventare volontario può farlo connettendosi su www.anvolt.org e su www.lilt.it.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

L’ ADOLESCENZA OGGI

L’ ADOLESCENZA: UNA FASE DELICATA DELLO SVILUPPO

L’ adolescenza è un periodo molto importante della vita di ogni persona, è il momento in cui si affrontano cambiamenti fisici, in cui si fanno delle importanti scelte per il proprio futuro.

È il periodo fisiologico che va dai 12 ai 20 anni ed è una fase ampia ed importante della vita.

Durante la mia adolescenza la parola internet non era mai esistita, così come computer, smartphone ed altri strumenti legati alla tecnologia.

Oggi si verificano delle trasformazioni sociali a tratti paradossali, come ad esempio vedere bambini di neppure un anno giocare coi cellulari dei propri genitori e dei propri nonni, tutto ciò ci stupisce e ci fa percepire le abissali differenze tra le varie generazioni che si susseguono.

Molti altri aspetti invece, purtroppo negativi, affliggono bambini ed adolescenti come: il bullismo, il cyberbullismo (o «bullismo on line» ossia un atto molesto tramite sms o tramite il web), la pedofilia, la pedopornografia, le violenze fisiche, psicologiche e sessuali sui minori, la sottrazione di minori nel caso di genitori separati, le fughe ed i rapimenti di minorenni.

Ogni adolescente vorrebbe un appoggio sicuro, una persona su cui contare in caso di bisogno e di cui fidarsi ma a volte queste persone si rivelano sleali, ingannatori e pronti ad approfittarsi di loro, compiendo ogni male.

Sono, anche vittime di mutamenti sociali, di separazioni, di divorzi da parte dei loro genitori, di violenze da parte di adulti e coetanei.

L’ adolescenza è l’età di spensieratezza, della gioia, va vissuta assieme ai propri amici divertendosi.

È un periodo molto complesso nella vita di un individuo in cui si devono fronteggiare cambiamenti fisici e fare delle scelte spesso non facili, data la giovane età e spesso la mancanza di sicurezza presente nei ragazzi adolescenti.

È un ponte tra l’infanzia ed il divenire adulti e la vita che nel frattempo vola via velocemente e non lascia spazio ad errori ed insicurezze.

L’ ATTIVITÀ DI TELEFONO AZZURRO

Telefono azzurro è nato nel 1987 a Bologna per volere del professore di neuropschiatria infantile Ernesto Caffo col fine di tutelare i bambini e gli adolescenti dalle violenze, dagli abusi e per creare un Centro Nazionale di Ascolto, gestito da volontari ed operatori specializzati in grado di fronteggiare le varie situazioni di disagio adolescenziale ed infantile.

Le linee telefoniche, cuore di Telefono Azzurro, sono a disposizione dei minori come il numero telefonico 19696, attivo tutti i giorni 24 ore su 24.

Dal 2010 è stato inaugurato anche il canale internet con una chat di Telefono Azzurro aperta tutti i giorni con orario pomeridiano dalle 16:00 alle 20:00.

Chiunque voglia offrire il proprio contributo come volontario o anche facendo una donazione può farlo consultando la pagina internet www.azzurro.it.

CONCLUDENDO

Aiutare i bambini e gli adolescenti  è un compito che spetta ad ognuno, proteggerli e in alcuni casi, difenderli dai rischi che la società presenta, dovrebbe essere il compito principale di genitori e istituzioni. Ma in alcuni casi l’assenza degli uni e degli altri può creare grossi disagi e problemi a questi ragazzi.

Telefono Azzurro e altre associazioni simili intervengono proprio per colmare quella frattura tra famiglia e istituzioni, nella fase più delicata della crescita dell’individuo, l’ adolescenza. Ma per farlo c’è bisogno di sostegno economico e fisico.

Supportare attivamente queste iniziative serve a rendere i ragazzi di oggi degli uomini migliori domani.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

ADOTTARE UN CONIGLIO

Come e cosa fare se vogliamo un compagno peloso da adottare!

Il coniglio è il terzo animale domestico più comune nel nostro paese.

Questi piccoli animaletti sono estremamente delicati e hanno molti bisogni spesso sconosciuti a chi li accoglie in casa per la prima volta.

È necessario precisare ad esempio, che il coniglio non è adatto alla compagnia di bambini troppo piccoli, infatti essendo molto delicato ha bisogno di particolare cautela e attenzioni, non gradisce essere preso in braccio poiché la posizione dominante di chi lo solleva in natura ricorda al coniglio un predatore e quindi è spesso per il piccolo, motivo di agitazione e paura.

Un errore molto comune è quello di confondere il coniglio come un roditore, i conigli infatti appartengono alla categoria dei lagomorfi che, a differenza dei roditori, sono strettamente erbivori.

Per questo motivo, molti dei cibi in commercio che contengono semi e granaglie e che vengono sponsorizzati come appositi per questi piccoli, sono in realtà dannosi per il loro fragile intestino.

Il coniglio va quindi alimentato esclusivamente con fieno fresco di ottima qualità e verdure fresche (crude) che devono essere lavate e asciugate e rigorosamente somministrate a temperatura ambiente.

L’alimentazione dei conigli non è una questione da sottovalutare, sono molto sensibili e la prima causa di morte è proprio dovuta a blocchi intestinali causati da un’alimentazione errata.

Proprio come cane e gatto, il coniglio NON va tenuto chiuso in gabbia, al suo posto è invece corretto prendere un grande recinto ampio, o meglio ancora una stanza dove possa correre e fare movimento.

Ognuno ha una personalità diversa dall’altro, ma di base sono molto curiosi, esploratori e coccoloni.

Chi si occupa dei conigli?

Non è nota a molti l’esistenza di associazioni che si occupano dell’adozione e della corretta gestione di conigli e cavie abbandonati, i cui volontari si prodigano per trovare nuovi proprietari che possano dare loro una vita piena e felice.

Associazioni come Mondo Carota si occupano, grazie ai volontari, del recupero, della sterilizzazione e vaccinazione di molti conigli abbandonati o recuperati da cattiva gestione.

Sulla pagina facebook di Mondo Carota Shop potrete acquistare prodotti fatti a mano con lo scopo di raccogliere fondi per i piccoli in difficoltà.

È importante scegliere sempre l’adozione per evitare che le catene di negozi possano sfruttare i piccoli per la riproduzione e la vendita, fermando cosi la sofferenza e l’abbandono.

Attraverso mercatini e raccolte fondi le associazioni come Mondo Carota riescono a salvare molti piccoli che altrimenti finirebbero abbandonati, fornendo loro cure e uno stallo sicuro in attesa di adozione.

A questo scopo viene organizzato ogni anno in primavera il Mondo Carota Party, evento che si svolge ogni anno presso il parco Spina Azzurra di Buccinasco, dove mamme e papà dei lapini possono portare a raduno i loro pelosi e contribuire acquistando dal mercatino solidale organizzato dalle volontarie.

Per maggiori informazioni sull’adozione o per dare un contributo economico visitate la pagina fb di Mondo Carota!

 

Zagami Federica

PHI Foundation

SOSTENERE: UNA MANO PER LA SCUOLA 2018

SOSTENERE: UNA MANO PER LA SCUOLA 2018

 

SOSTENERE: UNA MANO PER LA SCUOLA 2018

60.000 euro di prodotti alle organizzazioni iscritte a

IO DONO SICURO

 

L’iniziativa vede da anni PHI Foundation e IID al fianco di COOP Lombardia per raccogliere prodotti scolastici a favore delle famiglie più bisognose

 

Sostenere Una mano per la scuola

Grande successo anche quest’anno per il progetto “UNA MANO PER LA SCUOLA” che ha visto protagonisti PHI Foundation e IID a fianco di COOP LOMBARDIA impegnati ad aiutare le famiglie in difficoltà nel periodo critico quanto oneroso del ritorno sui banchi di scuola.

 

Organizzazioni non profit

Anche quest’anno infatti COOP Lombardia – partner anche nelle recenti iniziative del Giorno del Dono 2018 – insieme a 12 ORGANIZZAZIONI NON PROFIT selezionate e facenti parte del database IO DONO SICURO ha dato ai propri acquirenti la possibilità di regalare alle famiglie più bisognose prodotti per la scuola.

 

Giornate

Nelle giornate del 6, 7, 8 E 9 SETTEMBRE I CLIENTI E I SOCI COOP hanno incontrato e
concretamente aiutato le Organizzazioni Non Profit presenti nei punti vendita per la RACCOLTA DI MATERIALE SCOLASTICO.

Materiali raccolti

I materiali raccolti, il cui valore stimato ha raggiunto CIRCA 60.000 euro, saranno destinati a sostegno di numerosi progetti che le Organizzazioni non profit iscritte a IO DONO SICURO stanno realizzando in Italia e all’estero. IO DONO SICURO è l’unico database in Italia composto solo da realtà non profit verificate.

Anche quest’anno “Una mano per la scuola” è stata un’iniziativa di grande successo che ci ha lasciato molto soddisfatti.

 

Il quantitativo ed il valore corrispettivo dei prodotti donati stanno crescendo di anno in anno consentendo alle associazioni partecipanti di aiutare un numero sempre maggiore di famiglie.

 

Ringraziamo COOP Lombardia per averci scelto per il sesto anno consecutivo come partner dell’iniziativa e per la grande opportunità che offre alle Organizzazioni non profit trasparenti e virtuose verificate.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

 

Alessandro Roma

PHI Foundation

TORINO: PARTE CENTRO MALATTIE RARE

TORINO: PARTE CENTRO MALATTIE RARE

 

Parte a Torino il Centro di Ascolto per le Malattie Rare.

Il Centro, già attivo, verrà presentato ufficialmente il 19 Ottobre 2018 A-Rare, il Forum delle Associazioni di Malattie Rare del Piemonte e della Valle d’Aosta, ha aperto un Centro di Ascolto presso la sede del Centro di Coordinamento Rete Interregionale Malattie Rare (CMID) all’interno dell’Ospedale Giovanni Bosco di Torino, sesto piano.

 

Presentazione

La presentazione ufficiale avrà luogo il 19 Ottobre p.v., alle ore 16:00, presso l’aula Ravetti dell’Ospedale San Giovanni Bosco, Piazza del Donatore di Sangue 3, Torino, anche se è già attivo due giovedì al mese dalle ore 16 alle ore 18 (Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.a-rare.it.)

 

Centro Ascolto

Il Centro di Ascolto è gestito direttamente dalle associazioni dei pazienti con l’obiettivo di dare informazioni, in termini bio-psico-sociali, riguardo diversi aspetti legati alle malattie rare.

 

Collegamento

Visto il collegamento con il CMID e con le strutture sanitarie della rete interregionale per le malattie rare, si auspica la possibilità di facilitare il processo diagnostico-terapeutico dei singoli pazienti affetti da malattia rara, di fornire informazioni capillari di carattere socio-assistenziale e di ampliare la conoscenza del network di associazioni presenti sul territorio piemontese e valdostano.

 

Per accedere al Centro di Ascolto è possibile inviare una mail all’indirizzo segreteria@a-rare.it

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

Alessandro Roma

PHI Foundation

LA DEDIZIONE DI LEGAMBIENTE CONTRO IL DEGRADO AMBIENTALE

  L’ATTIVITA’ DI LEGAMBIENTE

Legambiente è una Onlus, fondata nel 1980 in Italia con lo scopo di difendere l’ambiente, diffondendosi capillarmente in tutte le regioni.

Attualmente conta 115.000 soci, 3.000 giovani che partecipano ai campi di volontariato ed ha 60 aree naturali che gestisce direttamente. Le attività dell’associazione sono il frutto dell’impegno dei volontari nella difesa dell’ambiente, come l’abbattimento degli sprechi, il riciclo, la mobilità sostenibile, le battaglie contro il nucleare, lo smog e l’agricoltura industriale.

Legambiente organizza campagne e giornate di mobilitazione prendendo a cuore molte problematiche quali la pulizia delle spiagge, dei fondali marini, dei parchi, dei giardini, delle strade dai rifiuti, la diffusione di buone pratiche per vivere in modo sostenibile, lo sviluppo e la diffusione delle energie rinnovabili nel Paese.

L’organizzazione organizza campi di volontariato in Italia ed all’estero, chiunque volesse partecipare alle attività svolte da Legambiente può consultare il sito web (basta aver compiuto il 14° anno di età).

Legambiente istituisce delle giornate di formazione ed istruzione nelle scuole, organizza dei festival dove trascorrere una giornata con musica dal vivo, mangiare cibi biologici e curiosare tra i mercatini solidali. Inoltre pubblica libri e riviste per dare informazioni su: inquinamento, cambiamenti climatici, ogm (organismi geneticamente modificati) e salute.

Inoltre Legambiente ha lanciato una campagna di fundraising per proteggere le tartarughe marine dall’inquinamento delle acque marittime, dalla pesca eccessiva ed illegale e per tutelarle durante la loro nidificazione. Chiunque volesse può contribuire adottando una piccola tartarughina, semplicemente collegandosi al sito internet  www.legambienteanimalhelp.it/tartalove.

Fatelo, con un piccolissimo gesto potete aiutare queste tenere creature

DUE ORGANISMI DI LEGAMBIENTE

Legambiente può contare su un Centro di azione giuridica composto da 200 avvocati che seguono le vicende giudiziarie in ambito ambientale sia a livello nazionale che regionale e su un Comitato scientifico, formato da 300 scienziati con lo scopo di potenziare la ricerca scientifica nell’ambito dell’ecologismo e dar forza ad un ambientalismo scientifico, che trova le sue radici nell’Ottocento con la teoria darwiniana dell’evoluzione.

Ai nostri giorni l’inquinamento è eccessivo, è apprezzabile che almeno poche associazioni di volontariato si offrano ed abbiano la forza di fronteggiare le variegate, molteplici e dannose forme d’inquinamento antropico.

 

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

Apre Fadabrav: una falegnameria per tutti

Con  l’organizzazione de la “Festa dei vicini” (tradizione nata in Europa alla fine degli anni Novanta che viene organizzata in diverse città nel mese di maggio) nella giornata di domenica 27 maggio è stato dato il via alle attività di Fadabrav,  la prima falegnameria sociale della città di Novara.

La giornata di festa si è svolta con un pranzo preparato con pietanze che ciascuno dei partecipanti ha voluto condividere con gli altri.  Successivamente i volontari delle associazioni hanno iniziato a illustrare i programmi e le finalità dell’iniziativa.

Di cosa si tratta?

E’ un’idea nata su iniziativa dell’assessorato alle Politiche Sociali del Comune assieme alle associazioni Sincronie, Sermais, Housing Lab,  con il sostegno della Fondazione Comunità del Novarese che hanno voluto sostenere questo progetto e hanno così  riqualificato uno spazio pubblico in un quartiere periferico per trasformarlo in un luogo di aggregazione e apprendimento di mestieri artigianali o più semplicemente per trascorrere qualche ora assieme agli amici riuscendo magari anche a sistemarsi un cassetto.

Il bricolage, in pratica, come collante di coesione sociale.

Proprio in questi locali – spiegano infatti gli operatori del Comune che lavorano sul progetto Fadabrav e i rappresentanti dei sodalizi aderenti al progetto – abbiamo cominciato a incontrare la gente del quartiere, mettendo a disposizione le professionalità dei giovani appartenenti alle associazioni che operano qui.

Piccole riparazioni di mobili e suppellettili sono infatti diventati il primo veicolo per far conoscere questo percorso di rigenerazione urbana, per far incontrare generazioni diverse e per far sì che si cominciasse a diventare un punto di riferimento per i residenti di Sant’Agabio».

Il presidente della Fondazione Comunità Novarese Cesare Ponti afferma che  “il progetto FadaBrav è l’unico che la nostra Fondazione ha scelto, lo scorso anno, di sostenere sul Bando “Oltre i luoghi comuni Attivazione di comunità e coesione sociale” perché ne rispecchia tutte le caratteristiche.

Abbiamo ritenuto vincente l’idea di un laboratorio di sperimentazione e di condivisione di un sapere antico ma sempre attuale e di uno spazio di inclusione sociale dedicato a soggetti svantaggiati soprattutto in un quartiere periferico e, spesso, lasciato ai margini come quello di Sant’Agabio. Ma abbiamo apprezzato molto anche la Rete di soggetti che gravita intorno al progetto e che ha realizzato, già anche in questi primi mesi, diverse iniziative di sostegno, trasmettendo grande energia.

Per tutti questi motivi abbiamo scelto di contribuire con diecimila euro all’impresa; […] La speranza è che la riqualificazione urbana vada di pari passo con la creazione di una nuova piccola comunità che condivida percorsi di attivazione di competenze e si muova verso nuove forme sociali di educazione e di riscatto sociale”.

COME FUNZIONA

L’accesso alla falegnameria sociale sarà libero: l’unico obbligo sarà la sottoscrizione di una tessera associativa e dell’assicurazione;  sono in previsione anche corsi sull’utilizzo del legno e di cucito.

Per la prossima estate Fadabrav sarà aperto ogni sabato, mentre nei mesi autunnali le attività si terranno anche in altri giorni della settimana e prossimamente sarà previsto il lancio di corsi sul bricolage.

 

Luca Brigada

PHI Foundation

LUCCA: DONARSI PER RITROVARSI A LUCCA

LUCCA: DONARSI PER RITROVARSI

 

Lucca: Donarsi per ritrovarsi.

Giovani e studenti inaugurano la campagna DonoDay2018

 

È partito da Lucca, dal Festival Italiano del Volontariato, il 3° Giro dell’Italia che dona. L’Istituto Italiano della Donazione (IID) ha voluto aprire, 11 maggio, la piattaforma della campagna#DonoDay2018 con un incontro – dal titolo “Donarsi per ritrovarsi” – simbolico e pieno di valore: quello fra gli studenti di due classi del Polo Scientifico Tecnico Professionale Fermi di Lucca e Vincenzo e Marco, due giovani del Rione Sanità di Napoli, ragazzi cresciuti in un contesto difficile e inseriti grazie all’opera della Fondazione di Comunità San Gennaro e della Cooperativa La Paranza in progetti di inclusione sociale e lavorativa.

I giovani lucchesi e i loro coetanei napoletani, accompagnati dal presidente della Fondazione di Comunità San Gennaro di Napoli Pasquale Calemme, si sono confrontati a cuore aperto, raccontandosi le proprie storie: storie di impegno sul territorio, volontariato ricevuto e donato anche ai ragazzi più piccoli di loro, per aiutarli a superare le proprie difficoltà. Storie in cui donarsi agli altri ha significato anche crescere e mettersi al riparo da strade pericolose. Storie di impegno che permettono a questi giovani di guardare al futuro con meno scoraggiamento e più fiducia.

Al Festival Italiano del Volontariato di Lucca, l’incontro “Donarsi per ritrovarsi” ha lanciato quindi la nuova edizione della campagna organizzata dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) nell’ambito delle celebrazioni #DonoDay2018 del 4 ottobre.

Anche quest’anno il Giro è aperto alla partecipazione di tutti, come ha ricordato Sebastiano de Falco, Presidente della PHI Foundation. Comuni, organizzazioni non profit, imprese e privati cittadini possono organizzare una o più iniziative nelle “due settimane del dono”, dal 21 settembre al 7 ottobre prossimi, e iscriverle entro il 9 settembre ai contest #DonareMiDona sul sito giornodeldono.org. Il voto popolare decreterà gli eventi preferiti e i vincitori saranno premiati a Roma nel corso dell’evento nazionale del Giorno del Dono.

A fare da apripista al progetto è #DonareMiDona Scuole, il contest per gli istituti scolastici realizzato dall’IID insieme al MIUR e PHI Foundation. Attivo dall’inizio dell’anno, il concorso ha già visto l’adesione di oltre 60 scuole, i cui studenti racconteranno la propria idea di dono con un video – per le secondarie – o con un testo o lavoro artistico – per le primarie. In questo caso le iscrizioni proseguono fino al 10 giugno e la Giuria Popolare si esprimerà col voto on line durante l’estate.

Non si esauriscono qui le possibilità di prendere parte a #DonoDay2018: per tutte le categorie si può optare – con le rispettive scadenze temporali – per l’adesione morale, dichiarando così di sottoscrivere i valori del Giorno del Dono e divenendo testimonial dell’iniziativa. Tutte le modalità di partecipazione sono gratuite.

Anche quest’anno l’IID celebra il Giorno del Dono, riconosciuto dalla Legge 110/2015, valorizzando l’Italia del bene, capace di diffondere la cultura del dono” – commenta il presidente della PHI Foundation Sebastiano de Falco. “Scuole, Comuni, associazioni, imprese e cittadini coloreranno mappa dell’Italia che dona, restituendo il volto del Paese migliore, capace di reagire alle difficoltà mettendo al centro la bellezza del dono“.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

Alessandro Roma

PHI Foundation

 

La Terapia del Sorriso – perché ridere fa bene alla salute

Da qualche tempo si sente sempre più spesso parlare di quella che viene definita la terapia del sorriso.

Studi scientifici, tra cui un’originale ricerca presentata a Orlando, in Florida, all’American College of Cardiology, mostrano la stretta correlazione tra riso e buon umore e la capacità dell’organismo di mantenere o recuperare una buona salute rispetto a diverse patologie.

Ridere fa buon sangue non sarebbe dunque soltanto un vecchio proverbio legato all’immaginario e alla saggezza popolare.

Vediamo quali sono i benefici di una sana risata e di una buona terapia del sorriso.

Cinque motivi seri per farsi una bella risata

  • Ridere favorisce la respirazione e la circolazione sanguigna
  • Ridere ha una funzione depurativa dell’organismo, grazie al rilascio di anidride carbonica
  • Ridere abbassa i livelli di colesterolo nel sangue
  • Ridere combatte la stitichezza attraverso la movimentazione dell’apparato intestinale
  • Ridere riduce lo stress e favorisce un profondo rilassamento muscolare

Le origini

Pionieri della terapia del sorriso sono gli americani Micheal Christensen e Paul Binder. Nel 1986 il primo, clown professionista, fonda infatti insieme all’amico e collega “The Clown Care Unit“, la prima unità speciale di clown dottori che ha l’intento di portare sorrisi e sollievo all’interno degli ospedali psichiatrici.

A rendere la terapia universalmente nota al grande pubblico è, alla fine degli anni ’90, il film “Patch Adams”, diretto da Tom Shadyac e magistralmente interpretato da Robin Williams.

L’attore veste i panni di Hunter Doherty “Patch” Adams, il medico statunitense che nel 1971 fonda il Gesundheit Institute, dimostrando come la clownterapia sia in grado di provocare una migliore e più reattiva risposta immunitaria nell’organismo.

Soccorso Clown Onlus

Numerosissime anche in Italia le associazioni che fanno della terapia del sorriso la propria missione, portando gioco e divertimento non solo negli ospedali, ma anche in istituzioni come scuole e carceri.

Tra queste, Soccorso Clown Onlus, membro fondatore di Efhco (European Federation of Healthcare organizations).

Attiva da più di vent’anni, l’associazione visita ogni anno più di 40.000 bambini insieme alle loro famiglie e più di 1.000 anziani su tutto il territorio italiano ed europeo.

I soccorso-clown sono veri e propri professionisti dell’Arte del Teatro e del Circo, che affiancano medici e infermieri con l’intento di animare e trasformare la quotidianità ospedaliera, coniugando un approccio clinico e uno più squisitamente umano.

Stelvio Challange 2018

Nella sezione eventi dell’associazione spicca la nuova edizione della Stelvio Challange, una gara ciclistica europea organizzata da Soccorso Clown Onlus in collaborazione con la sua equivalente olandese, la Fondazione Pim.

Grazie all’amore per lo sport e per la natura, ciclisti e appassionati della montagna che vorranno iscriversi, si raduneranno il prossimo 29 giugno contribuendo alla raccolta fondi a sostegno dell’operato dei soccorso-clown al Policlinico Umberto I di Roma.

 

Se i benefici della terapia del sorriso sono sempre più apprezzati e riconosciuti nelle corsie degli ospedali, utile sarebbe ricordali anche a scuola, in ufficio e tra le mura domestiche: forse, ridere di gusto almeno una volta al giorno potrebbe in qualche modo cambiarci la vita.

 

Floriana Avellino

PHI Foundation

Accordo Ferrovie dello Stato – Banca Etica: un progetto per la riqualificazione delle stazioni ferroviarie

Le vecchie strutture delle stazioni ferroviarie saranno donate gratuitamente alle associazioni no-profit e alle Onlus italiane.
È questo l’accordo siglato tra il gruppo Ferrovie dello Stato e Banca Etica.

Da stazioni abbandonate a centri sociali

Sono, infatti, migliaia le stazioni ferroviarie prive di personale e che giacciono nell’abbandono, tale accordo porterà ad una rinascita delle stesse in chiave sociale.

Difatti le stazioni diventeranno centri gestiti da associazioni no-profit e Onlus già attive sul territorio nazionale. Banca Etica si occuperà dei finanziamenti che serviranno per gestire la riqualificazione delle strutture. Queste stazioni sono infatti dimesse e non rappresentano più i luoghi dove iniziano e finiscono i viaggi, è chiaro quindi che il gruppo Fs abbia avvertito il bisogno di un cambiamento.
Sono circa 450 le prime stazioni che saranno interessate da quest’opera di riqualificazione e a breve il progetto si estenderà a tutte le altre.
Non è la prima volta che Ferrovie dello Stato si mostra così attento alle tematiche sociali. Già da qualche anno alcune aree delle principali stazioni italiane, non più funzionali alle attività ferroviarie, sono state riqualificate e riadattate ad altre funzioni. Adesso, invece, il piano di riqualificazione coinvolgerà piccole e grandi stazioni ferroviarie e i centri urbani di cui fanno parte.

Tutto ciò servirà a rendere queste strutture dei poli di aggregazione e attrazione sociale, arricchire il territorio di servizi e mantenere le strutture in ottime condizioni.

Il progetto di riqualificazione delle stazioni

 Si tratta soprattutto di un’occasione per mettere in pratica quelle iniziative di rigenerazione territoriale tanto declamate negli anni, ma spesso mai portate a buon fine. Questa volta però vi si inserisce la sostenibilità sociale e ambientale del progetto e specialmente l’azione del mondo del Terzo settore. In quest’ottica Ferrovie dello Stato e Banca Etica si impegnano a promuovere, sostenere e valorizzare i progetti secondo i fini stabiliti.

Da un lato Ferrovie dello Stato dovrà coinvolgere la Banca nella selezione dei soggetti destinatari delle aree oggetto di riqualificazione e comunicare ai soggetti selezionati le linee guida per usufruire dei servizi di Banca Etica.

Dall’altro Banca Etica, che è nata per gestire risorse finanziarie di famiglie e organizzazioni per il bene della collettività, dovrà organizzare la raccolta fondi per sostenere i progetti di riqualificazione attraverso bandi dedicati sulla propria rete di crowdfunding, promuovere eventi culturali per presentare i progetti e offrire servizi creditizi e bancari integrati.

La sfida della riqualificazione degli immobili inutilizzati e dei beni comuni è una di quelle più difficili, ma tra le più gratificanti. Rendere una struttura desolata un luogo pieno di vita rappresenta davvero una grande vittoria.

 

Daniela Leone

PHI Foundation

Nuove forme di volontariato: 25 cm non uno di meno!

25 CM NON UN CM IN MENO

Le forme di volontariato possono essere le più variegate possibili. Per fare volontariato non serve fare enormi sacrifici, non sempre richiede avere tanto tempo a disposizione ma anche con semplici gesti e senza grande sforzo possiamo aiutare associazioni e fare volontariato senza “perdere” tempo e senza intaccare la nostra routine giornaliera.

Circa un mese fa un’amica mi racconta di aver incontrato una conoscente che aveva dei capelli molto belli e molto lunghi ed usciva dal parrucchiere con un nuovo taglio corto e alla moda. Complimentandosi per il nuovo look e spinta da una forte curiosità, si sa, succede, le domandò come mai dopo anni si fosse tagliata la sua famosa chioma.

La risposta fu sorprendente: “aveva dovuto tagliare la sua chioma di minimo 25 cm!” Che bizzaria!

In realtà la spiegazione c’era, questa ragazza era venuta a conoscenza di “Un Angelo per Capello”, una Onlus fondata nel 2014 che ha lo scopo di raccogliere i capelli della lunghezza minima di 25 cm per poi donare delle parrucche inorganiche alle pazienti oncologiche che sul territorio nazionale si trovano in difficoltà economica.

IL PROGETTO E L’ASSOCIAZIONE

Ma parliamo un po’ di “Un Angelo per Capello”. Questa Associazione Onlus nasce dalla volontà di gestire e dar seguito all’omonimo progetto del 2014 che per 3 giorni ha coinvolto tutti i parrucchieri di Santeramo in Colle (provincia di Bari), l’Amministrazione Comunale, Il Laboratorio Urbano Mediavision e tutti i cittadini di Santeramo con l’unico scopo di regalare una parrucca inorganica ai pazienti che ne avevano necessità, creando nuove forme di volontariato.

Partiti dalla Puglia i volontari e le donazioni ormai arrivano da tutta Italia. Molti parrucchieri si sono affiliati all’Associazione e organizzano all’interno dei loro saloni delle vere e proprie giornate per raccogliere i capelli e spedirli ad “Un Angelo per Capello”. In termini numerici la maggior parte delle donazioni provengono dalla Campania e dalla Calabria probabilmente perché sono aree nelle quali si verificano e riscontrano maggior casi di tumore, per via del famoso caso nazionale “Terra dei Fuochi”.

L’idea legata alla donazione dei propri capelli ( non oltre 25 cm ) si basa su un accordo stipulato con un’azienda specializzata nella produzione di parrucche e l’Associazione no Profit. In cambio dei capelli l’azienda produttrice dona all’associazione delle parrucche inorganiche. Lo scambio potrebbe sembrare impari, ma c’è un motivo, le parrucche vere, si, sono più costose ma anche più fragili ed onerose da gestire, mentre le parrucche inorganiche sono di più facile uso, sono comunque fatte bene e ben tollerate dalla cute.

L’IMPORTANZA DI NON VEDERSI DIVERSI

Per i malati oncologici che subiscono determinati trattamenti e perdono per questo motivo i capelli avere una parrucca non è solo un’esigenza estetica ma permette loro di affrontare l’arduo percorso verso la guarigione in modo proattivo e con una carica energetica maggiore.

La trasformazione del proprio corpo che i tumori infliggono alle persone malate è debilitante non solo a livello fisico ma anche in egual misura, se non di più, a livello psicologico. Ridurre maggiormente questo impatto e ridare i capelli a persone che li hanno persi a causa della lotta contro questa malattia, dona ai pazienti più sicurezza e volontà e li aiutano nell’affrontare le terapie a cui vengono sottoposti.

D’ora in poi non sprecate i vostri capelli ma partecipate a queste nuove forme di volontariato donate 25 cm o più di capelli. Se volete sostenere Un Angelo per Capello potete contattare l’Associazione a info@unangelopercapello.it e se volete potete andare a vedere il loro sito www.unangelopercapello.it e scoprire cosa fanno, come donare e quali parrucchieri in tutta Italia sono a loro affiliati.

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

Volontariato toscano: il tormentone acchiappa giovani

Anche il mondo del volontariato toscano ha capito che niente rimane in testa più di un tormentone latino. L’estate scorsa era il “Despacito” di Luis Fonsi, quella precedente “Sofia” di Alvaro Soler, e via dicendo fino ai Rigueira di “Vamos a la playa”, canzoni dai temi leggeri che grazie alla formula testo spagnolo-musica coinvolgente-semplice coreografia scalano con facilità tutte le classifiche musicali e si impongono con disinvoltura alle orecchie impotenti degli ascoltatori.

Perché, allora, non sfruttare questa triade vincente per veicolare un importante messaggio ai giovani? Ad avere questa geniale intuizione è stato Cesvot, il centro servizi per il volontariato toscano, che lo scorso 11 settembre, nell’ambito del progetto Young Energy promosso insieme a Regione Toscana, GiovaniSì, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, ha lanciato sui propri canali social Il Ballo del Volontario, un frizzante video musicale con protagonista il cantante e comico Lorenzo Baglioni.

Per convincere i giovani che “fare volontariato è una figata”, come lui stesso afferma nel video che su YouTube ha superato le 17mila visualizzazioni, l’eclettico trentenne grossetano noto al grande pubblico per le sue apparizioni a “Colorado” ha chiamato a raccolta ben 40 volontari dell’associazionismo toscano e messo in piedi un vero e proprio ballo di gruppo dal sapore latino dedicato al mondo del volontariato.

Parodiando i tanto amati (e odiati) tormentoni estivi attraverso l’uso dei loro termini più abusati e slittando con efficace disinvoltura dall’idioma italiano a quello spagnolo, Il Ballo del Volontario persegue il nobile intento di coinvolgere più persone possibili nell’impegno sociale del volontariato. Un impegno, sottolinea Baglioni, che non ripaga, ovviamente, in denaro (o in dinero, come recita il testo della canzone), ma in gioia, “perché a fare qualcosa per gli altri fai bene alla gente e stai bene anche tu”.

Che sia dunque presso un canile, una casa di riposo, o una qualsiasi delle oltre 3400 associazioni aderenti a Cesvot, l’importante è non restare in panchina e dedicare anche solo qualche ora settimanale del proprio tempo libero agli altri. Per aiutare i giovani a farlo, il Cesvot ha riservato una pagina del proprio sito web agli annunci delle tante associazioni toscane in cerca di volontari, così che chiunque possa trovare il modo per aiutare il prossimo.

 

Enza Chiappone

PHI Foundation

DONARE: IL DONO CREA COMUNITÀ

Donare: il Dono crea Comunità perché donare significa tessere relazioni di valore, praticare scelte libere e consapevoli dettate da autentica passione civile e capaci di andare oltre la logica dello scambio. Dall’incontro tra Istituto Italiano della Donazione (IID) e Fondazione Cariplo nasce l’idea di organizzare un evento che sappia mettere al centro questo tema, in preparazione al Giorno del Dono 2017.

 

Donare fa Comunità

25 settembre 2017 – ore 9.30
Gallerie d’Italia – Piazza Scala 6
Milano

 

Il 4 ottobre di ogni anno in Italia si celebra il Giorno del Dono, giornata nazionale istituita per legge nel 2015 e promossa da IID al fine di fornire meritata visibilità al tema del Dono e della Donazione in tutte le sue forme. Scuole, Comuni, Associazioni, Imprese e cittadini insieme per costruire la mappa dell’Italia che dona, un Paese capace di reagire alle difficoltà mettendo al centro la bellezza del Dono: parte così il 2° Giro dell’Italia che dona, rassegna nazionale che raccoglie tutte le iniziative realizzate dal 23 settembre all’8 ottobre che hanno come filo conduttore il Dono.

 

In questa speciale tappa milanese, il Giorno del Dono incontra il progetto Welfare di Comunità e Innovazione sociale che Fondazione Cariplo, in collaborazione con le Fondazioni di Comunità, ha lanciato per contribuire ad innovare gli attuali sistemi di welfare locali, sostenendo sperimentazioni di politiche sociali in grado di trasformare e rendere più efficaci e sostenibili le risposte ai problemi e ai cambiamenti che caratterizzano il nostro tempo.

 

09.30 – Registrazione partecipanti

10.00 – Parliamo di Dono e Comunità con… Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo Edoardo Patriarca, Presidente IID

10.30 – Il Dono nella riforma del Terzo Settore Luigi Bobba, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

11.00 – 2° Giro dell’Italia che Dona: pronti, partenza… Dono Ornella Ponzoni, Responsabile Comunicazione IID.

11.15 – Il Dono in numeri:l’andamento della Raccolta Fondi – XV rilevazione su dati 2016 Cinzia Di Stasio, Segretario Generale IID

11.30 – Il Dono nel Welfare di Comunità Filippo Petrolati, Fondazione Cariplo Marco Cremonte, Goodpoint Guya Raco, Fundraiser per Passione

12.00 – La Voce delle Fondazioni di Comunità  Maurizio De Paoli, Presidente Fondazione Comunitaria Del Verbano Cusio Ossola:  La cura è di casa  Cesare Macconi, Presidente Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona:  Fare legami Paola Pessina, Presidente Fondazione Comunitaria Nord Milano:  #Oltreiperimetri

 

Conduce

Giangiacomo Schiavi, Giornalista Corriere della Sera

Al termine dell’evento, per chi desidera, visita guidata a Gallerie d’Italia

Iscriviti al più presto, posti limitati.

 

 

PHI Foundation Social Innovation Community

È il nuovo modo di concepire l’engagement sociale al servizio della collettività e del non profit

 

La Social Innovation (Innovazione Sociale) è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali della comunità mediante la responsabilizzazione degli individui e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

 

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

INSIEME A COOP LOMBARDIA SI AIUTA CHI HA BISOGNO

Insieme a COOP Lombardia Aiuta chi ha bisogno: dal 7 al 10 settembre acquista nei negozi COOP Lombardia prodotti per la scuola e donali a chi ne ha bisogno.

Torna, dopo il successo delle ultime quattro edizioni, “UNA MANO PER LA SCUOLA”, il progetto che vede protagonisti PHI FOUNDATION, ISTITUTO ITALIANO DELLA DONAZIONE (IID) e COOP LOMBARDIA, con l’obiettivo di aiutare concretamente le famiglie bisognose in Italia e all’estero, nel periodo critico quanto oneroso del ritorno sui banchi di scuola.

Coop Lombardia, attraverso Organizzazioni Non Profit selezionate, con questa iniziativa offre ai propri clienti e soci la possibilità di REGALARE PRODOTTI DI CANCELLERIA AI BAMBINI DI FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ. PHI Foundation e l’Istituto Italiano della Donazione, partner dell’iniziativa dal suo primo lancio, collabora quest’anno proponendo 13 ASSOCIAZIONI FACENTI PARTE DI IO DONO SICURO, unico database in Italia composto solo da Organizzazioni Non Profit verificate.

Le associazioni non profit presidieranno i singoli punti vendita ed illustreranno i progetti ai quali verranno devoluti I PRODOTTI SCUOLA COOP. Nelle giornate del 7, 8, 9 E 10 SETTEMBRE (domenica 10 settembre solo per i punti vendita di Coop Lombardia che osserveranno l’apertura domenicale), I CLIENTI ED I SOCI COOP troveranno all’interno dei punti vendita i volontari delle associazioni che distribuiranno ai clienti le shopper nelle quali riporre i prodotti donati che si potranno riconsegnare all’uscita.

Ogni cliente COOP potrà così “DARE UNA MANO” in modo semplice e concreto.

Hanno scelto di aderire all’edizione 2017 di “UNA MANO PER LA SCUOLA”:

A SMILE FOR CAMBODIA;

CESAR – FONDAZIONE MONS. CESARE MAZZOLARI ONLUS;

COOPERATIVA SOCIALE COMIN;

FAV – FONDAZIONE AMBROSIANA PER LA VITA;

FONDAZIONE ARCHÈ ONLUS;

FONDAZIONE PER LA PROMOZIONE UMANA E LA SALUTE – PRO. SA ONLUS;

GRUPPO ALEIMAR ONLUS;

KOINÈ COOPERATIVA SOCIALE ONLUS;

INFORM-AZIONE DONNA BAMBINI ANCORA ONLUS;

INSIEME INTELLIGENTI;

MANI TESE ONG ONLUS;

MLFM – MOVIMENTO PER LA LOTTA CONTRO LA FAME NEL MONDO;

PROJECT FOR PEOPLE ONLUS.

Lo scorso anno 13 associazioni facenti parte di IO DONO SICURO hanno partecipato all’iniziativa raccogliendo materiali per un valore stimato di CIRCA 54.000 EURO.

 

PHI Foundation Social Innovation Community

È il nuovo modo di concepire l’engagement sociale al servizio della collettività e del non profit

 

La Social Innovation (Innovazione Sociale) è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali della comunità mediante la responsabilizzazione degli individui e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

Dubli: Quando l’e-commerce incontra il mondo del no profit

Sono già tante le associazioni che anche in Italia hanno aderito con entusiasmo al programma per il mondo no profit  offerto da DubLI, un programma che offre gratuitamente alle realtà senza scopo di lucro la possibilità di autofinanziarsi “in modo innovativo” offrendo ai propri associati (e non) l’accesso al servizio del portale shopping.

Un beneficio economico reale per le realtà no profit utilizzabile per il compimento del proprio oggetto sociale.

Un programma che permette agli amanti degli acquisti on-line e alle associazioni no profit iscritte al programma di guadagnare dagli acquisti on-line, un mercato in continua crescita nel mondo e in Italia.

Sono sempre più infatti gli italiani che acquistano online, basti pensare che dal 2014 al 2016 il numero degli acquirenti è cresciuto del 26% come dichiarato da Roberto Liscia, presidente di Netcomm ed Executive board member di Ecommerce Europe. Uno sviluppo del comparto previsto anche per quest’anno, dove giocherà un ruolo sempre più forte lo sviluppo di modelli di interazione tra negozio fisico e canali digitali.

DubLi è una società americana leader mondiale nel settore del cashback, è la più esaustiva piattaforma online di Cashback Shopping al mondo che offre l’accesso esclusivo alla vendita al dettaglio online e offerte di viaggio, sconti e soprattutto, Cashback su tutti gli acquisti.

Cos’è il cashback? Cashback significa “ritorno di denaro ad ogni acquisto” e corrisponde all’accredito di una parte dell’importo speso sui negozi online (internet) presenti su DubLi.

Questo è possibile perché per ogni acquisto effettuato DubLi riceve una commissione dai vari negozi e ne versa una parte al cliente finale. Oltre 10.000 i negozi del portale Dubli presenti in tutto il mondo e molti altri se ne aggiungono ogni giorno.

Tra le tante associazioni che hanno aderito al programma vi segnaliamo l’ associazione di promozione sociale “Sacro Cuore che, come tutte le realtà del terzo settore  partner di Dubli, ha a disposizione un portale personalizzato Clicca QUI o digita http://www.bsp-rewards.com/M04XV che permette a tutti di  registrarsi in modo  semplice e gratuito, senza impegni di nessun genere!

Per aderire al programma  bastano pochi passaggi: Inserite  e-mail e password ed iniziate a fare i vostri acquisti.

Una doppia opportunità dal mondo del web che permette di acquistare risparmiando e di fare beneficenza sostenendo le associazioni no profit.

 

Massimo Marino

PHI Foundation

Nasce il primo corso di promotore associativo

Hai mai pensato che fare il promotore associativo potesse essere una professione? E che addirittura esistesse un corso che ti insegna a farlo?

Il mondo dell’associazionismo e del terzo settore è da sempre, per l’Italia e per tante nazioni, una miniera di idee, di servizi e di opportunità; un mondo in continua evoluzione quello del volontariato, affascinante e complesso, che sempre più necessita di figure qualificate in grado di conoscere le norme e le opportunità per operare con successo nel settore del no profit.

Sono queste le riflessioni che hanno portato il centro studi autorizzato DICHE di Foggia insieme all’ AICS Associazione Italiana Cultura e Sport – Associazione nazionale riconosciuta dal Ministero degli Interni ed al Coni ad ideare il primo corso in Italia dedicato ad una nuova figura nel panorama nazionale del volontariato il promotore associativo, colmando di fatto il bisogno da parte di molti volontari, gruppi e realtà di avere un interlocutore competente capace di guidare, di indirizzare, di offrire una consulenza specifica per chi desidera creare un’associazione o necessita di consigli per gestirla al meglio.

Una figura pensata per sostenere l’operato delle piccole e grandi associazioni no profit che in tutto il Bel Paese, svolgono un ruolo insostituibile e fondamentale per la società, a volte non pienamente riconosciuto e valorizzato.

Oggi più che mai le associazioni in Italia e nel mondo forniscono un concreto apporto, una risposta efficace ai bisogni e ai sogni della gente, attraverso la ricerca e l’impegno costante nel tentativo di fare rete con le agenzie educative presenti sul territorio, offrendo servizi alla persona e molteplici attività e progetti per il bene comune, il più delle volte dedicati alla fasce più deboli della società, agli ultimi, ai più bisognosi.

Il corso di promotore associativo, unico nel suo genere, alla sua prima edizione ha già riscosso un grande successo, come testimonia il  sold out delle iscrizioni e le numerose richieste di nuovi corsi.

Il corso che inizierà venerdì 19 maggio 2017 avrà una durata complessiva di 20 ore e permetterà ai partecipanti di:

Acquisire conoscenze nell’ ambito di associazioni sportive, di promozione sociale, volontariato e onlus;  Scoprire come ottenere finanziamenti;  Conoscere e interpretare gli aspetti fiscali e amministrativi degli enti no profit;  Conoscere la legge n. 106/2016 e la relativa riforma dell’impresa sociale (Decreto Bobba)  Apprendere tutte le tecniche del Fundraising e del Crowdfunding.

(*Al termine verrà rilasciato un attestato di partecipazione dell’ AICS) Sede del corso: Centro studi autorizzato DICHE – Foggia.

Per maggiori informazioni sul corso di promotore associativo: 📧 formaicsfg@gmail.com ☎️ 327 9948054 – 333 2076680

 

Massimo Marino

PHI Foundation

SENSO CIVICO: 50% RISPARMIO SULL’IMPOSTE

Con i suoi circa 7 milioni di volontari l’Italia è uno dei paesi europei con il più alto ‘tasso’ di volontariato. Ogni anno impiegano al servizio del bene comune circa723 milioni di ore, pari al lavoro che svolgerebbero circa 400 mila individui a tempo pieno. Come ci spiega l’ultimo rapporto ISTAT  sulle organizzazioni non profit, la maggioranza dei volontari, circa 4 milioni, opera per una o più associazioni. Quello italiano, infatti, è un volontariato molto organizzato su base associativa: nel nostro Paese si contano ben 45 mila associazioni, oltre il 32% impegnato in attività nel settore sociale, sanitario e di protezione civile.

 

A differenza di altri Paesi, come Germania e Gran Bretagna, in Italia è ancora poco sviluppato (e sostenuto) il volontariato civico, urbano o municipale ovvero quel volontariato promosso soprattutto da municipalità ed enti locali che permette a un cittadino di svolgere, in modo gratuito e volontario, attività di pubblica utilità e di cura della città. Tuttavia negli ultimi anni qualcosa sta cambiando, vuoi per la crisi economica che attanaglia gli enti locali, vuoi perché si va sempre più diffondendo una cultura della cittadinanza attiva e responsabile.

 

Sintomi di questo mutamento sono, ad esempio, i movimenti spontanei di cittadini che si mobilitano contro il degrado urbano: soffermandosi su esperienze strutturate, che nascono soprattutto per volontà dell’ente locale e per effetto di precise scelte di politica urbana. Grazie anche a leggi ad hoc regionali e nazionali, sono, infatti, in aumento i Comuni che offrono ai cittadini la possibilità di partecipare in prima persona alla cura dei beni comuni, alla riqualificazione di aree della città, allo sviluppo del decoro urbano.

 

Sappiamo bene che dentro e fuori il mondo del volontariato ‘organizzato’ non manca chi guarda a questo fenomeno con perplessità e diffidenza. In realtà, crediamo che coinvolgere i cittadini in attività di pubblica utilità contribuisca a migliorare la vita di tutti, abitanti e amministratori locali.

Perché più è partecipata la cura e la gestione degli spazi pubblici, più si diffonde il senso civico e cultura della responsabilità.

 

Ma in che modo e attraverso quali forme i comuni possono attivare iniziative di volontariato civico? Ecco le tipologie più diffuse:

  • Albi comunali dei volontari civici;
  • Amministrazione condivisa;
  • Baratto amministrativo;
  • Convenzioni ad hoc tra ente locale e associazioni del territorio.

 

L’esempio forse più ‘antico’ di volontariato civico è quello dei cosiddetti “nonni civici”. A partire soprattutto dagli anni Novanta, alcuni Comuni hanno cominciato a coinvolgere anziani e pensionati in attività di volontariato civico in collaborazione con la polizia municipale e operatori comunali. Grazie a convenzioni con le associazioni di volontariato o a bandi pubblici, i Comuni ‘reclutano’ cittadini anziani o pensionati che con le loro pettorine colorate svolgono varie attività di volontariato, come pulire le aree verdi, vigilare nei pressi delle scuole per permettere ai bambini di entrare e uscire da scuola in tutta sicurezza oppure svolgere servizi d’ordine in occasione di eventi e manifestazioni sportive.

 

In molte città stanno fiorendo Albi comunali dei volontari civici che prevedono, secondo un regolamento, l’iscrizione dei cittadini disponibili a svolgere attività di pubblica utilità e per il decoro urbano. Ai cittadini, organizzati per aree o gruppi di intervento, il Comune fornisce copertura assicurativa, tesserini e pettorine di riconoscimento, strumenti di lavoro e se necessario anche formazione adeguata.

 

Molti Comuni Italiani hanno adottato la pratica dell’amministrazione condivisa o, per meglio dire il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”. Si tratta di un’esperienza molto innovativa che offre ad amministrazioni locali e cittadini i lineamenti essenziali di un modo di partecipare alla cura della città “che supera la casualità del volontariato individuale e diventa metodo”. Grazie al Regolamento, infatti, i Comuni possono attivare sul territorio un vero e proprio “patto di cittadinanza” per amministrare in modo condiviso i beni comuni della città.

 

Un altro strumento innovativo che si sta sviluppando proprio in questi ultimi anni è il “baratto amministrativo”, introdotto nel 2014 con il decreto legge n.133 (“Sblocca Italia”). Questa particolare forma di impegno civico prevede riduzioni o esenzioni dal pagamento delle tasse comunali per i cittadini attivi nella riqualificazione degli spazi in cui vivono. Il primo ad inaugurare questa pratica è stato il Comune di Massarosa, in provincia di Lucca, che ha varato il “Regolamento per l’istituzione e la gestione del Servizio Volontario Civico” e quindi pubblicato un bando che offriva uno sconto del 50% sull’imposta dei rifiuti in cambio di alcune attività di pubblica utilità: taglio dell’erba nei giardini pubblici, imbiancatura di aule scolastiche, attività di pre-scuola e sorveglianza all’entrata e all’uscita delle scuole, piccoli lavori di falegnameria e manutenzione dei cigli delle strade. L’iniziativa ha conseguito un grande successo: oltre 100 cittadini e 10 associazioni si sono proposte e altri Comuni hanno chiesto di conoscere e replicare l’esperienza, tanto che a Massarosa (nel seguire la corrente filosofica della Social Innovation) si svolgerà il primo convegno nazionale sul baratto amministrativo.

 

In alcune città esistono, infine, gruppi, associazioni o enti non profit nati proprio per coinvolgere i cittadini in attività di riqualificazione e decoro urbano. I più antichi sono senz’altro i gruppi di Guerrillia Gardening che, nati negli Usa a metà degli anni Settanta all’interno dell’attivismo ambientalista, promuovono anche nel nostro Paese “incursioni” contro il degrado urbano e l’incuria delle aree verdi.

 

Più recentemente a Roma si è sviluppato il movimento Retake. Formalmente sono associazioni ma nella pratica assomigliano più ai Guerrillia Gardening: organizzati in gruppi divisi per quartiere, si attivano periodicamente per i cosiddetti “clean up”, azioni collettive per ripristinare la bellezza originaria di una piazza o di una strada oggetto del “retake”. Parte del retake è anche lo speak up, in altre parole il parlare e lo spiegare ad abitanti e commercianti il fine di questi clean up (risanamento ambientale).

 

Alla pratica dei Guerrillia Gardening si ispira apertamente l’associazione CleaNap di Napoli, fondata da alcuni giovani che vogliono creare azioni dimostrative per migliorare piazze e monumenti del centro storico di Napoli, “ormai lasciati al degrado e all’incuria del tempo, nonché sopraffatti dall’invasione perenne dei rifiuti”. Alla questione rifiuti e pulizia del territorio si dedica anche il movimento Let’s do it! Si tratta di un movimento internazionale nato nel 2008 in Estonia in occasione di una gigantesca operazione di pulizia del Paese: in un solo giorno 50mila persone, in sole cinque ore, liberarono strade, città e foreste da 10mila tonnellate di rifiuti illegali. Ad oggi l’associazione è presente in 96 paesi, tra cui l’Italia, dove ha organizzato una pulizia di massa delle coste e delle spiagge campane e sarde coinvolgendo 12mila volontari provenienti da tutta Europa.

 

Altra esperienza interessante è quella fiorentina. A Firenze sono attivi i volontari della Fondazione Angeli del Bello. Si tratta di una fondazione di partecipazione nata su iniziativa di Quadrifoglio Spa, l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti, e dell’associazione Partners Palazzo Strozzi. A oggi la fondazione può contare sull’impegno di 1500 volontari che più volte la settimana e in diversi gruppi di intervento portano avanti progetti e azioni di volontariato urbano, come la rimozione di scritte vandaliche dai muri dei palazzi fiorentini e la pulizia di giardini e spazi di verde pubblico. Alle attività possono partecipare sia cittadini sia associazioni, l’importante è raggiungere lo scopo: migliorare il decoro e la bellezza di Firenze.

 

Per concludere questa panoramica sul volontariato civico e municipale, desidereremmo accennare ad un’esperienza che sta maturando in alcune regioni, in particolare in Toscana. Qui, infatti, Comuni come quelli di Scandicci e Sesto Fiorentino, in collaborazione con le associazioni del territorio, hanno coinvolto gruppi di rifugiati e richiedenti asilo in attività di pubblica attività.

 

Ospiti sul territorio toscano in appartamenti e piccole strutture gestite da enti del terzo settore (la cosiddetta “accoglienza diffusa”), i migranti possono attendere anche un anno prima che le richieste di asilo siano esaminate e in questo periodo non possono svolgere nessun lavoro retribuito. Ecco che allora lo scorso maggio la Regione Toscana, in accordo con prefetture ed enti locali, ha pensato di costituire un fondo a copertura delle spese assicurative per quei Comuni che intendono coinvolgere rifugiati e richiedenti asilo in attività gratuite e volontarie di pubblica utilità.

 

Ad oggi sono oltre una decina, le amministrazioni comunali che hanno aderito all’iniziativa stipulando convenzioni ad hoc con le associazioni locali. I migranti, oltre a partecipare a corsi di lingua e varie attività promosse dalle associazioni di volontariato, svolgono alcune ore di volontariato occupandosi di piccole opere di riqualificazione urbana. L’esempio forse più eclatante di questa forma di volontariato civico si è avuta a Firenze in occasione dell’ondata di maltempo che ha distrutto un’importante area verde della città. Qui due gruppi di profughi hanno lavorato a gomito a gomito con i volontari della protezione civile per ripristinare la viabilità e alcune aree verdi della città.

 

Al di là di ogni polemica, crediamo si tratti di un’esperienza interessante che meriti di essere conosciuta e sviluppata, a patto però che si rispettino almeno due ‘regole base’. Come tutte le attività di volontariato, è una scelta che i migranti devono prendere consapevolmente e liberamente. Inoltre, se lo scopo principale è offrire opportunità di integrazione e cittadinanza, è senz’altro un’esperienza che i migranti devono poter condividere e svolgere insieme con altri cittadini, perché è il prendersi cura ‘insieme’ del luogo dove si vive, anche solo di passaggio, che crea occasioni di scambio e conoscenza, che ci rende cittadini responsabili non solo della cosa pubblica ma anche e soprattutto l’uno dell’altro.

 

L’innovazione sociale è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali che siamo sempre più in grado di affrontare, la responsabilizzazione dei gruppi e degli individui, e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

 

 

 

 

8 Marzo

Con l’ 8 Marzo, Giornata Internazionale della donna, è nata una nuova era per la libertà di tutte donne

Quest’anno l’ 8 Marzo, non abbiamo festeggiato la “Giornata Internazionale della donna” con le classiche mimose ma con lo Sciopero Globale delle Donne che ha raccolto l’adesione di 54 Paesi nel mondo. Attraverso feste in strada, assemblee, cortei, manifestazioni creative abbiamo messo sottosopra attività produttive, scuole, piazze e vite familiari al grido di “Se le nostre vite non valgono, non produciamo” per rivendicare una società che valorizzi la vita, la salute, la libertà e l’autodeterminazione di tutte le donne.

L’ 8 Marzo milioni di donne hanno incrociato le braccia interrompendo ogni attività produttiva e riproduttiva e astenendosi da ogni tipo di occupazione, compresi i lavori di cura e quelli domestici.

Con le colleghe dell’Associazione per cui lavoro, Differenza Donna Ong di Roma, abbiamo occupato lo spazio pubblico con i nostri saperi portando in strada tutta l’esperienza dei Centri Antiviolenza. Abbiamo trascorso la mattina in Piazza del Popolo con varie attività di sensibilizzazione, per incontrare e parlare con le donne e uomini, per informarli e coinvolgerli nella nostra mission e nella nostra adesione allo sciopero. Alle 17,00 ci siamo unite al corteo che è partito dal Colosseo insieme a tutte le altre donne e associazioni.

Per tutta la manifestazione io ho portato con orgoglio un cartello con su scritto “The Woman’s place is in the Resistance”. E voglio ricordarmi tutti i giorni di resistere di fronte alle ingiustizie che vivo in questa società in quanto donna perché se anche c’è una ingiustizia c’è sempre uno spazio per contrastarla.

È inutile dire quanto sia stato emozionante sentire un’unica voce che si muoveva come un grande popolo per le strade di Roma, d’Italia e non solo. Il colore dominante non era il giallo delle mimose, bensì il nero e il fucsia, scelto dalla rete Non Una di Meno. Nero e fucsia ovunque. Sugli striscioni portati in corteo, sui capelli, sugli abiti, sulle stampe delle emblematiche matrioske.

La matrioska (dal latino mater) rappresenta allo stesso tempo maternità e nascita, simbolo  della protesta in quanto rappresenta l’unità e la molteplicità dell’Io di una donna, l’unione e la forza che milioni di donne nel mondo possono avere per far valere insieme i propri diritti come se fossero una sola, unica ed infinita matrioska contenente dentro sé tutte le altre.

Per questo l’ 8 Marzo non è finito. O almeno non è finito qui. Ha aperto una nuova era, un nuovo movimento delle donne. Anche se vivono in diversi luoghi e provengono da differenti vissuti, sono accomunate dalla stesso desiderio di libertà da chi le uccide per “troppo amore”, da chi, quando sono vittime di stupro, processa prima le donne e i loro comportamenti; da chi “esporta democrazia” in loro nome e poi alza muri di fronte alla loro autodeterminazione; da chi scrive leggi sui loro corpi e da chi le ricatta con le dimissioni in bianco perché hanno figli o forse li avranno; da chi offre loro stipendi comunque più bassi degli uomini a parità di mansioni.

Con lo scorso 8 Marzo abbiamo sperimentato che è possibile scioperare dai ruoli imposti dal genere per mettere in crisi finalmente un modello produttivo e sociale che, contemporaneamente, discrimina e mette a profitto le differenze.

 

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

Se vuoi aiutarci in questo compito, sostienici attraverso un contributo cliccando su questo link

Vanessa Doddi

PHI Foundation

Colpire il tumore al seno partendo da una foto

La sfida per Onlus, Associazioni e Fondazioni che si occupano di tumore al seno è creare una campagna efficace di sensibilizzazione e di prevenzione. Da un lato, il seno è una parte del corpo femminile associata all’attrazione fisica e al sesso e ciò rende problematico mostrarlo, dall’altra, il tumore rappresenta un argomento difficile da trattare perché è inevitabilmente associato alla morte.

Come si manifesta il tumore al seno? Com’è un seno con un nodulo sottocutaneo? Come risulta al tatto? Muta colore? Consistenza? Quando in una campagna di sensibilizzazione dobbiamo “dire” al posto di “mostrare”, il messaggio “salva-vita” rischia di essere meno efficace ed impattante e tutte queste domande rischiano di rimanere insolute.

La Fondazione Umberto Veronesi ha creato la campagna Pink is Good per sconfiggere il tumore al seno delle donne. Sul relativo sito si possono trovare contenuti interessanti rivolti alle donne che vogliono avere più informazioni sulla prevenzione. Sono disponibili informazioni su come partecipare alle maratone in rosa organizzate dalla Fondazione a favore della ricerca. La campagna ha coinvolto molte sostenitrici e ha incentivato il passaparola tramite la possibilità di condividere banner sulle proprie pagine social nonché di acquistare gadget.

Però andando sul sito di Pink is Good della Fondazione Umberto Veronesi oppure Airc o di qualunque altra associazione impegnata nella ricerca contro il tumore al seno non c’è la prima cosa che cercherebbe una donna che ne vuole vedere i segni. Manca di fatto un’immagine o una foto di riferimento che mostri in modo semplice e immediato i sintomi della disfunzione. I classici cuoricini o fiocchi rosa per quanto ormai entrati nell’immaginario comune delle campagne di prevenzione del tumore al seno non danno veramente l’idea di come la malattia si possa manifestare.

Ecco che Erin Smith Chieze, sopravvissuta al tumore al seno, ha ideato una campagna per aiutare tutte le donne a identificare in maniera semplice segni sospettosi. Stufa dei soliti simboli quali fiocchi o cuori rosa, ha creato Knowyourlemons utilizzando 12 limoni come immagini metaforiche al posto dei seni e mostrando le varie manifestazioni dei segni del tumore.

Le donne in tal modo possono accedere nell’immediato a degli indicatori chiave che le aiuteranno a fare in autonomia una prima diagnosi, ma, come dice bene la campagna, senza farsi prendere dal panico perché alcuni cambiamenti che si possono notare sui seni sono normali e bisogna consultare il medico solo in caso persistano nel tempo.

La scelta della campagna Knowyourlemons di usare il giallo, il colore dei limoni, e non il classico rosa è davvero originale. Il giallo è il colore della luce solare ed evoca energia. Ed è proprio l’energia la carica umana che ci vuole per affrontare un tumore al seno, malattia che va a colpire una parte intima femminile così delicata.

La forza della campagna di Erin Smith Chieze è la sua validità ovunque perché può essere adatta per un Paese in particolare, come per tutto il mondo. Una strategia comunicativa di questo tipo in tema di tumore al seno non è mai stata creata prima. L’immagine dei “12 seni-limoni” sui social è stata condivisa oltre 25 mila volte.

Grazie Erin!

 

PHI Foundation è una Fondazione che si occupa di aiutare tutte le Associazioni operanti nel Terzo Settore, attraverso campagne di informazione e raccolta fondi.

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Vanessa Doddi

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HIHERE APP, QUANDO L’APP E’ SOCIALE

L’uso di app negli ultimi anni ha decisamente rivoluzionato la nostra vita ed il nostro modo di approcciarci alla vita quotidiana: giochi, lettura quotidiani, navigatori, musica, comunicazione, acquisti online e anche nel settore sociale. Un esempio per quanto riguarda quest’ultimo aspetto ci viene da HiHERE app disponibile da pochi giorni e che si propone di abbattere le barriere e costruire legami sociali tra i migranti e le comunità di accoglienza. Un’app che quindi vuole affrontare in modo moderno ed innovativo uno dei temi sicuramente più attuali degli ultimi mesi. Ma di cosa si occupa quest’app e perché è così innovativa?

L’obiettivo dell’app come è stato detto è quello di favorire l’integrazione, questo viene fatto permettendo ai richiedenti asilo di registrarsi, inserire i propri dati e una mappa del percorso fatto, riconnettersi con familiari, amici e connazionali; da parte loro le associazioni e i centri d’accoglienza possono inserire a loro volta eventi ed iniziative, in questo modo le persone possono eludere l’isolamento ricostruendo i legami sociali. Potenzialmente ognuno di noi potrebbe scaricare l’app ed avere un profilo, mettendosi a disposizione per aiutare queste persone, ognuno secondo le sue possibilità.

L’app è nata dal basso, in risposta ad esigenze e bisogni concreti espresse dagli stessi migranti ed emersi nel corso della ricerca che ha poi portato allo sviluppo della stessa.

HIHERE app è gestita da Lapis, un’associazione di promozione sociale nata nel 2016 con l’obiettivo di supportare persone e popolazioni in condizioni di disagio e precarietà abitativa a causa di migrazioni, catastrofi naturali o situazioni informali. Le attività dell’associazione vogliono aiutare queste persone a ricostruire legami sociali favorendo l’integrazione sul territorio, inteso non solo come spazio fisico.

Per garantire l’accesso gratuito all’app Lapis sta portando avanti alcune campagne di raccolta fondi, è da poco terminata la campagna natalizia ed ora l’associazione è alla ricerca di runner che corrano la maratona di Roma del 2 aprile in favore di Lapis e a sostegno dell’app.

Con HIHERE app la tecnologia e innovazione possono quindi non solo coniugarsi con il sociale ma esserne al servizio, aiutando le associazioni nel raggiungimento dei loro obiettivi ed essere un vero strumento di cambiamento a disposizione di tutti.

 

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

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Sara Quaglia

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