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REGOLE D'ORO DEL SOCIAL FUNDRAISING

REGOLE D’ORO DEL SOCIAL FUNDRAISING

REGOLE D’ORO DEL SOCIAL FUNDRAISING

REGOLE D’ORO DEL SOCIAL FUNDRAISING: IL SOCIAL FUNDRAISING PARTE DA DENTRO

REGOLE D’ORO DEL SOCIAL FUNDRAISING: Il punto di partenza indispensabile è la presa di coscienza che deve nascere dal cuore perché “chiedere” costa fatica psicologica.

Il fundraising è parte integrante delle strategie di raccolta fondi e coinvolge perché la gioia di donare è assolutamente contagiosa.

Il fundraising non deve essere vissuto come una triste necessità ma come una straordinaria opportunità di crescita, come parte integrante della sostenibilità della causa sociale.

 

IL SOCIAL FUNDRAISING E’ UN OPPORTUNITA

Questo è un tema fondamentale, fare fundraising è un “opportunità”, che genera un ritorno di valore nel tempo.

Necessita di una buona dose di pazienza e bisogna comprendere che alcuni risultati potranno arrivare presto ed altri anche dopo.

I risultati potranno riguardare i fondi, ma anche il tempo delle persone (volontari), beni e servizi gratuiti e non da meno, riuscire a stimolare una sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei media.

 

IL SOCIAL FUNDRAISING AL SERVIZIO DELLA CAUSA

Un fundraiser come Phi Foundation non raccoglie fondi, ma sostiene un progetto, promuove attività non profit, presenta idee e soluzioni per risolvere problemi di carattere sociale.

Partecipa direttamente alla soluzione, coinvolge la community, esorta nel potenziale benefattore il desiderio di donare.

Per fare fundraising orientato al non profit bisogna essere nella causa, conoscerla e viverla quotidianamente, come Phi Foundation, niente è più potente della passione e della sincerità quando si vuole coinvolgere donatori.

Solo stando nella causa sociale, si superano gli innumerevoli ostacoli della raccolta fondi.

 

IL SOCIAL FUNDRAISING E’ COMPETENZA

Per fare fundraising servono competenze tecniche specifiche affinché tutti gli sforzi siano massimizzati; E’ indispensabile definire una strategia di medio lungo termine, conoscere le regole del marketing e della comunicazione orientate al non profit, come sono fondamentali le tecniche di acquisizione e gestione donatori.

 

REGOLE D’ORO DEL SOCIAL FUNDRAISING: IL SOCIAL FUNDRAISING VIVE DI OPPORTUNITA’

Dobbiamo sempre partire da noi, ricordandoci che le persone donano per le persone e soprattutto a chi è in grado di aiutare gli altri.

Il fundraising non è mai il fine, ma il mezzo.

 

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

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Redazione

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Riviera del Brenta, raccolta fondi con il numero solidale 45500 

Beni culturali: fundraising binomio possibile?

Fundraising e beni culturali: un binomio possibile?

 

Beni culturali: fundraising binomio possibile?

Beni culturali: fundraising binomio possibile?. “La cultura si potrà finanziare anche con il fundraising…”: non è la constatazione che le politiche di conservazione del nostro patrimonio artistico e culturale abbiano raschiato il fondo del barile, ma la promessa contenuta nella Riforma Franceschini sui beni culturali italiani.

Da circa dieci anni la cultura e tutte le attività collegate alla valorizzazione e alla conservazione dei beni culturali sono in piena contrazione e (tanto per cambiare) in fondo alla classifica europea: nella cultura investiamo solo lo 0,13% del Prodotto Interno Lordo e i finanziamenti pubblici si sono ridotti del 27,4% in 10 anni, passando da 2.197 milioni di euro nel 2004 a 1.595 nel 2014.

La sostenibilità della cultura dipenderà quindi da strategie di raccolta fondi mirate e personalizzate.
Se fino a pochi anni fa il fundraising toccava solo in parte le organizzazioni operanti nell’ambito culturale, oggi la ritirata dello Stato mette al centro dell’attenzione la ricerca di fonti di sostenibilità alternative a quelli tradizionali.

In Italia ci sono 443.208 organizzazioni culturali, ovvero il 7,3% delle imprese nazionali: secondo gli organizzatori di “Cultura e Fundraising”, la loro esistenza può essere legata solo a nuove politiche di sostenibilità per ridurre la dipendenza dal finanziamento pubblico, come il crowdfunding.

E si tratta di una vera e propria ricerca di una nuova massa critica: a fronte del crollo delle ero­ga­zioni libe­rali (-19%) e degli interventi delle fondazioni bancarie (-12%), secondo il rapporto di Federculture, lo scenario della ricerca di fondi è completamente diverso rispetto al passato.

«La Riforma Franceschini, introduce ufficialmente nuove professionalità accanto ai Direttori dei Musei, che saranno affiancati da un responsabile dei rapporti con il pubblico che si occupa anche del reperimento dei fondi e del marketing», afferma la coordinatrice del corso Marianna Martinoni. «La vera sfida sarà ora inserire figure professionali che possano svolgere questo ruolo nelle tante realtà diffuse su tutto il territorio nazionale in modo strategico e continuativo nel tempo».

Il corso si rivolge a teatri, biblioteche, musei pubblici e privati, gallerie d’arte, associazioni che operano nel settore della cultura e delle arti con l’obiettivo di offrire un approccio professionale e operativo al fundraising in questo settore. Il programma e la scheda di iscrizione sono pubblicati sul sito.

 

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Cosa é il Fundraising... ma tu lo sai?

Cosa é il Fundraising… ma tu lo sai?

Cosa é il Fundraising… ma tu lo sai?

 

Cosa é il Fundraising… ma tu lo sai?

Cos’é il Fundraising: Lavorare con PHI Foundation nella raccolta fondi (fundraising) significa svolgere l’attività di fundraiser, una professione creativa e multitasking oggi sempre più richiesta dal mercato del lavoro orientato al terzo settore.
Una professione che richiede competenze in marketing, statistica, economia, ma anche un estro creativo e artistico, oltre che una grande determinazione.

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Cosa é il Fundraising… ma tu lo sai?

Fare raccolta fondi (fundraising) per le organizzazioni non profit significa lavorare per una giusta causa che ci appassiona, in cui crediamo e desideriamo migliorare le cose grazie al piccolo contributo di tante persone.
Non c’è dubbio che il lavoro del fundraiser porti numerose soddisfazioni personali se fatto bene con passione e mediante gli strumenti giusti.

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Cosa é il Fundraising… ma tu lo sai?

“Ma cosa fa un fundraiser?”
La domanda sorge spontanea.
Si usa spesso questa parola nel gergo comune per indicare il comunicatore o l’organizzatore di eventi di beneficenza.
In realtà il fundraiser è anche questo, ma non solo.
È soprattutto un professionista che sa comunicare e agire, perché le parole sono pensieri che diventano azioni dirette a costruire qualcosa di utile, azioni dirette ad aiutare gli altri, e per questo IMPORTANTI.

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

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Disegno legge delega Riforma Terzo Settore

Disegno legge delega Riforma Terzo Settore

Disegno di legge delega per la Riforma del Terzo Settore

Disegno legge delega Riforma Terzo Settore

Disegno Legge delega riforma terzo settore: Noi della “PHI Foundation” siamo soddisfatti che l’Italia abbia approvato il Ddl delega sul Terzo Settore. A meno di un anno dal suo annuncio, ci viene restituito, per questa prima parte dell’iter parlamentare, un buon testo, a riprova che la Commissione e l’Aula alla Camera Italiana hanno lavorato con grande attenzione per la Riforma e riorganizzazione di un mondo vastissimo, che in Italia interessa oltre 300mila organizzazioni, quasi un milione di lavoratori totali e oltre 5 milioni di volontari, rappresentando 8 punti del PIL italiano.
Si tratta di un passaggio epocale che coinvolge l’intero Paese Italia e non solo il mondo delle organizzazioni non profit (ONP).

Auspichiamo che il successivo esame del testo al Senato italiano possa apportare alcune migliorie legate ad alcuni aspetti gestionali ed organizzativi, anche di natura civilistica e fiscale, delle realtà di terzo settore e delle imprese sociali, ma anche a questioni relative al servizio civile, così come ad una maggiore attenzione al volontariato organizzato e alle forme più spontanee di volontariato e partecipazione dei cittadini, e infine ad una più chiara individuazione del ruolo e funzione dei Centri di servizio per il volontariato.
Aspettiamo di poter chiarire i dubbi e dare risposte alle domande su un punto nodale che è quello delle risorse disponibili. Questione che una Riforma di questa portata non può certo ignorare.

Su questo e tutti gli altri aspetti “PHI Foundation” continuerà a fare la sua parte e dare il suo contributo aiutando le ONP a realizzare un sito web “Gratuitamente” con lo scopo di ampliare la loro visibilità e fargli ricevere donazioni tramite il tasto “Dona” . Ulteriore supporto viene dato tramite il sito web della “PHI Foundation” dove le ONP potranno avvalersi del “People Raising”, cioè, fare ricerca di Volontari e contattarli per le disponibilità; inoltre la “PHI Foundation” mette a disposizione delle ONP l’attività di raccolta fondi tramite azioni di “Fundraising” online e offline anche mediante manifestazioni finalizzate e “Corporate Fundraising”.

Se sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

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BeArt: una piattaforma di raccolta fondi dedicata all'arte

BeArt: raccolta fondi dedicata all’arte

BeArt: una piattaforma di raccolta fondi dedicata all’arte

 

BeArt: una piattaforma di raccolta fondi dedicata all’arte

BeArt è un portale di crowdfunding per artisti e dedicato solo ed esclusivamente a progetti di arte.

Opere, libri, performance, lavori digitali e non solo: BeArt permetterà il finanziamento di pubblicazioni, musei e premi artistici.

L’idea, nata da una start up fondata da Jessica Tanghetti, Mauro Mattei e Giorgio Bartoli, è quella di connettere “tutti coloro che producono arte e cultura direttamente con la community di riferimento, permettendo al pubblico che li segue di sostenere attivamente i loro progetti in cambio di rewards, beni o servizi unici ed esclusivi pensati come ricompense”.

La partecipazione per gli artisti è gratuita: per incominciare a raccogliere fondi e realizzare la propria proposta artistica è sufficiente compilare un modulo di presentazione del progetto, fissare un obiettivo in termini di tempo e di somma da raccogliere e decidere le ricompense da assegnare ai donatori.

Possono avviare una campagna di crowdfunding su BeArt “persone fisiche che abbiano compiuto 18 anni oppure persone giuridiche come musei, gallerie, associazioni, fondazioni enti pubblici e no profit”.

I progetti sono valutati da un gruppo tecnico di professionisti italiani e inglesi e, per ogni progetto che raggiunge il suo obiettivo, BeArt trattiene una commissione del 7% sul totale raccolto attraverso la campagna.

Le campagne possono essere del tipo All or Nothing, dove la commissione è applicata solo se la campagna si conclude con successo, oppure nella modalità Keep it All: qui la percentuale è applicata a prescindere dal loro risultato.

La prima formula è normalmente consigliata per progetti di piccola entità che necessitano di una cifra minima, senza la quale sarebbe impossibile avviare il progetto stesso.

Nella formula Keep it All invece, anche se l’obiettivo economico non è stato raggiunto, il creator dovrà impegnarsi a realizzare il progetto, o una sua parte, utilizzando le risorse raccolte e dovrà inviare le ricompense scelte dai propri supporters.

 

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Piattaforme di crowdfunding italiane

Piattaforme di crowdfunding italiane

 

Piattaforme di crowdfunding italiane

 

Piattaforme di crowdfunding italiane

La fotografia è più che ottimistica: le piattaforme italiane di crowdfunding (raccolta fondi) recensite nel 2015 sono 82: tra queste 69 sono attive e 13 ancora in fase di lancio.

Secondo Ivana Pais (Corriere della Sera) si tratta di “una frammentazione poco funzionale rispetto alle caratteristiche del settore ma che, rispetto agli scorsi anni quando le piattaforme nascevano per copia-incolla, oggi in parte si spiega con processi potenzialmente virtuosi di differenziazione settoriale e territoriale”.

Un’analisi un po’ impietosa e con ottimismo iniziale che scende ancora se ci si “cala” tra i dati relativi alle campagne di fundraising: le proposte ricevute sono più che raddoppiate rispetto al 2014 (sono circa 100.000), mentre quelle poi pubblicate sulle piattaforme scendono a 21 mila (comunque il 67& in più rispetto all’anno precedente).

Ma il dato sconfortante è un altro: tra le campagne pubblicate solo una su tre viene finanziata, ovvero raggiunge l’obiettivo del suo crowdfund.

È molto interessante invece l’aspetto economico: il valore complessivo dei progetti finanziati attraverso le piattaforme di fundraising è pari a quasi 56,8 milioni di euro, con un aumento dell’85% rispetto ai 30,6 milioni di euro rilevati a maggio 2014.

Le campagne hanno carattere creativo e/o culturale (37%), seguite dalle campagne sociali (34%), solo il 20% sono campagne sono di tipo corporate.
Secondo Pais, “la natura sociale e culturale del crowdfunding italiano è confermata anche dal fatto che le piattaforme che si rivolgono alle associazioni sono più numerose di quelle che si rivolgono alle aziende. Il crowdfunding resta all’interno dei confini nazionali: solo il 12% delle piattaforme si spinge sul mercato estero“.

Tra l’80 e il 90% delle campagne pubblicate e poi finanziate prevalgono somme piuttosto modeste: gli obiettivi di valore si attestano tra i 1000 e i 10000 euro. Le piattaforme che raccolgono più di 50000 visitatori si contano sulle dita di una mano.

Il report completo realizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con il contributo di TIM WithYouWeDo è disponibile su www.crowdfundingreport.it.

Mappatura delle piattaforme italiane pubblicata da “il Sole 24 Ore”

 

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Cosa imparare da una campagna virale

Cosa imparare da una campagna virale

Cosa imparare da una campagna virale

 

Cosa imparare da una campagna virale

Cosa imparare: L’International Fundraising Congress è l’evento internazionale più importante per fundraiser e crowdfunder ed è nato con lo scopo di mettere a confronto strategie vincenti.

Secondo Beth Kanter, blogger da anni impegnata sul campo del fundraising, è l’occasione per incontrare una “comunità meravigliosa”.

Qui, scrive sul suo blog, ho incontrato persone impegnate da diversi anni nelle strategie di raccolta fondi: “la cosa più straordinaria è che nessuno di loro si sia presentato o sia stato trattato come una vecchia guardia“…

In ogni sessione del congresso, esperti navigati si incontrano con le new entry nella comunità e il confronto tra idee avviene in clima di massimo rispetto e supporto reciproco.

Nella sessione condotta da Kanter, sono state analizzate due campagne di charity (Ice Bucket Challenge dell’ALS Association e la campagna di Stephen Sutton supportata dall’associazione Teenage Cancer Trust) che sono diventate virali e la discussione ha messo in luce alcuni aspetti molto interessanti intorno all’obiettivo strategico della viralità.

 

Cosa imparare da una campagna virale

Ecco alcuni punti essenziali:

1) Le campagne non possono diventare virali “su richiesta”.

2) Ogni organizzazione deve monitorare costantemente gli effetti di una campagna e aggiustare il tiro in corsa per rispondere in modo appropriato e aumentare le potenzialità virali della campagna.

3) Le organizzazioni devono essere guidate dall’umiltà e non da uno spirito di controllo. La cultura verticale non è sufficientemente agile, secondo Kanter, per “nutrire il potenziale virale di una campagna“.

4) I risultati non stupefacenti raggiunti nel primo anno, non devono condizionare la ricerca del successo negli anni successivi: in entrambi i casi analizzati, il primo anno di campagna ha comunque raggiunto alcuni successi particolari, tra cui quello di ottenere un consenso ampio tra la cosiddetta “fetta normale” di pubblico (ovvero il pubblico non direttamente o indirettamente coinvolto con la malattia).

5) Tutte e due le campagne sono riuscite a raccogliere intorno a loro individui “iper-connessi” (o influencers) con reti molto vaste di followers, fans, etc.

6) Il segreto del successo di ciascuna campagna non è stato solo nelle “iper-connessioni” in sé, ma nella capacità di queste connessioni di provocare e caricare una storia di emozioni.

7) Raccontare una storia che tocchi profondamente il cuore è essenziale: entrambe le campagne hanno raccontato una storia autentica, emozionale e avvincente, dove l’eroe era il testimonial e non l’organizzazione.

8) Tutte e due le organizzazioni hanno dovuto confrontarsi con l’improvvisazione, piuttosto che con un copione già scritto, nel campo della leadership: azione che ha richiesto un continuo feedback e un monitoraggio continuo delle impressioni del pubblico.

9) Entrambe le organizzazioni si sono focalizzate più sulla crescita della fiducia, piuttosto che del controllo: lasciando addirittura che fossero i loro stessi supporter/donatori a prendere la guida della campagna.

 

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Start-Up Napoletana raccoglie 50 k € su Kickstarter

Start-Up Napoletana raccoglie 50 k € su Kickstarter

Start-Up Napoletana raccoglie 50 k € su Kickstarter

 

Start-Up: Ogni tanto qualche bella e originale attività italiana riesce a trovare spazio nel difficile ed affollato mondo del crowdfunding.

Start-Up napoletana che produce camicie su misura, ha ottenuto un eclatante successo, raccogliendo più di $50.000. La campagna di crowdfunding, che si è chiusa in questi giorni, ha quasi triplicato l’obiettivo, posto inizialmente a $20.000, grazie al supporto di 151 backers. Si è trattato di una campagna di pre-ordini nella quali i “premi” erano appunto costituiti dalla possibilità di ordinare in anteprima una o più camicie su misura ad un prezzo più basso rispetto a quello di listino.

I fondi raccolti saranno utilizzati per aprire un centro di produzione in Campania e per campagne di marketing finalizzate ad esportare prodotto e tecnologia nel mondo.

Simone Olibet, napoletano, 36 anni, crea e realizza camicie da 15 anni. Inizia in piccole botteghe, collabora con i grandi maestri del settore e nel 2010 si trasferisce per lavorare a New York in una sartoria, dove intuisce che gli uomini di affari americani amano le camicie su misura, ma non hanno tempo per recarsi in sartoria a prendere le misure.

Start-Up

Con il contributo di un amico, Graziano Meloni, ha così creato la start-up Manstery un sistema (patent pending) per creare camicie su misura da remoto. L’utente che utilizza per la prima volta il servizio, riceve una Fitting Jacket, una giacca che indossata può essere adattata alle dimensioni del corpo. Poi attraverso un’App, scatta alcune foto caricando così le sue misure, con un margine di errore di mezzo centimetro. Naturalmente l’utente può anche personalizzare ogni aspetto della camicia da ordinare (colore, tessuto, iniziali…).

Il mercato di riferimento sono gli Stati Uniti e l’obiettivo è di offrire un prodotto di lusso a poco più della metà del prezzo corrente: $270 rispetto ai 500 del prezzo usuale di una camicia realizzata in sartoria.

Start-Up

Simone ha spiegato quali sono stati i driver del suo successo:  «Innanzitutto, bisogna partire da un investimento. Come abbiamo speso i soldi? Siamo andati su un sito di annunci, e abbiamo offerto un rimborso spese a ragazzi che cercavano un’esperienza di lavoro dopo il college. Sono loro che ci hanno aiutato a divulgare la campagna, contattando blogger, giornalisti, postando sui social network e invitando gli amici a fare lo stesso. Ne abbiamo presi diversi per Paesi di provenienza (in Italia, Germania, Inghilterra, Germania, fino in Asia). Giovani con entusiasmo e una base di marketing. Per contenere le spese (editing del video), modelli per indossare i capi, fotografi, abbiamo attinto al nostro network di conoscenze. È fondamentale cercare collaborazioni e farsi aiutare. Altrimenti l’investimento diventa troppo alto».

 

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SMS Solidale: Tu puoi ridargli la vista!

SMS Solidale: Tu puoi ridargli la vista!

SMS Solidale: Tu puoi ridargli la vista!

Tu puoi ridargli la vista! Dona con un SMS solidale

SMS Solidale: Nel mondo, ogni minuto un bambino diventa cieco.

SMS Solidale: Ad oggi, la cecità infantile è inarrestabile: ogni minuto un bambino diventa cieco e nel 60% dei casi muore entro 1 anno dal momento in cui ha perso la vista. Eppure secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 40% dei casi, la cecità potrebbe essere evitata con interventi mirati. Basterebbe infatti una diagnosi precoce o un intervento mirato per curare e fermare le principali cause.
L’OMS stima che ad oggi circa 600 milioni di persone sono ipovedenti a causa di difetti refrattivi, facilmente correggibili con un paio di occhiali.
I difetti agli occhi, più o meno gravi, da tempo possono essere corretti infatti con l’ausilio di lenti o operazioni mediche. Comprare un paio di occhiali o operare per correggere miopia, astigmatismo, ipermetropia sono azioni di routine nei Paesi sviluppati, ma può sembrare una rarità e un’operazione complessa, invece, in alcuni Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina.

In occasione della Giornata Mondiale della vista, CBM lancia “Apriamo gli occhi”, la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi contro la cecità infantile.

“Apriamo gli occhi” vuole combattere la cecità evitabile, adottando semplici precauzioni, che a noi sembrano attività di routine, intervenendo in 15 Paesi tra Africa, America Latina e Asia attraverso ospedali e cliniche oculistiche mobili.

L’obiettivo è quello di raggiungere 13.000 persone attraverso:
• operazioni chirurgiche per ridare la vista a bambini e adulti
• 6.000 paia di occhiali da vista per correggere i difetti refrattivi.

I medici di CBM, con i fondi raccolti, potranno realizzare operazioni oculistiche per i bambini delle famiglie più povere, allestire cliniche oculistiche mobili e fare attività di screening per seguire i ragazzi che vivono lontano dagli ospedali.

Dona 2 euro con un SMS solidale o con una chiamata da rete fissa al numero 45594 e contribuisci a sostenere i progetti di lotta alla cecità!

Per maggiori informazioni visita il sito www.phifoundation.com

 

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CARENZA IDRICA IN ALCUNE AREE DEL MONDO

CARENZA IDRICA IN ALCUNE AREE DEL MONDO

CARENZA IDRICA IN ALCUNE AREE DEL MONDO

INSUFFICIENZA E CARENZA IDRICA : ECCO DOVE…

Ancora oggi nel 2018 si registrano situazioni di carenza idrica in molte zone del nostro pianeta.

Come sappiamo l’acqua è un bene primario e necessario per la sopravvivenza e le attività umane, il cui utilizzo è importante in ambito domestico, nell’irrigazione dei terreni e nell’abbeveraggio degli animali.

Le zone del mondo più colpite sono: alcune isole dell’Oceania (Micronesia, Polinesia e Melanesia), l’Asia meridionale (Myanmar, Cambogia, Afghanistan, Tagikistan e Yemen) dove soltanto, rispettivamente il 21% ed il 23% della popolazione hanno l’acqua corrente nelle proprie abitazioni, mentre il restante 65% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile, e l’Africa, che in realtà, sotto questa terra secca e brulla, conserva moltissime riserve idriche presenti lungo i bacini sedimentari, ma che non vengono sfruttate.  Infatti il problema principale di questa carenza idrica è la mancanza d’investimenti nelle infrastrutture in grado di fornire alle popolazioni questo bene naturale e principale.

CARENZA IDRICA UNA SOLUZIONE È  POSSIBILE ?

Questo fenomeno influenza lo stile di vita delle popolazioni locali con moltissime conseguenze negative come: danni all’agricoltura, all’allevamento, è causa di scarsa igiene e di malattie mortali per l’uomo.

Nei decenni futuri la situazione sarà destinata a peggiorare per il crescente fabbisogno della popolazione e per la crescente siccità delle suddette aree. Gli Stati con un’economia forte, non riescono ad intervenire per arginare il problema, ne consegue pertanto sia uno scarso sviluppo economico delle aree colpite e sia un alto tasso di mortalità in età infantile ed adulta.

Qualsiasi intervento è destinato al fallimento in quanto non ci sono i mezzi idonei per la costruzione di pozzi, dighe, cisterne, acquedotti e bacini di raccolta delle acque piovane. Le popolazioni di quei luoghi convivono con questo problema, devono fronteggiare situazioni di grande difficoltà e sopperiscono a questa mancanza sfruttando le risorse idriche presenti nella natura geografica di quel territorio come i laghi, i mari, i fiumi e gli oceani.

CHI SI STA ADOPERANDO?

Due associazioni di volontariato si sono impegnate in campagne di fundraising per la costruzione di pozzi nelle aree del mondo colpite dalla carenza idrica: Actionaid, una Onlus che lavora in Italia dal 1989 con programmi di sostegno a distanza ed Amref, un’Ong (organizzazione non governativa) senza fini di lucro fondata nel 1957.

L’attività di queste due associazioni si concentra sulla fornitura di kit igienici per evitare la diffusione di malattie e di taniche per lo stoccaggio dell’acqua, sull’installazione di impianti di filtraggio di presenze nocive nelle acque all’interno di pozzi e cisterne, sull’uso di disinfettanti per la depurazione delle acque, sulla costruzione di nuovi acquedotti, e sulla distribuzione gratuita di pasti per contrastare la malnutrizione, purtroppo molto diffusa in questi paesi.       

Chiunque volesse offrire il proprio contributo, può farlo www.phifoundation.com

 

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FAI-Fondo Ambiente Italiano per salvare l’Italia

FAI-Fondo Ambiente Italiano per salvare l’Italia

FAI-Fondo Ambiente Italiano per salvare l’Italia

 

FAI-Fondo Ambiente Italiano

Probabilmente anche chi ha fondato il FAIFondo Ambiente Italiano, associazione senza scopo di lucro dal 1975, la pensava come Peter Parker: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità” diceva il giovanotto per giustificare gloria e dannazione del suo destino da Spider-man.

Dico così perché decidere di impegnarsi CONCRETAMENTE per la tutela di un patrimonio paesaggistico-artistico come quello dell’Italia non è sicuramente un gioco da ragazzi.

Se il Belpaese infatti ci regala da millenni uno scenario impagabile e senza rivali in ogni scorcio, è pur vero che è proprio per la sua straordinarietà che l’impegno per mantenere tale bellezza deve essere all’altezza delle aspettative. E in qualche modo lo è se si contano tutti  i restauri voluti dal FAI- Fondo Ambiente Italiano e le aperture al pubblico di alcuni tra i più importanti luoghi della storia italiana che proprio il FAI ha permesso.

Ma facciamo un passo indietro e vediamo chi ha voluto che si creasse questa associazione non profit.

Innanzitutto il FAI-Fondo Ambiente Italiano nasce il 28 aprile 1975 per volere di Elena Croce, figlia del filosofo Benedetto Croce, che sentiva dentro di sé il desiderio di creare in Italia qualcosa che ricordasse quello che Octavia Hill creò nel Regno Unito: il National Trust for Places of Historic Interest or Natural Beauty, ovvero una organizzazione non profit che già circa un secolo addietro aveva colto l’importanza per una nazione di promuovere e tutelare il proprio patrimonio in quanto esso stesso marchio dell’identità nazionale.

A dare forma a questa idea però ci pensarono Renato Bazzoni, che nel suo libro edito da Rizzoli “Tutta questa bellezza” racconta della sua attività da pioniere nel FAI-Fondo Ambiente Italiano, Alberto Predieri, Franco Russoli e Giulia Maria Mozzoni Crespi che si mobilitarono quanto prima per firmare l’atto costitutivo e lo statuto dell’associazione.

E così via a numerose iniziative, di fundraising e non solo, come I luoghi del cuore, progetto in collaborazione con Intesa San Paolo ormai giunto alla settima edizione che permette a tutti noi, ogni anno, di segnalare uno o più luoghi che vorremmo che il FAI preservasse dal tempo e dall’incuria.

E voi, che aspettate a confidare al FAI-Fondo Ambiente Italiano a quale luogo proprio non riuscireste a rinunciare?

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COP21: Fundraising per documentare la Conferenza ONU sui cambiamenti climatici

COP21: Fundraising per documentario clima

COP21: Fundraising per documentare la Conferenza ONU sui cambiamenti climatici

 

COP21

COP21: “L’attacco surreale e orribile che ha vissuto Parigi in questo mese, non fermerà il viaggio di due studenti in Legge, dalla Nuova Zelanda verso la conferenza ONU #COP21.”

Così James Greenland (New Zeland Law Society) descrive il tentativo dei due connazionali di voler osservare, analizzare e – soprattutto – documentare quella che è attesa come una trattativa storica sui cambiamenti climatici.
“Come il terrorismo moderno, scrive Greenland, i problemi causati dai cambiamenti climatici non hanno una risposta facile”.

Simon e Lottie sono i due studenti che, nonostante i fatti accaduti a Parigi, hanno deciso di partire comunque, per testimoniare, comprendere e documentare un evento che tutto il mondo stava attendendo da tempo.

COP21: Lo scopo finale, non è solo quello di assistere alla nascita di un complesso accordo giuridico internazionale sul clima e sull’ambiente, ma quello di decostruirlo, rendendolo accessibile e fruibile a un pubblico di non addetti, attraverso un video-documentario.

Quale miglior sistema per finanziare i costi per le attrezzature di ripresa e di montaggio dei filmati?

Ovviamente le piattaforme di crowdfunding, che anche in Nuova Zelanda (come nel resto della galassia britannica) rappresentano uno dei principali canali di finanziamento del Non Profit (ma non solo).

COP21: La piattaforma utilizzata da Simon e Lottie è Pledgeme.co.nz e questa è la pagina dedicata al loro progetto.

COP21

La clinica sui cambiamenti climatici fondata da diversi studenti della Victoria University di Wellington (NZ): altri studenti, oltre a Simon e Lottie, partecipano alle attività e contribuiscono ad alimentare il blog e le analisi quotidiane sul sito web della clinica o PHI Foundation.

 

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Patreon: siamo tutti dei Mecenati

Patreon: siamo tutti dei Mecenati

Con Patreon: siamo tutti dei Mecenati

 

Patreon: La piattaforma di Crowdfunding Patreon nasce a San Francisco nel Maggio 2013 da un’idea di Samuel Yam e Jack Conte.

Lo scopo è quello di aiutare da una parte i creativi a trovare fondi per poter portare avanti i propri progetti, dall’altra a premiare gli utenti che credono e sostengono i loro artisti preferiti.

Su Patreon un utente normale crea un account da Patron: Come tale si impegna a versare un dollaro o quanto vuole a un determinato Creator (tale promessa è detta pledge). Questi, tramite il suo account da Creator, realizza contenuti originali per la piattaforma. A seconda del tipo di Creator questi può realizzare fumetti, video, fotografie, canzoni, disegni…

 

Patreon:

Le donazioni possono essere singole o mensili anche se purtroppo capita che alcuni utenti furbetti promettono i fondi, accedono ai contenuti esclusivi e poi a fine mese cancellano la pledge, di fatto non sostenendo il loro artista. E poi il mese successivo riconfermano la pledge ottenendo così contenuti senza pagare.

Tutto ciò potrebbe assomigliare un po’ a quanto accade su Kickstarter, ma c’è una sostanziale differenza fra un Kickstarter e un Patreon: nel primo caso si sostengono progetti molto grandi, invenzioni, grandi produzioni… su Patreon, invece, è tutto più ridimensionato, si finanziano progetti più piccoli.

In generale Patreon funziona meglio se siete creatori di contenuti e avete già un discreto seguito, altrimenti difficilmente riuscirete a sbarcare il lunario in questo modo.

 

Patreon:

La piattaforma è attiva anche in Italia, di base Patreon nasce come una piattaforma di crowfunding, ma con sostanziali differenze rispetto alle piu classiche piattaforme: qui siamo più nel campo del mecenatismo.

Ci sono due tipi di utenti su Patreon: i Patron e i Creator. I Patron unendo le loro pledge aiutano gli artisti a continuare a creare, mentre i Creators producono contenuti che poi inviano ai loro Patron. Qui troviamo artisti di ogni genere: fumettisti, disegnatori, creatori di video, fotografi…

La società ha firmato più di 125.000 “patroni” nei suoi primi 18 mesi. Alla fine del 2014, il sito ha annunciato che alcuni avventori stavano finanziando con oltre 1 milione di $ al mese alcuni Creators del sito.

Quasi la metà degli artisti producono video di YouTube, mentre il resto sono scrittori, disegnatori webcomics o produttori podcast .

Qualsiasi creazione di contenuti che possa essere considerato pornografico è assolutamente vietato.

Ma perché bisognerebbe usare questa piattaforma?

Bè dal punto di vista dei Creators è abbastanza evidente, è un ottimo strumento per veder valorizzato il proprio lavoro dal punto di vista economico e professionale. Dal punto di vista dei donatori (Patron) oltre a investire su artisti nei quali si crede e contribuire alla produzione artistica degli stessi, si ha la possibilità di usufruire delle loro creazioni a costi più moderati rispetto a quanto si spenderebbe sul mercato.

A tutto questo si aggiunge anche l’aspetto edonistico, foraggiando e sostenendo, infatti, alcuni artisti nella loro creatività si contribuisce alla realizzazione di vere e proprie opere d’arte, un po’ sullo stile di Mecenate.

 

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Campagna Raccolta Fondi: 5 utili consigli per la tua campagna di raccolta fondi

Campagna Raccolta Fondi: 5 utili consigli

Campagna Raccolta Fondi: 5 utili consigli per la tua campagna di raccolta fondi

 

Campagna Raccolta Fondi

Campagna Raccolta Fondi: Hai poco tempo a disposizione e devi raccogliere fondi per un progetto? Devi costruire una community online attiva? Scegliere con attenzione su quale canale e che tools utilizzare per veicolare il tuo messaggio?

Ecco alcuni utili consigli per lanciare una campagna di raccolta fondi di successo:

#1 Visual Storytelling

Il visual storytelling è senz’altro un elemento determinante per il successo della raccolta fondi. Le storie commoventi non sempre funzionano. Mostrare anche gli effetti positivi che la campagna andrà a realizzare è importante. Una freccia in più al vostro arco.

I donatori vogliono sapere in che modo il loro contributo farà la differenza. Usa foto uniche che descrivano al meglio il vostro progetto. Crea un breve video (dai 30 secondi fino ad un massimo di un minuto e mezzo). Insomma, sii creativo.

#2 Be Different  

Essere creativi e innovativi è senz’altro un bene, sopratutto in una campagna di raccolta fondi.

Free Timmy, promosso dall’associazione Invisible Children, ne è un bellissimo esempio: “Timmy”, volontario e membro dello staff, decide di chiudersi all’interno di una gabbia. Solamente al raggiungimento della somma prestabilita “Timmy” sarebbe uscito.

campagna di raccolta fondi Free "Timmy"

La campagna fu trasmessa live sul web. I sostenitori attraverso le donazioni potevano decidere di regalare a “Timmy” cibo, coperte e cuscini. Questo divertente espediente ha giocato una ruolo fondamentale, rendendo partecipe il sostenitore. Ben fatto “Timmy”

 

Campagna Raccolta Fondi

#3 Engagement

Coinvolgere il donatore paga, sempre. L’energia che si sviluppa intorno ad una raccolta fondi quando sono i sostenitori ad avere voce in capitolo può essere di grande aiuto.

Per esempio, Belgium’s Flemish League Against Cancer attraverso la campagna Stick Out Your Tongue ha coinvolto direttamente i propri sostenitori. La mission: postare una foto con la lingua di fuori in segno di sfida contro il cancro.

Stick Out Your Tongue

#4 Ringrazia

Ringraziare chi con impegno ha sposato la tua causa è fondamentale. Raccontare e rendere partecipe il donatore dei suoi successi e perché no, anche degli insuccessi, renderà la tua onp trasparente e “tangibile”.

Campagna Raccolta Fondi

#5Dove finiscono i soldi?

Alzi la mano chi almeno una volta non ha pensato a questa frase: “ma quei soldi arriveranno mai a destinazione?”

É importante mostrare dove andranno gli aiuti e come saranno spesi. Rassicurare il donatore è fondamentale. Chi è intenzionato a procedere con una donazione online deve sapere esattamente come sarà impiegato il suo aiuto. Il donatore è il protagonista!

Se ti è piaciuto questo articolo forse ti può interessare come lanciare una campagna di Fundraising di successo

 

 

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Cinema indipendente e crowdfunding

Cinema indipendente con il Crowdfunding

Crowdfunding al servizio del cinema indipendente

 

 

Cinema indipendente con il Crowdfunding:

La musica, le arti in genere ed oggi anche il cinema sono stati i pionieri nell’arte della raccolta fondi, secolarizzata come crowdfunding.

Sono sempre più frequenti le rock band, gli artisti emergenti e i nuovi registi che cercano aiuto sulle piattaforme di Kickstarter o IndieGoGo per sbarcare il lunario.

In ordine di tempo, e a partire da questa mattina, è stata aperta un’altra campagna di fundraising e su una piattaforma meno nota, ma con un outlook in crescita: www.eppela.com e progetti orientati al social fundraising.

 

Cinema indipendente con il Crowdfunding

Si tratta di un documentario sulla Via Francigena (I volti della Via Francigena): un progetto cinematografico indipendente di Fabio Dipinto, filmmaker torinese. Sei settimane di cammino dal Colle del Gran San Bernardo a Roma, che l’autore ha filmato insieme agli incontri giorno dopo giorno. Un documentario che racconta i luoghi e le persone che con il cammino hanno stretto un legame unico.
“Pellegrini, ospitalieri, traghettatori, volontari, storici e religiosi, persone che vivono la via quotidianamente e che compiono immensi sforzi per renderla sicura e mantenerla accessibile”, così racconta il breve trailer del documentario.

“Per alcuni è un viaggio spirituale o un modo per ritrovarsi, per altri una sfida con se stessi. Un viaggio che permette di allontanarsi dalla frenesia delle metropoli in cui viviamo e riscoprire il sapore delle cose semplici. Un viaggio che consente di attraversare l’Italia da nord al centro, passando per città magnifiche e antichi borghi dimenticati che hanno mantenuto l’autenticità del tempo che li ha originati”.

Maggiori dettagli sul lavoro e sulla parte restante (post-produzione, ulteriori interviste, montaggio e acquisto della colonna sonora) sono disponibili sulla pagina Facebook del progetto, che ha già un discreto seguito.

La raccolta fondi, che è partita oggi, si prefigge un obiettivo minimo di 1250,00 euro in 40 giorni: se vuoi contribuire anche tu alla memoria di questo viaggio spirituale, sostenere un film indipendente al 100% made in Italy e ottenere una delle sei ricompense previste, segui questo link e dona il tuo contributo: Campagna “I volti della Francigena”.

 

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Campagna di Fundraising riuscita

Campagna di Fundraising riuscita

Campagna di Fundraising riuscita

 

Campagna di Fundraising riuscita: Hai poco tempo a disposizione e devi raccogliere fondi per un progetto? Devi costruire una community online attiva? Scegliere con attenzione su quale canale e che tools utilizzare per veicolare il tuo messaggio?

Ecco alcuni utili consigli per lanciare una campagna di Fundraising di successo:

#1 Campagna di Fundraising riuscita Elabora Multi-Channel

Per elaborare una raccolta fondi online è necessario mettere in campo tutte le risorse che il web offre. E’ importante quindi costruire una strategia che integri website content, social network e media tradizionali come radio, TV e stampa. Il tuo obbiettivo dev’essere quello di raggiungere i tuo “futuri” sostenitori ovunque essi siano.

Pensa fuori dagli schemi. Social media, website content, email marketing e eventi reali possono costituire la giusta leva per creare interesse intorno alla tua campagna.

Un’ultima cosa: non basta creare una call to action su Facebook e inviare qualche mail e poi chiudere gli occhi aspettando che avvenga il miracolo. Sii flessibile, guai a seguire un modello preordinato e immodificabile senza tener conto delle difficoltà specifiche relative allo svolgimento della campagna.

#2 Campagna di Fundraising riuscita – Senso dell’urgenza

Stabilisci la durata della tua campagna. Una raccolta fondi che dura troppo a lungo cresce a rilento e di conseguenza perde lo slancio iniziale. Il donatore potrebbe pensare: “Guarda ho un interno mese, donerò più tardi”, e poi, sappiamo già come va a finire.

Una campagna di fundraising di breve durata genera il cosiddetto “senso dell’urgenza“. Più il tuo messaggio sarà immediato più i donatori presteranno attenzione, saranno pro attivi e spargeranno la voce.

#3 Campagna di Fundraising riuscita – Call to Action

I “futuri” donatori non hanno voglia di passare ore e tempo prezioso a capire come fare la propria donazione. La soluzione è semplice, anzi universale: reazione tra causa e effetto (esempio, dona ora, salva il panda ecc…). Elimina ogni distrazione, rendi chiara e inequivocabile la tua call to action !

#4 Obbiettivi chiari e reali

Esiste una piccola differenza tra: “Aiutaci a raccogliere 5.000 euro dal 30 di aprile per sfamare 500 famiglie colpite dal terremoto in Ecuador” e ” Aiutaci a raccogliere un milione di euro per risolvere la fame del mondo”. Ho già detto tutto.

Unicef Ecuador, campagna di fundraising

#5 Facilità la donazione

Non c’è niente di peggio nel convincere il sostenitore a donare e allo stesso tempo rendere complicata la donazione. Come si suol dire: “spararsi da soli ad un piede”. L’ideale sarebbe rendere l’operazione accessibile in pochi click. Ecco alcuni pratici consigli:

  • Rendi il processo semplice e veloce
  • Rendi la tua donation page mobile friendly così che i donatori possano donare anche da smartphone
  • Iscriviti a youtube for non profit, così i sostenitori potranno accedere alla donation page direttamente dalla call to action presente nel video
  • Incorpora una call to action all’interno della tua mail

In poche parole? Elimina tutti gli ostacoli che rendono difficoltoso donare.

esempio form per donazioni

Fonte articolo: how to launch a fundraising campaign

 

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Piattaforme ibride di crowdfunding, quale scegliere? II parte

Piattaforme ibride di crowdfunding, quale scegliere? II parte

Piattaforme ibride di crowdfunding, quale scegliere? II parte

 

Piattaforme ibride di crowdfunding

 

Piattaforme ibride di crowdfunding: Le piattaforme di crowdfunding sono la soluzione standard per chiunque voglia portare avanti un progetto di finanziamento dal basso. Intraprendere la strada giusta per promuovere la propria campagna di raccolta fondi è fondamentale.

In Italia sono presenti circa 69 portali (attivi) per la raccolta fondi online. In una buona strategia di Fundraising avere le idee chiare è sempre un vantaggio. Non sai quale piattaforma di crowfunding utilizzare? Non sai da che parte cominciare o dove andare?

Di recente ci siamo occupati di visionare alcune delle piattaforme ibride di crowdfunding italiane. Oggi andremo, quindi, a completare la lista dei portali di raccolta fondi cosiddetti ibridi

I Modelli ibridi prevedono un’unione tra più modelli. Il pregio dei modelli ibridi di crowdfunding è la possibilità di intercettare il maggior numero di donatori.

Ma quante sono le Piattaforme ibride di crowdfunding in Italia? Quale scegliere? Scopriamolo assieme:

 

Piattaforme ibride di crowdfunding

De Rev

Portale leader nel mercato del crowdfunding, della democrazia partecipativa e della comunicazione sui social network. Questa piattaforma ospita sia raccolta fondi (reward e donation) per startup sia raccolta firme per progetti e iniziative vari.

TakeOff crowdfunding

Piattaforma con l’obbiettivo principale di aiutare chi ha un’idea imprenditoriale innovativa. Due le opzioni di finanziamento: modello reward based (chi ha sostenuto un progetto riceverà in cambio una ricompensa) o campagne donation based (solo donazioni senza budget minimo)

Produzioni dal Basso PdB

Piattaforma di crowdfunding nata con l’idea di finanziare qualsiasi forma di autoproduzione, senza filtri e senza nessuna intermediazione. Finanziamenti: reward e donation.

BuonaCausa

Portale dall’anima “ethic” dedicato alle buone cause: aziende, associazioni e donatori possono finanziare (in forma reward e donation) progetti di valore sociale.

CrowdFundingItalia

Portale che consente di donare e sostenere un progetto o di creare una campagna di raccolta fondi. Piattaforma di crowdfunding generalista (finanziamenti in forma reward e donation).

Donordonee

Portale di community funding che utilizza il gioco del dono per finanziare (in forma reward e donation) progetti non profit.

Ginger

Acronimo di Gestione Idee Nuove e Geniali in Emilia Romagna. La piattaforma ha come obiettivo quello di finanziare (in forma reward e donation) progetti innovativi a livello territoriale.

 

Piattaforme ibride di crowdfunding

Il punto forte delle piattaforme di crowdfunding non sta solo nell’offrire una soluzione “chiavi in mano”, ma anche nel fatto che, attraverso le loro attività si sviluppano conoscenze e esperienza che si rivelano spesso fondamentali.

 

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Fundraising Scuole, per coinvolgere la comunità

Fundraising Scuole, per coinvolgere la comunità

Fundraising Scuole, per coinvolgere la comunità

 

Fundraising Scuole: Fra pochi giorni riaprono le porte degli istituti scolastici (speriamo), un nuovo anno da affrontare e, come di consuetudine,  si ripresenterà la problematica della mancanza di fondi che riaccenderà la solita discussione sull’autofinanziamento da parte delle famiglie.

Giusto o sbagliato sta di fatto che ne sono coinvolti i nostri figli così, negli ultimi  anni, sono spuntate come funghi le associazioni dei genitori, create per soddisfare le necessità di poter offrire qualcosa in più ai piccoli studenti durante il percorso scolastico. Mamme e nonne che attraverso la vendita di torte, qualche lotteria (Natale, Pasqua, ecc..), o la realizzazione di calendari con foto dei propri bimbi e varie bancarelle, si prodigano nella raccolta fondi a favore dell’Istituto scolastico in questione. Per non parlare della disponibilità dei papà ad imbiancare le aule per migliorarne l’aspetto trascurato.

Nulla di male. L’ho fatto anche io! Però a lungo andare la faccenda stanca.

Potrebbe essere giunta l’ora di cambiare posizione ed iniziare a sostenere le scuole attraverso il fundraising. Ok, ma in che modo? Il cambiamento deve arrivare in primis dai Dirigenti scolastici, cambiare approccio per creare un valore aggiunto che vede coinvolgimento e collaborazione.  Unire le forze: Dirigenti scolastici, studenti e famiglie, fornitori, nonché aziende presenti sul territorio. Tutto ciò darebbe un valore aggiunto rafforzandone le relazioni,  oltre a donare un gran esempio di senso civico ai nostri figli.

Spazio a nuove idee quindi, attraverso l’utilizzo di piattaforme di crowdfunding: una delle più famose è Rete del dono, utilizzata per la raccolta di donazioni su progetti di utilità sociale, oppure attraverso la prima piattaforma per soli progetti scolastici  School Raising.

IdeA

Il crowdfunding è un metodo di raccolta fondi tramite donazioni online qui potete trovare un elenco completo suddiviso per settore e collegandovi al seguente  link è possibile scaricare il report 2015 sul crowdfunding in Italia.

Inoltre, da quest’anno oltre al classico School Bonus previsto dalla legge la Buona Scuola sono previsti anche i fondi covid: è possibile destinare una erogazione liberale su un fondo del MIUR godendo dei benefici fiscali. Tale fondo verrà utilizzato per la ristrutturazione e la manutenzione degli istituti scolastici nonché il potenziamento e o la realizzazione di nuove strutture. Il 10% del fondo verrà suddiviso tra le scuole che hanno raccolto meno contributi.

A questo punto occorre fare una precisazione. La scuola non è, né una associazione di volontariato, né un’azienda, ma per cambiare le cose da qualche parte bisogna iniziare.

E voi, cosa ne pensate?

 

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Piattaforme per crowdfunding italiane, quale scegliere?

Piattaforme per crowdfunding italiane, quale scegliere?

Piattaforme per crowdfunding italiane, quale scegliere?

 

Piattaforme per crowdfunding

Le idee non si muovono da sole, servono i finanziamenti. Le piattaforme di crowdfunding sono la soluzione standard per chiunque voglia portare avanti un progetto di finanziamento dal basso.

 

Piattaforme per crowdfunding

Per trasformare una startup in un impresa di successo servono i finanziamenti. In Italia sono presenti circa 69 portali(attivi) per la raccolta fondi online divise in base al modello di finanziamento:

  • reward based, in cambio di donazioni in denaro, prevede una ricompensa, come il prodotto che si è deciso di sostenere;
  • donation based, modello utilizzato in larga misura dalle organizzazioni non profit;
  • lending based, microprestiti;
  • equity based, regolamentato dalla Consob: in cambio del finanziamento è prevista la partecipazione del finanziatore al capitale sociale dell’impresa;
  • ibride, basate su più modalità di finanziamento;

Piattaforme per crowdfunding

In una buona strategia di Fundraising avere le idee chiare è sempre un vantaggio. Non sai quale piattaforma di crowfunding utilizzare? Non sai da che parte cominciare o dove andare? Ecco una lista che può darti una mano a scegliere:

Piattaforme per crowdfunding

#Reward based: 

Eppela

I progetti che si possono presentare e finanziare abbracciano diversi campi: dal no profit all’arte, dal cinema alla tecnologia, dall’innovazione sociale al fumetto.

 

Piattaforme per crowdfunding

 WithYouWeDo

WithYouWeDo, piattaforma crowdfunding TIM: presenta, promuove, finanzia e realizza progetti di Cultura digitale, Tutela dell’ambiente e Innovazione

Tim

Piattaforme per crowdfunding

PlanBee

Portale di crowdfunding civico nato con l’obbiettivo e lo scopo di migliorare l’ambiente che ci circonda

Planbee

Microcreditartistique

Piattaforma di crowdfunding interamente dedicata alla raccolta fondi di progetti legati a tutto ciò che riguarda l’arte contemporanea

 

Kendoo

Portale di crowdfunding che si occupa di progetti web, social media, mobile, e-commerce. 

 

Finanziami il tuo futuro 

Tra le piattaforme di crowdfunding, finanziami il tuo futuro aiuta a sostenere i settori dell’economia locale attraverso progetti innovativi provenienti dal territorio. 

Bookabook

Piattaforma dedicata esclusivamente ai libri, in cui lettori e scrittori possono realizzare e finanziare insieme libri inediti.

  

Giffoni innovation Hub 

Portale web di crowdfunding progettato e dedicato al mondo delle startup culturali e alle opere artistico-culturali.

 

WeRealize

Piattaforma riservata al design. Da la possibilità a designers e makers di raccogliere fondi online per realizzare progetti innovativi.

 

Agis.co 

Piattaforma di crowdfunding che offre servizi di scouting, tutoraggio e assistenza manageriale.

 

Limoney

Trasformare le idee delle persone in realtà con l’aiuto di tutti, questo l’obiettivo della piattaforma di raccolta fondi Limoney 

 

Com-Unity

Piattaforma di crowdfunding di proprietà della Banca Interprovinciale Spa. L’obiettivo è chiaro, dare un’opportunità a chi ha un’idea e intende realizzarla, utilizzando al meglio le possibilità offerte dalla rete.

Be Crowdy 

Piattaforma di crowdfunding interamente dedicata a progetti culturali e artistici. artisti e promoter possono proporre i propri progetti e finanziarli tramite l’aiuto della community

 

Schoolraising

Anche a scuola si fa crowdfunding. L’obiettivo primario di questa piattaforma è raccogliere i finanziamenti per progetti scolastici che non possono essere realizzati a causa dei tagli. 

 

Innamorati della cultura

È il primo portale di crowdfunding dedicato alla promozione della cultura italiana.

  

Gigfarm

Piattaforma di crowdfunding dedicata ai concerti dal vivo. Il sito web permette ad artisti e promoter di entrare in contatto con il proprio pubblico, presentando il loro il progetto musicale e proponendolo alla Rete.

 

For Italy

Piattaforma dedicata alla raccolta fondi per progetti riguardanti la cultura italiana.

 

Vizibol

Piattaforma dedicata ai progetti creativi, a idee legate al mondo delle arti visive e alla creatività.

 

 WowCrazy

Piattaforma costruita per offrire una community ai progetti di moda.

 

Commoon

Portale dedicato alla raccolta fondi per progetti su social design e innovazione sostenibile.

 

Piattaforme per crowdfunding

#Donation based

Let’s donation

Portale di donation based nato per finanziare progetti sociali locali, nazionali ed internazionali.

Shiny Note

Questa piattaforma di crowdfunding nasce con l’idea di soddisfare il bisogno degli individui di trovare uno spazio condiviso di espressione affettiva.

Rete del dono

portale di crowdfunding per la raccolta di donazioni online a favore di progetti d’utilità sociale ideati da organizzazioni non profit.

Iodono

È il primo sito di personal fundraising in Italia. L’obiettivo principale è quello di permettere alle persone di donare online e di raccogliere fondi per le ONG.

Leevia

Piattaforma di crowdfunding destinata a progetti di beneficenza promossi dalle organizzazioni non profit.

Piattaforme per crowdfunding

#Social Lending

Smartica

Inserita da Forbes tra le prime 10 piattaforme di social lending in Europa, Smartika permette agli utenti di prestarsi soldi online senza intermediari bancari e finanziari.

La piattaforma di crowdfunding mette a disposizione un canale privilegiato per dialogare con il mondo del credito. 

Piattaforme per crowdfunding

Prestiamoci

Startup italiana autorizzata da Banca d’Italia per la gestione di una piattaforma di social lending (prestiti personali da privati a privati online).

L’innovativa piattaforma individua un tasso per ciascuna persona: se una persona ha un livello di rischio elevato, il tasso d’interesse è elevato, viceversa se il soggetto ha un livello di rischio molto più contenuto avrà dei tassi d’interesse molto vantaggiosi.

Piattaforme per crowdfunding

#Equity Based

Starsup

Primo portale di equity crowdfunding autorizzato dalla Consob per la raccolta fondi di capitali a rischio. Lo scopo è chiaro, far incontrare idee e persone disposte a sostenerle

Siamosoci

Ridurre le distanze tra impresa, innovazione, ricerca e finanza. Questo l’obiettivo di Siamosoci, piattaforma di social investing.

Piattaforme per crowdfunding

Crowdfundme.me

Piattaforma di equity crowdfunding nata con lo scopo di far incontrare startup e PMI innovative con potenziali investitori.

Assiteca crowd

Portale di equity crowdfunding che si propone come piattaforma innovativa rivolta ad investitori attenti alle nuove modalità di investimento proposte dai mercati.

Startzai

New entry fra le piattaforme di equity crowdfunding. Il portale nasce con l’obbiettivo di creare un network a supporto delle startup del territorio.

Piattaforme per crowdfunding

Ecomill

Sostenibilità, innovazione e aggregazione sociale. Piattaforma di equity crowdfunding dedicata a progetti ad alto valore innovativo nel settore energetico e ambientale.

EquityStartUp

Equitystartup è una piattaforma nata dall’idea di Ascomfidi Piemonte, cooperativa di Garanzia Fidi nata nel 1981 per iniziativa dell’ASCOM di Torino. La piattaforma nasce con l’obiettivo di favorire la crescita delle piccole e medie imprese facilitandone l’accesso al credito.

Equinvest

Equinvest collega startup innovative, che necessitano di raccogliere capitali di rischio, ed investitori potenzialmente interessati ad investire in società ad alto rendimento

Piattaforme per crowdfunding

Muum Lab

È il primo portale di equity crowdfunding del Sud, dedicato a progetti relativi a energia e agroindustria.

Next Equity

Prima piattaforma di equity crowdfunding nelle Marche. Next equity nasce grazie a un accordo con l’Università di Camerino, l’obbiettivo è quello di aiutare le idee innovative nate dentro e fuori l’ateneo.

Fundera

Piattaforma dedicata al settore cleantech. L’obiettivo principale è quello di aiutare e finanziare startup, progetti ed iniziative che promuovono tecnologie a basso impatto ambientale.

Piattaforme per crowdfunding

Crowd4capital

Crowd4capital è un portale di equity crowdfunding al servizio di start-up, PMI innovative e investitori attenti. L’obbiettivo del portale è quello di facilitare e supportare l’incontro tra Startup e investitori.

WeAreStarting

Piattaforma di equity crowdfunding che nasce con lo scopo di dare visibilità a imprenditori, consentendo alle loro startup di crescere e svilupparsi, grazie a piccoli investimenti.

The ing project

La società The Ing Project Srl lancia Tip Ventures, portale di raccolta fondi in capitale di rischio. Piattaforma dalla doppia natura: alla prima forma di raccolta reward-based (soldi in cambio di omaggi), si è unito il finanziamento dietro acquisto quote.

Piattaforme per crowdfunding

Symbid

Symbid Italia opererà come gestore di portali per la raccolta di capitali di rischio in favore di startup innovative. Symbid Italia è parte di Symbid Corporation, una delle prime piattaforme di equity crowdfunding al mondo, quotata sul mercato statunitense e operante in Olanda tramite il portale Symbid.com.

Investi-Re

Il portale offre alle Startup servizi professionali sia nella fase preparatoria, sia durante il lancio e infine anche in fase di raccolta.

Opstart

La mission di opstart è quella di porsi come punto di incontro tra l’innovazione e gli investimenti, dando la possibilità a Startup e PMI Innovative di raccogliere capitali necessari al loro sviluppo.

Piattaforme per crowdfunding

#Ibride

STARTEED

Piattaforma che lancia campagne di crowdfunding, sia reward che donation per aiutare futuri imprenditori a realizzare i propri progetti. Il portale offre inoltre la possibilità di vendere il prodotto direttamente sulla piattaforma stessa.

FOWARD, l’arte dalla tua parte

Piattaforma nata con l’obbiettivo di mettere in contatto artisti e comunità web. Finanziamenti reward e lending

PROPOSIZIONE

La peculiarità di questo portale consiste nella possibilità d’integrare i social per far incontrare e condividere campagne di raccolta fondi tra ideatori e finanziatori.

Piattaforme per crowdfunding

FUNDITALY

Portale di crowdfunding cooperativo. Lo scopo è quello di aiutare chi ha un’idea a realizzarla grazie al sostegno finanziario e sociale della comunità. Due le possibilità di finanziamento: attraverso il modello reward based o attraverso campagne donation based.

TIP ventures

Piattaforma sia reward based che equity based. Accoglie campagne di raccolta fondi che vanno dal web al mobile, dal fashion design alla green economy.

Terzo Valore

Portale che consente alle persone fisiche e giuridiche sia di fare donazioni ai progetti non profit, sia di fare prestiti alle organizzazioni che poi lo restituiranno con un tasso di interesse concordato. Servizio ideato e sostenuto da Banca Prossima, banca del Gruppo Intesa Sanpaolo. Finanziamenti: Donation e social lending.

Piattaforme per crowdfunding

De Rev

Portale leader nel mercato del crowdfunding, della democrazia partecipativa e della comunicazione sui social network. Questa piattaforma ospita sia raccolta fondi (reward e donation) per startup sia raccolta firme per progetti e iniziative vari.

TakeOff crowdfunding

Piattaforma con l’obbiettivo principale di aiutare chi ha un’idea imprenditoriale innovativa. Due le opzioni di finanziamento: modello reward based (chi ha sostenuto un progetto riceverà in cambio una ricompensa) o campagne donation based (solo donazioni senza budget minimo)

Produzioni dal Basso PdB

Piattaforma di crowdfunding nata con l’idea di finanziare qualsiasi forma di autoproduzione, senza filtri e senza nessuna intermediazione. Finanziamenti: reward e donation.

Piattaforme per crowdfunding

BuonaCausa

Portale dall’anima “ethic” dedicato alle buone cause: aziende, associazioni e donatori possono finanziare (in forma reward e donation) progetti di valore sociale.

CrowdFundingItalia

Portale che consente di donare e sostenere un progetto o di creare una campagna di raccolta fondi. Piattaforma di crowdfunding generalista (finanziamenti in forma reward e donation).

Donordonee

Portale di community funding che utilizza il gioco del dono per finanziare (in forma reward e donation) progetti non profit.

Ginger

Acronimo di Gestione Idee Nuove e Geniali in Emilia Romagna. La piattaforma ha come obiettivo quello di finanziare (in forma reward e donation) progetti innovativi a livello territoriale.

 

Piattaforme per crowdfunding

Meridonare

Si tratta di una piattaforma geograficamente localizzata in Campania e in tutto il sud dell’Italia, di tipo reward-based e donation-based.  Portale web tematico, territoriale e di comunità rivolta a gruppi, movimenti, associazioni, cooperative, imprese sociali e singoli cittadini.

Meridonare

Piattaforme per crowdfunding

Il punto forte delle piattaforme di crowdfunding non sta solo nell’offrire una soluzione “chiavi in mano”, ma anche nel fatto che, attraverso le loro attività si sviluppano conoscenze e esperienza che si rivelano spesso fondamentali.

 

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Content is the king: Storytelling e Fundraising

Content is the king: Storytelling e Fundraising, Non Profit

Content is the king: Storytelling e Fundraising

 

Content is the king: Spesso si sente dire che il contenuto è il re del marketing online: “Content is the king”.
È una regola che formatori e consulenti di organizzazioni non profit cercano di diffondere e che chi lavora nel campo della comunicazione in ambito non profit cerca di ricordare come un mantra.
Quando un’organizzazione non profit decide di comunicare con il proprio pubblico attraverso gli strumenti della comunicazione online, i contenuti di qualità fanno davvero la differenza.

Content is the king: Il mitico “storytelling“, “la narrazione di storie”, capace di attirare interesse e simpatia e di creare conoscenza ed empatia è veramente un asso nella manica per quanti, quotidianamente, operano sul campo per realizzare una buona causa.
Ogni organizzazione ha a disposizione un vasto patrimonio di materiale da diffondere al proprio pubblico, il quale non aspetta altro che sapere di più sul lavoro dell’organizzazione cui ha deciso o sta pensando di donare.

Portare sullo schermo del donatore il racconto del proprio lavoro con i beneficiari, far capire in che modo si agisce, fa la differenza, far conoscere difficoltà e successi, rende partecipe il sostenitore. Crea empatia e fa sentire le persone parte di un’azione comune a favore di una buona causa. Se poi la storia si racconta anche con fotografie e filmati, l’effetto è ancora più forte. Infine, abbinando al contenuto delle call to action ben studiate e posizionate, il potenziale del contenuto in chiave fundraising cresce esponenzialmente.
Sembra tutto molto semplice eppure non è così. O meglio: non è questo quanto accade nella maggior parte dei casi, poiché anche organizzazioni che avrebbero tutto per comunicare in questo modo, non lo fanno.

Personalmente proviamo un senso di disagio quando vediamo che dirigenti e operatori di una qualsivoglia organizzazione non profit restano ancorati a schemi ormai superati. Non solo non si prevede una strategia, ma neanche si ha la capacità, almeno istintiva, di comunicare all’esterno gli sforzi che si fanno per realizzare le proprie buone cause.
Sembra quasi ci sia una pigrizia intrinseca, una tendenza all’inerzia e all’immobilismo.

Comunicare online in modo efficace sarà sempre più importante e presto chi non inizierà a farlo si troverà ancora più svantaggiato rispetto a chi lo fa da qualche tempo.

Le persone (e quindi anche i donatori) passano molto tempo online, le potenzialità tecnologiche aumentano, il modo in cui si tessono relazioni e si cercano informazioni si evolve.

Per ottenere risultati positivi a livello di comunicazione (quindi di nuove donazioni, partner e opportunità), conterà sempre di più distinguersi e saper raccontare il proprio lavoro.

Il lavoro delle organizzazioni non profit è importante: è un pilastro del welfare, della cultura e della solidarietà internazionale.

Il capitale narrativo di molte organizzazioni è enorme ma purtroppo è fatto di racconti mai raccontati e d’immagini mai condivise.
Si tratta di un patrimonio che, se ben utilizzato, potrebbe dare frutti consistenti: più sostenibilità alle organizzazioni e progetti migliori ai beneficiari.

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Redazione

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