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SOLO I GENI ESAUDISCONO I DESIDERI?

Nella fiaba “Aladino e la lampada meravigliosa” l’unica creatura in grado di esaudire i desideri del protagonista è il genio della lampada, ma nella vita di tutti i giorni a chi ci rivolgiamo quando desideriamo qualcosa?

L’associazione Make-A-Wish International  si propone di esaudire i desideri dei bambini gravemente malati, per aiutarli a ritrovare la felicità e la forza necessaria ad affrontare la loro malattia.

La sua affiliata italiana, Make-A-Wish Italia Onlus, nasce  a Genova nel 2004 grazie all’impegno dei suoi fondatori, Fabio e Sune Frontani, teso ad onorare la memoria della loro figlia Carlotta, morta a soli 10 anni proprio a causa di una grave malattia.

Dal 2004 ad oggi, grazie all’aiuto di più di 280 volontari, sono più di 1500 i desideri realizzati ed i bambini a cui è stato donato qualche momento di gioia e speranza: da Samanta, di 5 anni, ammalata di anemia linfoblastica acuta, che sognava di essere una bella principessa, a Ludovica, di 7 anni, affetta da fibrosi cistica, che desiderava essere stilista per un giorno, ad Antonio, di 17 anni, colpito da carcinoma testicolare sinistro embrionale, che sognava di incontrare Adam Gontier.

 “Trasformiamo ogni desiderio in un bambino più forte” è il claim della nuova campagna lanciata dalla Onlus per sottolineare il valore ed il potere di un desiderio che si realizza, specialmente per i bambini sofferenti che possono trarre, da un desiderio esaudito, una quantità immensa di forza per lottare ed affrontare le terapie di cui hanno bisogno con uno spirito diverso.

E’ possibile contribuire alla missione di Make-A-Wish Italia Onlus  con una donazione, adottando interamente o parzialmente un desiderio di un bambino, o diventando volontari della Onlus per condividere la gioia di bambino malato quando un suo sogno si trasforma in realtà.

Si può anche segnalare alla Onlus un bambino che vorrebbe veder realizzare un suo desiderio (purchè di età compresa tra i 3 ed i 17 anni ed affetto da patologie che mettono a rischio la sua vita).

Per esaudire un desiderio non bisogna essere un genio della lampada, provaci anche tu!

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

Anche Differenza Donna ONG sul portale ilMioDono

UniCredit ha dedicato al Non Profit italiano ilMioDono, una piattaforma online dove varie Onlus presentano i propri progetti e le persone interessate possono votarle scegliendo tra le iniziative preferite.

Oltre al voto, è anche possibile fare una donazione quadruplicando il valore della propria scelta che, in questo caso, invece di uno equiparerebbe a 4 voti.

La campagna è partita il primo dicembre e si concluderà il 16 gennaio. Dopo questa data l’istituto bancario donerà 200.000€ da distribuire tra le Organizzazioni Non Profit più votate.

Anche l’associazione per cui lavoro, Differenza Donna Ong, è presente su ilMioDono con due progetti: “Emergenza Codice Rosa” e “Linea d’ombra: dalla violenza alla disabilità”.

Il progetto Emergenza Codice Rosa accoglie le donne, con i loro figli, che si rivolgono al Pronto Soccorso in seguito a una violenza subita. Prevede uno spazio qualificato dove le operatrici di Differenza Donna Ong lavorano in coordinamento con il personale sanitario e accompagnano la donna in un vero e proprio percorso di uscita dalla violenza assicurando il necessario sostegno psicologico e legale.

Linea d’ombra si occupa di donne con disabilità che hanno subito violenza, ma anche di donne che sono diventate disabili a causa della violenza.

Confidiamo di ricevere più voti possibili per poter partecipare all’assegnazione dei fondi messi a disposizione da Unicredit. Come fundraiser mi chiedo se il pubblico di riferimento sia quello giusto. Il “target online” è un target giovane, estraneo alla cultura del dono, abituato a fruire velocemente, gratis e ogni giorno di tanti e svariati contenuti digitali. Insomma, non proprio il pubblico ideale.

Basta pensare alla campagna dell’associazione Famiglie Sma che ha puntato sul video girato con l’ausilio di un testimonial d’eccellenza: Checco Zalone. Il video, promosso sui social, ha conseguito più di 4 milioni di visualizzazioni, eppure ha portato ad una raccolta fondi da parte solo del 3% degli spettatori (250.000€). Questo probabilmente perché il mezzo di promozione scelto, Youtube, non ha colpito il target giusto, ossia i giovani, poco propensi a donare con l’sms.

Un testimonial forte contribuisce sicuramente ad un ottimo avvio della campagna ma, se l’obiettivo è quello della raccolta fondi e non della sensibilizzazione, ciò che conta è la forza del messaggio e la capacità di creare un legame autentico tra il potenziale donatore e la causa portata avanti dall’associazione.

Rimango fiduciosa che Differenza Donna Ong consegua i voti necessari per poter accedere all’assegnazione dei fondi. Perché in Italia una donna su 3 subisce una qualche forma di violenza, fisica, psicologica o economica. Perché i progetti della Onlus sono innovativi, efficaci ma soprattutto risolutivi, in grado di restituire veramente a migliaia di donne, bambine e bambini una vita dignitosa e libera dalla violenza.

Le donne accolte dai centri che gestiamo entrano sfiduciate in se stesse ed escono con un rinnovato coraggio di guardare al futuro.

Vota anche tu per la Dignità e il Coraggio.

Vota Differenza Donna Ong su ilMioDono.

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

Diamo un volto a chi spesso voltiamo le spalle: Associazione Progetto ARCA

Tra le associazioni che ogni giorno, per strada, ci chiedono un aiuto c’è sicuramente anche ARCA, associazione riconosciuta come ONLUS nel 1998 che da più di 20 anni si occupa di aiutare uomini e donne in stato di indigenza o persone spesso affette da problemi di dipendenza di vario genere. Sicuramente, anche ad ARCA, non avremo dato ascolto nonostante il loro invito a fermarci mentre camminavamo verso casa, troppo presi dalla nostra routine quotidiana.

Così, approfittando di questi giorni di festa, mi sono imposta di conoscere meglio questa associazione senza scopo di lucro che mostra dietro al bancone con l’omino azzurro, uomini e donne dallo sguardo sereno che passano il più della giornata a sentirsi dire, spesso pure con voce scocciata, forse la frase più retorica del mondo: “Scusami, sono di fretta!”.

L’Associazione Progetto ARCA nasce nel 1994 grazie al desiderio di un gruppo di amici di aiutare concretamente le persone in stato di indigenza.

Un centro di accoglienza è il primo passo importante per donare a chi vive in balia della propria dipendenza una via di fuga e una possibilità di riscatto così, nel 1994, viene creato il primo Centro di Accoglienza Residenziale. A distanza di neanche 10 anni arriva il secondo Centro di Accoglienza Residenziale questa volta dedicato a uomini e donne tossicodipendenti che per anni hanno legato la loro identità a terribili sostanze stupefacenti.

Con l’arrivo del nuovo millennio il continuo aumentare del flusso migratorio in Italia spinge l’Associazione Progetto ARCA ad intervenire a sostegno dei rifugiati politici con progetti concreti di Prima Accoglienza. Questo è un passo fondamentale che permette agli 84.500 uomini, donne e bambini (questi ultimi 16.700 in soli due anni come riportato qui) che fuggono da paesi in guerra o in piena carestia, di ricevere un primo soccorso medico e un pasto caldo prima del trasferimento allo SPRAR o sistema di protezione per rifugiati politici richiedenti asilo, o di essere indirizzati nel modo più sicuro verso la nuova tappa prevista dal migrante diretto nel Nord Europa.

Un aiuto per i tossicodipendenti e un primo soccorso per i rifugiati politici quindi ma non solo, l’Associazione Progetto ARCA, divenuta nel 2008 una vera e propria fondazione, continua da più di vent’anni il suo cammino verso i più deboli, proponendo soluzioni concrete per altri ambiti dolenti come il sostegno alimentare per le famiglie con minori in gravi condizioni economiche, che prevede pacchi viveri e un centro cottura in giro per il Belpaese (qui la mappa con le città d’Italia coinvolte nel progetto) o il servizio ideato per gli ex pazienti ospedalieri, ricoverati in ospedale in seguito a patologie respiratorie, infezioni della pelle o malattie croniche che si trovano senza una casa, in attesa di essere trasferiti in una struttura sanitaria gratuita che possa continuare a somministrargli le cure indispensabili a una totale guarigione senza ricadute: il Post-Acute.

Last but not the least, come dicono gli inglesi, voglio raccontarvi di quello che, per quanto mi riguarda, è il progetto più innovativo e generoso che questa organizzazione non profit propone da qualche tempo ai senza tetto: l’Housing first. Giunto in Italia grazie alla PSD-Federazione Italiana Organismi Persone Senza Dimora ma di origine statunitense, nasce da un’idea di Sam Tsemberis (qui la sua biografia) che vede in questo modello una risposta allo stato di #homelessness a New York, problema molto sentito negli anni ’90.

Il “Pathways to Housing”, questo il nome originale dato dal suo founder nel 1992, proponeva una serie di appartamenti indipendenti per le persone senza dimora croniche con problemi di salute mentale o di disagio sociale evitandogli così il solito e lungo iter fatto di vita da strada, dormitori e centri di accoglienza.

In fase di sperimentazione da poco tempo, ma con ottimi risultati, ancora una volta questa ONLUS non perde un’occasione per donare ai senza tetto una casa che li invogli a ricostruire la loro vita, perché, come si può leggere in una delle pagine del sito Web dell’Associazione Progetto ARCA in merito al progetto Housing First: “L’abitare da subito in una casa, intesa come bene e diritto primario, rappresenta di per sé la condizione migliore perché una persona fragile possa ricominciare a prendersi cura di se stessa”.

 

Federica Pizzi

PHI Foundation

Sport e solidarietà, un’accoppiata vincente

Sempre più spesso nel mondo no profit si utilizza l’evento sportivo per realizzare momenti di raccolta fondi. Indipendentemente dal tipo di disciplina sportiva, l’accoppiata sport e solidarietà è quella che attira maggior interesse.

La più gettonata rimane comunque la corsa non competitiva che ha la forza di coinvolgere intere famiglie soprattutto se abbinata ad un tema e ad una ambientazione divertente.

Normalmente le piccole iniziative a livello territoriale vengono organizzate con lo scopo di raccogliere fondi per le associazioni locali mentre, a livello nazionale si realizzano perlopiù maratone solidali.

Negli ultimi anni abbiamo sentito parlare tanto di eventi sportivi “colorati”.

La corsa colorata più famosa a livello nazionale è la The color run Italia; un evento ricco di intrattenimento, adatto ad ogni età, che fa tappa in una decina di città tra aprile e settembre. Per ogni luogo in cui si svolge la corsa vengono selezionate alcune charity locali, alle quali viene richiesta una presenza di volontari in supporto allo staff ed in cambio, offrono visibilità e sostegno alla raccolta fondi.

Altra corsa simile, altrettanto legata al sociale è la Color vibe. Le associazioni di volontariato locali possono candidarsi per ottenere una postazione di raccolta fondi.

immagine-sport

Per le organizzazioni no profit è  sicuramente una opportunità  non solo per promuovere l’attività di volontariato ma anche per un momento di visibilità, sfruttando questa occasione per trovare nuovi contatti ed ampliare il proprio database.

Se pensate che la vostra charity possa essere selezionata dagli organizzatori di questi eventi sportivi, che sostengono i progetti territoriali anche con donazioni, non perdete tempo e proponetevi! Sono aperte le candidature per il 2017.

Altro aspetto dell’accoppiata vincente sport e solidarietà è sicuramente l’impegno da parte di organizzazioni no profit a contrastare le forme di discriminazione ed intolleranza favorendo l’integrazione sociale della popolazione straniera attraverso lo sport.

Il Coni in partenariato con il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, nel 2016 ha aperto un bando per le associazioni sportive e per le Onlus, regolarmente iscritti all’anagrafe dell’Agenzia delle Entrate, dando la possibilità di presentare un progetto finalizzato a favorire l’inclusione e l’integrazione sociale attraverso lo sport, per giovani provenienti da contesti migratori.

Qui trovate una guida per la realizzazione di un evento sportivo.

Buon lavoro!

 

Manuela Mussa

PHI Foundation

La Colletta Alimentare per i poveri: un appuntamento solidale che dura da 20 anni

Lo sapevi che la Colletta Alimentare promossa dalla Fondazione Banco Alimentare ONLUS è l’evento di solidarietà più partecipato in Italia? Ebbene sì e nel 2016, precisamente oggi 26 novembre, spegne le candeline per i suoi 20 anni di promozione del recupero delle eccedenze alimentari e la sua redistribuzione alle strutture caritative.

Ma andiamo per ordine e facciamo un salto all’indietro, più precisamente al 30 marzo 1989 quando la ONLUS che ogni anno si adopera per organizzare in ogni regione d’Italia la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare viene a nascere.

A volerla intensamente il Cavalier Danilo Fossati, presidente della famosa azienda Star e Monsignor Luigi Giussani, fondatore del movimento religioso di Comunione e Liberazione, spinti dal desiderio di creare un qualcosa che si avvicinasse il più possibile alla Fundaciò Banc dels Aliments di Barcellona. Le idee su come sviluppare questo importante progetto volto alla riduzione dello spreco alimentare e alla protezione della popolazione povera erano tante ma in loro soccorso venne fin da subito una fitta rete di uomini e donne generose e di talento che, come volontari o dipendenti, permisero alla Fondazione Banco Alimentare ONLUS di crescere portando “a casa” risultati magnifici in soli 20 anni. Vediamoli insieme: 8.990 tonnellate di cibo recuperate presso i 12.000 punti vendita aderenti all’iniziativa Colletta Alimentare; 5.500.000 gli italiani che hanno donato cibo ai più poveri in questi anni di cui 135.000 volontari che oltre a fare questa donazione hanno partecipato attivamente alla Colletta Alimentare dalla nascita di questa ONLUS.

Giornata Nazionale della Colletta Alimentare a novembre dunque ma non solo perché la Fondazione Banco Alimentare ONLUS lavora tutto l’anno attraverso attività di fundraising o collette regionali seguite dalle organizzazioni locali della fondazione per mantenere alta la sensibilità verso lo spreco alimentare e verso la giusta redistribuzione del cibo a favore dei poveri.

Doppio obbiettivo, doppia vittoria quindi: e tu ci vai alla Colletta Alimentare di oggi per donare un po’ di cibo e di tempo per chi è più sfortunato di te?

 

Federica Pizzi

PHI Foundation

Per Natale regala un sorriso: Fondazione Floriani e il suo metodo di cura per i malati inguaribili

Quante volte ci è capitato di usare con tono stizzito il termine palliativo”? La Fondazione Floriani supera tale associazione mentale per scavare a fondo nell’etimologia di questa parola e ci racconta come qualcosa di palliativo sia fondamentale in molti casi della vita soprattutto se a ricevere quel qualcosa sono malati inguaribili.

Si chiamano Cure Palliative quelle cure che la Fondazione Floriani, associazione senza scopo di lucro, ha l’obbiettivo di diffondere e applicare per curare ogni aspetto della sofferenza dei malati terminali: fisico, psicologico, spirituale e sociale.

Riconosciute dall’ OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità grazie alla Legge n’38 del 2010, queste cure vengono continuamente aggiornate tramite la ricerca scientifica e lo studio grazie al sostegno di donatori e volontari della Fondazione Floriani che si occupano dell’attività di fundraising a 360 gradi: dalla piccola donazione di un pensionato ad  investimenti più importanti che prevedono l’utilizzo di fondi per l’istituzione di Corsi di Medicina Palliativa presso le università italiane.

Nata nel 1977 per volere di Virgilio e Loredana Floriani, entrambi scomparsi, Fondazione Floriani continua negli anni a far conoscere l’importanza di queste cure attraverso iniziative mirate all’attività di raccolta fondi come FONDACO che, per festeggiare la 20^ edizione, anche quest’anno apre le porte dello Studio Zeta di Milano (qui le indicazioni stradali per raggiungere le bancarelle) dalle h.11 del 26 novembre con un delizioso brunch e si chiude con un aperitivo il 29 dello stesso mese.

Solita location e storiche bancarelle in questa iniziativa di fundraising di Fondazione Floriani quindi, ma non solo: particolarissimi oggetti home made attendono i milanesi a caccia dei regali di Natale quest’anno a FONDACO… e chissà mai che, tra un pensierino alla mamma, uno alla moglie o uno al fidanzato, a qualcuno di noi, prima di tornarsene a casa e lasciare la Mostra Mercato di questa ONLUS, venga il desiderio di lasciare a chi è più sfortunato di noi una donazione che gli possa regalare una delle cure più efficaci che ci sia: un sorriso.

 

Federica Pizzi

PHI Foundation

L’ Email Marketing per il no profit, è uno strumento utile?

L’ Email marketing è lo strumento di comunicazione più efficace che una Onlus possa utilizzare per sollecitare il destinatario a compiere un’azione immediata come ad esempio fare una donazione o iscriversi alla newsletter oppure firmare una petizione.

Prima di creare una campagna di Email Marketing è importante stabilire l’obiettivo che si vuole raggiungere, possibilmente misurabile: aumentare del 10% le donazioni oppure incrementare del 20% il numero degli scritti alla newsletter. 

Il secondo passo è suddividere i target per categoria, così diventa più semplice andare poi a sollecitare un segmento specifico di iscritti o di donatori e ottenere risultati di qualità.

È importante anche stabilire la frequenza della campagna di Email Marketing. Sempre al fine di non stressare la propria donor base, è buona regola intervallare la comunicazione di almeno 2 settimane.

Gli elementi che compongono un template di Email Marketing sono: logo dell’associazione, titolo, messaggio breve e chiaro, immagine suggestiva, “Call to action”, footer contenente la legge sulla privacy e oggetto. 

L’oggetto è uno degli elementi fondamentali perché influisce sul tasso di apertura (Open Rate) della email. Consigliamo di non superare i 50 caratteri affinché il suo contenuto possa essere letto per intero.

Per i “donatori dormienti”, quelli cioè che da tempo non rispondono più ai solleciti, suggeriamo di testare email più personalizzate. Uno dei maggiori vantaggi di una campagna di Email Marketing è infatti la possibilità di personalizzare la comunicazione con il nome del singolo utente e questo rende il messaggio maggiormente persuasivo.

Considerato che la maggior parte della gente visualizza le Email dal proprio cellulare più che dal PC di casa o di lavoro, è opportuno che l’html sia responsive e comunque meglio non usare un’immagine come sfondo. In caso si può inserire un testo alternativo che spieghi il contenuto dell’immagine per chi non riesce a visualizzarla.

Un altro vantaggio dello strumento di Email Marketing è la misurabilità del risultato che consente di ottimizzare e controllare il budget in maniera più efficace. Se la Onlus monitora il proprio sito attraverso Google Analytics è anche possibile visualizzare nel dettaglio tutti i dati di conversione.

Ci sono diversi servizi che danno la possibilità di inviare campagne di Email marketing gratuitamente o a costi bassissimi. Di seguito ne segnaliamo alcuni:

  • Mailchimp: offre la possibilità di inviare in un mese a costo zero fino a 5.000 email;
  • Rapidmail: offre la possibilità di inviare fino a 10 email a costo zero, dopodiché richiede un costo di 0,5 cents per ogni indirizzo;
  • Icontact: ad un costo variabile tra i 14$ e i 47$ offre la possibilità di tracciare le campagne di invio che si fanno di volta in volta con a disposizione uno strumento antispam;
  • Getresponse: fornisce il servizio gratuito per 30 giorni di creazione di layout di newsletter e di landingpage. Finito il periodo di prova il costo del servizio è di 14€ al mese per 1.000 indirizzi. Alle Organizzazioni senza scopo di lucro però si applica uno sconto del 50%.

Per aumentare la visibilità e la diffusione della campagna di Email Marketing, suggeriamo infine di inserire le icone social per renderne possibile ai destinatari la condivisione.

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

UNA MANO ALLA VITA

SABATO 26 NOVEMBRE 2016 AUDITORIUM CARIPLO DI MILANO

Concerto a favore di UNA MANO ALLA VITA ONLUS

Sul palco per il decimo anno i Gospel Times

Special guest: Rejoice Gospel Choir e Enrico Intra

 

PHI Foundation presenta Una Mano alla Vita Onlus che sarà lieta di invitarvi al concerto che si terrà Sabato 26 Novembre alle ore 20:30 presso l’Auditorium Cariplo di Milano (Largo Gustav Mahler) per festeggiare il  trentesimo  anno  della propria costituzione.  L’evento è a sostegno dei progetti dell’Associazione che fornisce assistenza gratuita domiciliare ed in hospice a malati terminali. Nel corso della serata, dedicata alla musica blues, jazz e gospel, si esibiranno il gruppo Gospel Times, il Rejoice Gospel Choir diretti da Gianluca Sambataro e con la partecipazione straordinaria di Enrico Intra.

26 Novembre 1986 – 26 Novembre 2016. Trent’anni di attività e progetti di Una Mano alla Vita Onlus. Un percorso non sempre facile, ma contrassegnato dal raggiungimento di  traguardi importanti. Lo spettacolo proposto è “più di un concerto”, porterà agli ascoltatori una vera e propria carica di energia e di emozioni per festeggiare una duplice ricorrenza: il trentesimo anno di attività dell’Associazione e la decima edizione del concerto che i  Gospel Times hanno dedicato a Una Mano alla Vita. Ne risulterà un evento che verrà ricordato, oltre che per l’interessante omaggio offerto agli spettatori, anche e particolarmente per la vivacità dell’evento che saprà divertire, coinvolgere ed entusiasmare tutto il pubblico presente.

UNA MANO ALLA VITA Onlus, associazione senza fini di lucro, nasce nel 1986 con l’obiettivo di sviluppare e sostenere iniziative sanitarie, assistenziali e sociali per il miglioramento della qualità di vita dei pazienti in fase  irreversibile e per il supporto alle loro famiglie. L’associazione è riconosciuta giuridicamente dalla Regione Lombardia, è iscritta nel Registro delle Onlus ed è Socio fondatore della Federazione Cure Palliative. Da trent’anni propri medici, psicologi ed infermieri che vengono inseriti in strutture sanitarie pubbliche a titolo completamente gratuito, curano e assistono a domicilio e in hospice i malati terminali con l’utilizzo delle cure palliative.  Maggiori informazioni sul sito www.unamanoallavita.it 

Il gruppo dei  GOSPEL TIMES nasce nel 2005 su iniziativa della cantante newyorkese Joyce E. Yuille unitamente a musicisti di alto livello come Julia St. Louis, Kenneth Bailey, Will Weldon Roberson. Artisti dalle personalità e caratteristiche diverse ma tutti accomunati dalla volontà di trasmettere, attraverso un vasto repertorio di traditional e spiritual,  il vero “sound gospel”. In questo concerto al gruppo originario si aggiungeranno il ballerino e coreografo Wendell Simpkins,  Josie St.Aimee e Scheol Dilu Miller. Il gruppo dei Gospel Times sarà accompagnato dai musicisti Stefano Calzolari al piano, Michele Bonivento all’organo, Franco Penatti alla batteria, Sandro De Bellis alle percussioni e Emilio Foglio alla chitarra.

Il REJOICE GOSPEL CHOIR nasce nel 2001 grazie all’iniziativa di Paola Gestori. Rejoice significa: “ Gioisci! Esulta! Fai festa! ” e questo è lo spirito che anima il coro, che mira a trasmettere a chi l’ascolta la stessa carica di gioia e di energia di chi canta. Il RGC è diretto e preparato vocalmente da Gianluca Sambataro, pianista jazz e gospel, che dal 2003 ne segue il progetto artistico e ne arrangia il repertorio dando quell’impronta di originalità che lo caratterizza.

ENRICO INTRA pianista, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra tra i più importanti nella storia del jazz europeo, ma anche organizzatore e ideatore di eventi e situazioni che hanno inciso nel tessuto socioculturale italiano. Si è affermato giovanissimo negli anni ’50 ed è stato tra i primi musicisti italiani ad elaborare un concetto “europeo” di jazz.

Grazie di cuore a voi tutti per il sostegno che ci avete dato in passato e che vorrete darci in futuro: vogliamo potervi raccontare i nostri prossimi trent’anni.

I biglietti per la serata sono acquistabili al prezzo di 31,50/21 euro platea e 26,25/15,75 euro balconata e galleria presso l’Auditorium Cariplo di Milano, sul sito www.vivaticket.it o direttamente presso Una Mano alla Vita Onlus in Via G. Govone 56 a Milano Tel. 0233101271-3476028473, email: umav@unamanoallavita.iteventi@unamanoallavita.it e sul sito www.unamanoallavita.it

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

Raccolta fondi per il sociale attraverso i social network

Il mondo del sociale è un settore fondamentale per il nostro Paese, soprattutto considerando la crisi economica in cui versa negli ultimi anni. Fondamentale soprattutto per dare risposte ai problemi del tessuto sociale che non possono essere affrontati in maniera celere dagli Istituti preposti. Manca però, in tutto ciò, un piano strategico ed un protocollo di azioni combinate che possano dettare le linee guida della raccolta fondi. Tale attività ad oggi è disciplinata soltanto per gli aspetti fiscali; manca totalmente un’azione condivisa dalle molteplici associazioni non profit nel muoversi e gestire la raccolta fondi. Operazione fondamentale per una efficace attività di fundraising.

Fundraising attraverso i social network

Fundraising attraverso i social network

L’importanza delle ONP

Come anticipato, il settore del non profit riveste un ruolo fondamentale per la nostra realtà italiana; molto spesso è una delle attività produttive principali, come lo è ad esempio per le attività artistiche, sportive o di intrattenimento dove le realtà non profit superano le imprese tradizionali, impiegando un numero di circa quasi 700 mila lavoratori retribuiti. Questo aspetto dovrebbe suscitare in ognuno di noi delle domande in merito al nostro futuro, prendendo in considerazione la possibilità e la fattibilità di investire maggiormente in attività legate al non profit. Tale pensiero oggi sopraggiunge grazie anche alla considerazione della Responsabilità Sociale d’impresa; pensiero secondo il quale l’aspetto meramente economico di una attività imprenditoriale non deve tralasciare un aspetto più sociale, nell’interesse del benessere comune dei dipendenti dell’azienda, ma soprattutto della società intera. Come non portare il pensiero ad Adriano Olivetti, che fece del benessere dei propri dipendenti il motore produttivo della sua azienda. Da lui tutti noi dovremmo apprendere e riproporre in un’ottica di innovazione sociale le sue lungimiranti azioni.

Una rete per il sociale

Mancando un piano di azione condiviso, è opportuno fare in modo che il mondo del sociale possa aggregarsi, unirsi in una rete in  cui mezzi e strumenti siano condivisi per aiutare le diverse associazioni nella campagna di promozione online della loro attività. Il tutto con il fine ultimo di incentivare e agevolare la raccolta fondi. Penso soprattutto a quelle piccole ONP, costituite da personale per lo più volontario, molto spesso in pensione, che non sono in grado di gestire, in termini di risorse, azioni concentrate sulla raccolta fondi. Una rete di supporto, con strumenti dedicati e a basso costo o meglio ancora gratuiti, potrebbe colmare questa mancanza e sollevare le sorti di una piccola realtà che per la comunità di appartenenza risulta fondamentale.

Una rete per il sociale

Una rete per il sociale

I social network per il sociale

Laddove pecca il sociale, arriva il web con i suoi social network. L’uso delle piattaforme social e dei social network possono migliorare l’efficacia dell’operato del terzo settore nelle diverse loro attività, dal fundraising al dialogo con le istituzioni e la società civile. Il web offre alle ONP una vasta gamma di strumenti per promuovere la propria attività e per fare raccolta fondi in maniera immediata e soprattutto innovativa. Lo stesso Google ha realizzato una sezione dedicata al non profit, Google for non profits appunto, che offre vantaggi e strumenti precisi alle ONP beneficiarie. Si tenga presente che ben il 76% delle persone che intendono fare una donazione ad una associazione non profit, cerca online informazioni: sia tramite i motori di ricerca ma anche attraverso i social network, dove i video sono gli strumenti che maggiormente attirano l’attenzione dei potenziali donatori, stimolando l’engagement. Si stima che il 57% degli utenti, effettui una donazione dopo aver visto un video in cui si racconta l’ONP.

Anche Linkedin, così come Google, offre un servizio apposito per le Onlus:

  • accesso gratuito all’account “Talent Finder”, per un valore di circa mille dollari l’anno;
  • accesso al gruppo dedicato “Nonprofit Board Connect”;
  • accesso esclusivo alle guide tutorial di Linkedin.

Twitter offre una serie di informazioni e strumenti dedicati alle ONP per coadiuvarle nel diffondere il loro messaggio ottenendo al contempo il maggior numero di followers ed una maggiore interazione con il pubblico degli stakeholders. Lo stesso Facebook ha inserito il tasto “DONA ORA” per le associazioni non profit, per unire il fundraising alla comunicazione digitale nell’ottica di un social marketing innovativo.

Concludendo…

Il punto fondamentale da tenere presente in una campagna di raccolta fondi online è il target verso il quale ci si indirizza. È cosa nota, ormai, che tutti noi viviamo con lo smartphone sempre a portata di mano. Innovare in questo senso il fundraising è un passo necessario da compiere, anche per le piccole realtà locali che rispondono ai bisogni della comunità. Semplificare le modalità di donazione, rendendole fruibili in ogni modo e in ogni dove, è il primo passo verso un protocollo di azione condiviso tra le molteplici ONP. Dall’altra parte, offrire alle ONP un elenco costantemente aggiornato del panorama web e delle diverse possibilità offerte in merito al social marketing e al fundraising, potrebbe essere un ulteriore passo verso un’azione condivisa non solo dalle ONP, ma dagli stessi donors che decidono di sostenere le singole attività del mondo non profit.

 

Jenny Rizzo

PHI Foundation

Distribuzione alimentare

Distribuzione alimentare

Impegno concreto alle famiglie in difficoltà economica.

Immaginiamo un figlio che chiede a suo padre da mangiare e al posto del pane il padre gli dà un sasso. E’ così lo Stato italiano molte volte non riesce a coprire i bisogni dei suoi cittadini, per questa ragione volendo sopperire a queste difficoltà sociali nascono le organizzazioni non profit che offrono la distribuzione alimentare.

Oggi vi vogliamo raccontare di una piccola associazione onlus che cerca di sostenere famiglie che, senza iniziative come la distribuzione degli alimenti, farebbero fatica ad andare avanti con la scorta della loro dispensa.

L’agenzia umanitaria ADRA Italia Onlus nasce a Roma nel 1984 e diventa parte integrante di una delle 120 agenzie componenti la rete mondiale di ADRA. Una delle caratteristiche che identifica Adra Italia è assistere ai bisogni delle persone in difficoltà economica dovuta alla crisi economica che ha fatto registrare negli ultimi anni un aumento esponenziale degli assistiti, non solo di origine straniera, ma anche italiana.

Il progetto “Distribuzione degli alimenti” prevede la consegna da parte dei volontari ADRA Italia di un pacco alimentare a famiglie in difficoltà economica. Le sedi locali ADRA Italia ed i suoi volontari si adoperano settimanalmente per alleviare il disagio delle famiglie assistite ed essere per loro un punto di riferimento. Il progetto è presente in 35 città italiane con la partecipazione di 400 volontari che consegnano alimenti di prima necessità a 6000 famiglie ogni mese.

In collaborazione con il Banco Alimentare, il Banco Alimentare Regionale e il Banco Opere di Carità costituiti da una rete di organizzazioni senza scopo di lucro, questa iniziativa ottimizza la raccolta delle “eccedenze” della produzione agricola e dell’industria alimentare e la loro successiva distribuzione ad enti/associazioni di aiuto per indigenti. Inoltre i volontari di ADRA Italia partecipano alle giornate nazionali di raccolta indette dal Banco Alimentare presso i supermercati italiani.

La distribuzione degli alimenti in alcune sedi ha come servizi aggiuntivi la distribuzione di indumenti in favore degli indigenti, inoltre a Bologna viene svolto anche il servizio gratuito e controllato di distribuzione di farmaci, attraverso la collaborazione con il Banco Farmaceutico.

I dati tangibili di questa attività li possiamo valutare incontrando le famiglie nella loro quotidianità. Una dispensa che diventa arricchita soprattutto grazie al supporto delle relazioni instaurate con i volontari.

Se vuoi conoscere e sostenere i progetti di ADRA Italia visita la pagina.

Jazmin Sivinta

Phi Foundation

Street Child Italia

Street Child Italia lavora a contatto con le aree più povere del mondo e crede nel diritto di ogni bambino di poter ricevere una buona educazione e di crescere in un ambiente sicuro e controllato. Si occupa di aiutare i bambini a rientrare a scuola e assicurare che vi rimangano. Dove necessario, si cerca di unire nuovamente i bambini con le famiglie qualora ne siano stati separati e sostenere il loro sviluppo.

Street Child Italia é una Onlus che promuove numerosi progetti volti ad aiutare chi vive permanentemente per le strade e chi rischia di esserne coinvolto, con lo scopo di rendere possibile l’accesso all’educazione nelle parti più remote del mondo.

I principi fondamentali che guidano l’operato di Street Child sono:
SOSTENIBILITÀ, PARTECIPAZIONE LOCALE ed EFFICIENZA ECONOMICA.


No child left behind

Dalle ricerche effettuate emerge la presenza di più di 50.000 bambini per i quali le strade della Sierra Leone sono l’unica fonte di sopravvivenza. Per circa 3000 di questi bambini, la strada è anche la sola casa. L’obiettivo è aiutare ognuno di questi bambini, nessuno escluso. Il nostro progetto No Child Left Behind (“Nessun Bambino Escluso”) aiuta questi bambini a stabilire relazioni più forti con le loro famiglie e fare in modo che essi passino dalla strada al ricevere una educazione a tempo pieno.

Street Child lavora a diretto contatto con i bambini attraverso un programma di sostegno e, dove necessario, fornendo loro cibo, vestiti, assistenza medica e un posto sicuro, mentre Si cerca di riunirli alle proprie famiglie. Lavora inoltre proprio con quelle stesse famiglie e con le loro comunità per creare l’ambiente migliore possibile ove il bambino possa essere reintrodotto.

Insieme alla riunificazione bambini-famiglie, Street Child lavora per poter finanziare ogni materiale scolastico e coprire i costi dell’educazione per ogni singolo bambino, fornendo corsi speciali di recupero affinché i bambini siano pronti per il loro primo anno di scuola.

Tra il 2009 e il 2013, l’organizzazione è riuscita ad aiutare più di 2500 bambini a riconciliarsi con le loro famiglie e ad assicurare loro un’educazione. La speranza è quella di riuscire ad aiutare ogni bambino a lasciare la strada ed assicurarsi un futuro migliore.

Family Business Scheme

Per arginare il problema dell’estrema povertà presente nelle case dei bambini che ancora vivono in strada, si offre un programma di supporto per lo sviluppo di fonti di sostentamento a favore delle famiglie. Lavorando a stretto contatto con i nuclei famigliari, si creano opportunità lavorative affinché possano assicurare allo sviluppo del bambino un futuro sicuro e sostenibile. Il programma consiste in piccole concessioni, inserimento in schemi per il risparmio, laboratori e corsi di sostegno formativo. Dall’inizio di questo progetto, oltre 3.500 famiglie hanno beneficiato da questo schema con eccellenti risultati.

Commercial Sex Worker

Una delle più tristi realtà per le giovani donne di strada della Sierra Leone è il loro coinvolgimento nel commercio della prostituzione per poter sopravvivere. Street Child Italia lavora per offrire un futuro migliore. Quasi 2.000 ragazze minorenni sono coinvolte in attività di prostituzione in Sierra Leone, alcune hanno appena 14 anni. L’organizzazione si concentra nell’aiutare queste ragazze a trovare fonti di guadagno alternative, tramite corsi di specializzazione professionale e fornendo loro un posto sicuro dove vivere fino all’allocazione in un impiego adeguato. Le ragazze hanno accesso ad un’assistenza medica per malattie sessualmente trasmissibili, ad una educazione su metodi di prevenzione e a vari corsi per l’avviamento lavorativo, il tutto per dare loro la possibilità di vivere in maniera sicura e lontana dalle strade.

Every Child In School

Every Child in School (ECiS) è il progetto per lo sviluppo dell’educazione. Con lo scopo di offrire accesso ad un’educazione nelle zone più remote del paese, a soli sei anni dalla sua inaugurazione ECiS ha già aiutato più di 20.000 bambini. Il progetto ha origine a Tambakha, situata nell’estremo nord della Sierra Leone, una delle zone più povere nell’intero continente africano. Qui, l’educazione formale era praticamente inesistente prima dell’intervento di Street Child, che è stato in grado di fornire ad ogni bambino di Tambakha l’opportunità di ricevere una corretta istruzione, in molti casi la prima mai ricevuta. Il progetto è stato successivamente espanso in altre aree rurali con bisogni similari. Tramite ECiS, in pochi anni siamo riusciti a costruire 140 scuole permanenti e coinvolgere 450 insegnati locali di cui più di un terzo hanno ottenuto il Government of Sierra Leone Teacher Certificate qualification (certificato di insegnamento del governo del Sierra Leone). La maggior parte degli insegnanti riceve inoltre uno stipendio dall’organizzazione per il proprio contributo e operato e vengono sostenuti nei corsi di formazioni in itinere. Con l’ausilio del programma IGI (Income Generator Initiatives) le comunità di queste aree vengono supportate per l’avvio di piccole imprese agricole con i quali profitti mantenere la scuola in futuro

Street Child Commercial

In Sierra Leone, Street Child ha assistito alla costruzione di cinque negozi e sei bar a Makeni, Rogbere, Pepel, la capitale mineraria di Tonkolili e a Bo; The Clubhouse è il nostro bar e ristorante pubblico a Makeni – al momento stiamo lavorando affinché possano presto prendere forma progetti ancora più ambiziosi. Questi progetti rappresentano una considerabile fonte di impiego per i cittadini locali, e permettono loro di proseguire autonomamente ed assicurarsi un guadagno a sostegno delle famiglie.

Legacy of Ebola Appeal

Da maggio 2014, l’epidemia di Ebola ha messo in ginocchio il paese e Street Child ha portato aiuto a 11.000 bambini rimasti orfani. Con operatori sociali formati specificamente per lavorare in questa situazione straordinaria, abbiamo aiutato molti orfani a trovare una famiglia che continuasse a prendersi cura di loro superando lo stigma. Dopo un primo intervento di emergenza incentrato a soddisfare i bisogni primari, le famiglie sono state coinvolte nel programma del Family Business Scheme per poter permettere loro di avere risorse necessarie al sostentamento degli orfani. Ad aprile le scuole hanno riaperto dopo circa un anno, e Street Child ha aiutato 17.000 minori in tutta la Sierra Leone a ritornare sui banchi, donando tutto il materiale scolastico, ma molti orfani dell’Ebola sono ancora fuori dal sistema scolastico. Nonostante a novembre la Sierra Leone è stata dichiarata Ebola Free, c’è ancora molto da fare in aiuto di tutte quelle famiglie che sono state gravemente colpite dal virus.

Sito web: http://www.street-child.it/

Luca Rubin

PHI Foundation

 

 

MILANO – PALAZZO PARIGI: INFANT CHARITY AWARD 2016-Terza edizione

Si terrà a Milano, nel prestigioso Palazzo Parigi, il prossimo 16 Maggio, la terza edizione degli INFANT CHARITY AWARDS.

Infant Charity Award è stato istituito con lo scopo di premiare ogni anno le associazioni che si sono distinte per il loro contributo a favore dei bambini.

Durante la cena di gala verranno comunicate le nominations e le menzioni speciali del prestigioso premio.

Sarà certamente una serata all’insegna dell’allegria, condotta dai vulcanici Margherita Zanatta e Raffaelo Tonon, oltre alla presenza di Ana Laura Ribas, una delle madrine di Infant Charity, presente già nelle precedenti edizioni.

Nelle nominations oltre alle associazioni no profit, rientreranno anche personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo e naturalmente i migliori medici italiani.

Una giuria di giornalisti si farà carico di selezionare i vincitori che saranno comunicati attraverso una serata di gala nel corso della prossima settimana della moda di settembre.

Sia durante la serata di Palazzo Parigi che all’evento di settembre i fondi raccolti saranno devoluti all’associazione onlus IL CUORE DI GIAMPY, associazione no profit a favore dei bambini cardiopatici e delle loro famiglie.

 

Francesco Fiore

PHI Foundation

Campagna di crowdfunding per la popolazione Sajrawi

“Ogni tetto in più conta”, al via la campagna di crowdfunding

“Ogni tetto in più conta”, al via la campagna di crowdfunding. L’obbiettivo, acquistare kit di costruzione affinché le famiglie più povere nel campo di Smara possano riavere una casa in cui vivere.

Per avere un quadro completo bisogna fare un passo indietro. Lo scorso ottobre una violenta alluvione ha colpito i campi profughi a sud dell’Algeria in cui abitano da quarant’anni i Saharawi. Oltre 17.000 famiglie hanno perso la propria abitazione, peggiorando così una situazione già precaria e difficile. A metà novembre 2015 le autorità Saharawi hanno stimato in 6 milioni di euro il costo della riabilitazione delle strutture pubbliche e in 20 milioni il costo della ricostruzione delle abitazioni familiari.

Molte famiglie, specialmente quelle più povere, non sono riuscite a iniziare i lavori di ricostruzione, per questo le associazioni che aiutano il popolo Saharawi hanno deciso di raccogliere 20.000 euro per ricostruire le case nel campo di Smara, in cui l’alluvione ha lasciato il 20% delle persone senza abitazione.
Con il supporto del Ministero della Cooperazione Saharawi e delle autorità locali alle famiglie più bisognose sarà consegnato un kit (cemento, mattoni e materiali per il tetto) per la costruzione di una casa.

#La campgna di crowdfunding

Fino al 9 maggio, sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso, sarà possibile contribuire con un una donazione ricevendo in cambio oggetti e racconti della tradizione del popolo saharawi: ogni voce in più conta, ogni tetto in più conta.

In seguito a un’alluvione iniziata il 17 ottobre 2015 e proseguita sino a inizio novembre, oltre 17.000 abitazioni sono state distrutte e gravemente danneggiate. Migliaia le persone sono rimaste senza la propria tenda o la propria casa e da allora vivono presso parenti o in altre strutture di emergenza. A metà novembre 2015 le autorità Saharawi hanno stimato in 6 milioni di euro il costo della riabilitazione delle strutture pubbliche e in 20 milioni il costo della ricostruzione delle abitazioni familiari.

Ad occuparsi della campagna di crowdfunding è un gruppo di associazioni: Jaima Sahrawi(Reggio Emilia), El Ouali (Bologna), Kabara Lagdaf (Modena), 15.14 Oltre Il muro (PADOVA), UISP ed Help For Children (Parma).

Queste onlus da anni aiutano la causa del popolo Saharawi, da sempre in prima linea con progetti a sostegno della popolazione più povera.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

Mario Rolla 

La vecchietta di Cotabambas

Valentina, ragazza italiana e medico specializzando in anestesia, sta vivendo un periodo di volontariato in Perù. Un giorno incontra una simpatica vecchietta magra e dal viso rugoso da sembrare una befanina peruviana, con la sua larga gonna scura, le maglie pesanti e, a coprire quel volto piccolino incorniciato da due lunghe trecce bianche un cappello da campesina.

Ha più di 80 anni e si è presentata di buon mattino aspettando fuori dalla scuola in cui i volontari si erano sistemati per fare le visite mediche. Valentina ancora frastornata dalla levataccia mattutina, e dalle realtà così intrise di umanità e di fascino, la vide entrare nella stanza accompagnata dall’infermiera interprete.

La signora inizia a piangere e spiega in “quechua” (lingua antica sudamericana) di avere un problema da tanto tempo: mostrò una tumefazione sotto l’ascella molto voluminosa e Valentina inizia a visitarla, ma comprende molto presto che purtroppo non c’è granchè da fare, se non mandarla a Cusco per accertamenti diagnostici ed eventuali cure. Potrebbe sembrare così semplice per noi, ma la vecchietta non si spostava dal paese, era sola e non voleva lasciare i suoi animali e il suo campo incustoditi. Si salutarono con rammarico e con un velo di tristezza.

Il giorno seguente, di buon mattino, tornò la vecchietta di Cotabambas, arzilla e sorridente, per consegnare a Valentina il suo dono di ringraziamento: Delle patate, che aveva raccolto proprio quel mattino. Valentina si commuove nel vedere il grande cuore di quella donna la ringrazia, si abbracciano e immortalarono il momento di gioia in una foto. Il problema di salute non era stato risolto, ma il modo di ringraziare della vecchietta fu davvero generoso!

La vita sta in questi piccoli gesti, nella gratitudine sincera, in un abbraccio, nella capacità di leggere negli incontri delle persone speciali, perché normali, ma proprio per questo uniche. Anche se non è stata trovata una soluzione al problema di quella donna, lei ha percepito che è stata accolta e voluta bene e con l’affetto ha ricambiato, donando quello che aveva: patate e un grande cuore.

APURIMAC ONLUS
è una Associazione nata nel 1992, riconosciuta Onlus nel 1998 e ONG (Organizzazione non Governativa) nel 2003. L’Associazione è nata con lo scopo di affiancare i missionari agostiniani italiani che, dal 1968, operano nella regione andina del Perù da cui ha preso il nome, l’Apurimac. Il suo lavoro è iniziato sulle Ande, a 4.000 metri di altezza, estendendosi poi alle città di Cusco e Lima. La regione dell’Apurimac è ancora oggi caratterizzata da un estremo isolamento geografico ed economico. La popolazione locale vive solo grazie ad un’economia di sussistenza, Tali disagi, insieme ad un alto tasso di analfabetismo e a precarie condizioni igienico-sanitarie, sono le principali piaghe che si è impegnata a “curare”. Dal 2003, con il riconoscimento di ONG da parte del Ministero degli Affari Esteri, è giunta fino in Africa. Dalla sua nascita realizza progetti di cooperazione, iniziative di tutela dei diritti umani, percorsi di educazione alla pace e promozione del volontariato.
DOVE OPERIAMO
Oggi, Apurimac Onlus, è attiva in 3 paesi principali. Italia: sensibilizza, forma volontari e opera in contesti di emergenza sociale; Perù: realizza progetti di sviluppo nei settori salute, formazione e identità; Nigeria: sostiene programmi di emergenza e di costruzione della pace. In Algeria e Kenya promuove lo sviluppo sociale e professionale della donna e dei giovani.

Luca Rubin
www.lucarubin.it

 
 

L’1 Marzo scadono i termini per iscriversi all’Aics per le ONG idonee.

Sono state rese note dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione (AICS) le modalità d’iscrizione all’elenco delle organizzazioni non profit della società civile riconosciute soggetti della cooperazione allo sviluppo.

Per tutte le organizzazioni che vogliono iscriversi all’elenco è necessario presentare una serie di documenti a supporto della richiesta che può essere effettuata in qualunque momento dell’anno. Diversa la procedura per le ONG già idonee alla data del 31 dicembre scorso che prevede la presentazione di una semplice domanda entro il prossimo 1 marzo. Vediamo nel dettaglio cosa è necessario fare per ottenere l’iscrizione all’elenco.

ONG già idonee al 31 dicembre 2015 (ex legge 49/87)

Le ONG devono presentare domanda d’iscrizione all’elenco entro 30 giorni dalla data della pubblicazione del decreto (2 Febbraio 2016), indicando nella domanda il numero del decreto di riconoscimento di idoneità ai sensi della 49/87 e, qualora siano intervenute variazioni di Statuto, Sede Sociale legale o operativa, rappresentante legale, organi statutari allegare alla domanda anche la relativa documentazione.

La domanda va inviata su carta intestata della Ong, alla AICS mezzo PEC: agenzia.cooperazione@cert.esteri.it

E’ preferibile utilizzare l’allegato al decreto, per comodità lo trovate sul link allegato. Domanda di iscrizione/permanenza completo delle due dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà che sono parte integrante della stessa domanda. Si tratta di 5 pagine.

Dove si inserisce nella domanda il numero del decreto di riconoscimento di idoneità ai sensi della 49/1987? Non ci sono indicazioni esplicite, ma potrebbe essere aggiunto un punto alle 11 dichiarazioni previste nella prima parte della domanda.

Attenzione!!! Ogni pagina deve essere timbrata e siglata dal legale rappresentante.

Inoltre gli atti di notorietà devono essere completati con copia di un documento del legale rappresentante, è sufficiente anche la fotocopia non autenticata, di un documento d’identità in corso di validità del Rappresentante Legale.

E’ necessario fare una lettera di accompagnamento? E’ consigliabile aggiungere una lettera di accompagnamento. In essa si potrà ripetere il proprio n° di decreto di idoneità e annunciare i documenti allegati relativi alle variazioni statutarie o di legale rappresentanza inseriti oltre la domanda stessa.

Dopo 30 giorni dall’invio della domanda vale il silenzio assenso.

Se una Ong non presenta la domanda entro il primo marzo potrà presentare domanda in qualsiasi momento come le altre organizzazioni, ma dovrà produrre anche tutti gli allegati richiesti nel capo IV comma I ISCRIZIONE, e l’Agenzia avrà 90 giorni di tempo per esaminare la richiesta e accettare l’iscrizione.

Per le altre organizzazioni:

La domanda d’iscrizione redatta in lingua italiana secondo l’Allegato I a firma del Legale Rappresentante dovrà essere inviata per PEC a agenzia.cooperazione@cert.esteri.it

Le richieste devono essere corredate dalla seguente documentazione in versione originale o copia autenticata:

  • atto costitutivo e statuto;
  • bilanci analitici relativi all’ultimo triennio;
  • relazione sullo stato di avanzamento delle attività in corso, predisposta secondo il modello in Allegato II.
  • L’Agenzia ha 90 giorni di tempo per esaminare la richiesta e comunicare al richiedente le proprie determinazioni in merito.

 

Linee guida

 

Phi Foundation

 

 

Amici di Joaquim Gomes

Fonte articolo: Amici di Joaquim Gomes

L’articolo di oggi parla di un gruppo di solidarietà internazionale gli “Amici di Joaquim Gomes” e dei suoi progetti di donazioni e adozioni.

Adottare un progetto di solidarietà internazionale in Brasile: una scelta importante se credi che la beneficenza possa portare allo sviluppo a lungo termine di singoli bambini e di intere comunità di persone.

Siamo una Associazione piccola, ma vorremmo il tuo aiuto per fare qualcosa di grande: migliorare le condizioni di vita di bambini e famiglie in gravissima crisi e dare una mano a risolvere in modo duraturo problemi come la fame, lo sfruttamento della prostituzione e la mancanza di istruzione.

Il Brasile è un Paese teoricamente in via di sviluppo, ma con aree molto povere in cui le condizioni sono drammatiche.
Come ci ha spiegato il delegato di Terra Madre, Elinho, in un articolo, alcune parti del Brasile ed in particolare il Nordest non sono toccate dal benessere economico che cresce nel Sud, ma anzi ne sono state svantaggiate.

Le condizioni di vita non sono migliorate ma peggiorate a causa dello sfruttamento del lavoro, a gestito iun regime di vera e propria schiavitù e della droga, una piaga sociale sempre più diffusa e difficile da debellare.
L’inflazione ha peggiorato la situazione di tutti, tanto che i soldi raccolti fino agli anni passati dalla nostra Associazione ora non bastano più per sostenere tutte le nostre attività. Anche per questo il tuo aiuto ci occorre più che mai.

Puoi darci una mano da subito con una donazione una tantum effettuata con bonifico al conto corrente ONLUS Amici di Joaquim Gomes

Prima che tu effettui la donazione, ci piacerebbe che conoscessi i nostri progetti.

Se vuoi, scrivici a info@amicojg.it ti ricontatteremo via mail o se preferisci via telefono e ti parleremo dei progetti, aiutandoti a capire come funzionano e quale scegliere per la donazione, oltre a darti garanzie su come verranno utilizzati i tuoi soldi.

I nostri referenti sono alcune missioni in Brasile, ed i nostri volontari visitano periodicamente il territorio che aiutiamo: questo ci garantisce che tutto l’ammontare che viene donato ai nostri progetti sia effettivamente speso per chi è in difficoltà. Questo per noi è molto importante e crediamo lo sia anche per te.

 

Phi Foundation

Per maggiori informazioni visita il sito Amici di Joaquim Gomes

DATEMI UN BANCHETTO E VI SENSIBILIZZERÒ IL MONDO!

Si parte sempre da qui, come un passaggio obbligato, come un rito arcaico di iniziazione: Una mattina all’alba ci si trascina in piazza con un tavolino da giardino, qualche oggetto, dei gadget, tanta tanta carta: brochure, volantini, depliant, adesivi, ecc.

Che ci fai in piazza con un fantasmagorico banchetto? Ovvio: sei lì per far conoscere la tua onp, sei lì per parlare dell’amore della tua vita, la tua organizzazione e vorresti che tutto il mondo la conoscesse e la amasse, come te e più di te. Sei lì per sensibilizzare e quindi raccogliere donazioni. Ti ammiro davvero per il tuo impegno e il tuo spirito di sacrificio, sei davvero un grande, ma permettimi di darti qualche dritta per rendere il tuo banchetto invincibile.

  • CHI. Chi ci va fisicamente in piazza? Sono persone che amano davvero la onp o volontari dell’ultimo secondo, magari adescati con un bonus pizza&birra? Perché se chi vende non conosce e non usa il prodotto, è un individuo senza volto e senza colore, ha credibilità zero, non raggiunge nessuno e il suo banchetto sarà una cosa informe buttata lì chissà perché. Al contrario, se chi va in piazza è una persona che ci crede, che conosce e ama la onp, che è disposta a tutto (davvero a tutto), allora sarà una presenza positiva, sarà la calamita che attira alla onp risorse nuove, coinvolgerà altre persone nel volontariato e saprà entrare nel cuore dei donatori.
  • COME. Hai presente quei banchetti vuoti e grigi, con qualche foglio A4 e una penna smangiucchiata? Non so a te, ma a me non attirano. Il tuo deve essere un banchetto pensato, organizzato, non improvvisato in 5 minuti! Colori, forme, scritte, contenuti. Sì, contenuti, perché di tavoli vuoti ce n’è almeno uno in ogni casa. Perché la gente dovrebbe fermarsi al tuo banchetto? Quali emozioni offri? Mettiti nei panni altrui, guarda con gli occhi di un passante il tuo banchetto, e agisci di conseguenza.
  • DOVE. In piazza ma non solo: davanti a una chiesa (in concomitanza con le funzioni religiose), in oratorio, in un centro commerciale, in una parola: ovunque. Dove c’è un buon flusso di persone, lì è il posto ideale per il tuo banchetto. Valuta bene anche le fasce orarie, per non trovarti solo, a luglio con 40°C all’ombra… (Ombra? Dove??). Inoltre, se sei in una zona comunale, chiedi sempre il permesso di occupazione suolo pubblico presso gli uffici del Comune interessato.
  • PERCHÉ. È questa la password. Perché sei in piazza? Per fare soldi facili? Per metterti in mostra?   Beh allora sbaracca tutto e torna a casa. Sei lì perché vuoi sensibilizzare e coinvolgere, vuoi donare agli altri la possibilità di fare il bene, vuoi donare la gioia di far star bene un’altra persona, cento, mille persone! E chi si avvicina a te non sono dei bancomat che camminano, ma persone, che decidono deliberatamente di donare risorse economiche e umane perché credono nella mission della tua onp. E lo fanno se tu lavori bene, ad esempio col tuo banchetto.

Luca Rubin

www.lucarubin.it

 

Phi Foundation

La Regione Puglia rinuncia al bollo auto per le Onlus

Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha deciso di sostenere le associazioni di volontariato pugliesi attraverso una manovra semplice ma molto efficace: l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica dei veicoli di proprietà delle associazioni e dei gruppi comunali di volontariato.
“Il volontariato è una componente imprescindibile della protezione civile pugliese”, con questa convinzione il governatore della Regione Puglia e il vicepresidente e assessore alla Protezione civile, Antonio Nunziante – su sollecitazione del presidente del comitato regionale permanente di Protezione civile, Ruggiero Mennea – hanno deciso di supportare le associazioni di volontariato pugliesi attraverso questa attività originale ma sicuramente molto utile allo sviluppo e al sostegno di tutte le Onlus Pugliesi. Il disegno di legge è rivolto, esclusivamente, alle organizzazioni iscritte nell’elenco regionale presso la struttura regionale di protezione civile ai sensi della legge regionale 7/2014. Queste, inoltre, devono risultare proprietarie dei veicoli di cui si chiede l’esenzione del pagamento e devono avere sede nel territorio pugliese. Per poter accedere all’esenzione, associazioni e comitati devono presentare apposita richiesta alla Regione Puglia con l’indicazione della targa del veicolo per il quale si chiede l’esenzione e relativo documento del rappresentante legale dell’organizzazione. Il mancato introito per le casse regionali è stato calcolato in circa 50 mila euro l’anno. «È vero – dice Ruggiero Mennea – che ci sarà un mancato introito per le casse regionali di circa 50 mila euro, ma è altrettanto vero che a questa rinuncia corrisponde un grande beneficio per la collettività verso la quale i nostri volontari non mancano mai di dimostrare disponibilità nei momenti di emergenza e di necessità. Favoriremo sempre più – conclude – l’incremento del volontariato e premieremo chi fa di questa scelta un impegno civile serio e responsabile».

Siamo certi che questa iniziativa possa essere d’esempio per molte altre Regioni d’Italia, affinchè si riesca a contribuire in maniera più efficace al supporto di quanti lavorano nel Sociale e si impegnano quotidianamente ad aiutare il prossimo.

 

Phi Foundation

12 consigli per vecchi e nuovi volontari

Il volontario ha radicato dentro di sé il desiderio inestinguibile di essere una presenza positiva in un determinato ambito. Spesso però ci si dimentica o si ignora qualche passaggio importante. Cosa c’è di meglio che un appunto veloce magari su un coloratissimo post it?

 

1) Non sei infallibile. Apprezzo il tuo entusiasmo, la tua voglia di fare, sei travolgente, e porti nuove energie… ma non sei onnipotente, quindi sei passibile di errori e incongruenze. In più: se tu hai l’entusiasmo, la onp presso cui doni il tuo tempo ha l’esperienza e la competenza. Confrontati sempre!

 

2) Sii umile. Se ti dicono che non si fa così, avranno i loro buoni motivi. Accogli il consiglio, il suggerimento o l’ammonizione: ne avrai beneficio tu e il tuo lavoro, perché non si finisce mai di imparare.

 

3) Devi vincere l’Oscar della responsabilità. Non sei volontario per noia, o perché non hai di meglio da fare. Ricordati che ogni tuo intervento ha sempre delle conseguenze sulle persone e sulla onp, dipende da te se sono conseguenze positive o negative.

 

4) Sii costante. Il tira e molla non è producente. Ok, ti piace sentirti utile e partecipare, benissimo: stabilisci con i responsabili i tempi del tuo impegno, e sii fedele ad essi, costi quel che costi.

 

5) Mission possibile. Ricordati che la onp con cui collabori non lo fa per passatempo, ma risponde a esigenze primarie di popoli e persone: sentiti parte essenziale della sua mission!

 

6) Documentati. Scava tra le memorie della tua onp, chiedi ai “grandi” la storia e la genesi di quell’istituzione: perché sarà la tua storia e da quei contenuti ne trarrai formazione e saprai essere all’altezza in ogni situazione che incontrerai.

 

7) Formati. Poiché abbiamo stabilito che non sei infallibile, almeno per il momento, è necessaria una formazione, che ti renda pronto, competente e responsabile. Non esitare a richiederla se davvero vuoi metterti a servizio!

 

8) Comunica. Se hai in mente qualcosa di bello da realizzare, dillo ai responsabili, parlane con loro, magari davanti a un caffè. Ricordati che i risultati più belli si realizzano attraverso la condivisione di idee e progetti.

 

9) Mai solo. Qualsiasi cosa tu faccia, non sei mai solo: hai alle spalle gli anni di esperienza della onp di cui fai parte, i progetti studiati e realizzati, i giorni e le notti di lavoro, le sconfitte e i successi. Diventane beneficiario e custode.

 

10) Volontario pro domo tua. Quando dopo una giornata di evento rincasi con tanta stanchezza, pensa che il tuo impegno ha fatto del bene, prima di tutto a te stesso, poi agli altri. E non fermarti al solo ambito economico: c’è di più, molto di più.

 

11) Porta tutto a casa. Tutto ciò che hai vissuto come volontario è un bagaglio prezioso, anche le cose storte, anche i fallimenti. Nessuno è nato “imparato”. Tutti (o meglio, chi lo ha davvero voluto) hanno dovuto imparare. Anche tu, sei migliorabile!

 

12) Misurati la febbre. Sei un volontario felice? La risposta te la dà il numero di amici coinvolti. Uno è già un buon risultato!

 

Come sai, i post it non bastano mai, spesso si accumulano sulle nostre scrivanie. A te il compito di crearne altri che ti supportino nella tua attività di volontariato. Se ne scrivi altri me li regali? Grazie!

Il Volontariato come risposta alla crisi economica

Ecco come il sindaco di una cittadina piemontese, Tigliole, ha pensato di far fronte all’emergenza economica della sua amministrazione e alla sempre maggiore necessità di dover soddisfare i bisogni e le necessità della sua comunità. “Le difficoltà economiche hanno come unica soluzione il volontariato, che in Italia è fortunatamente una risorsa che ogni giorno si mostra capace di supplire alle carenze del pubblico servizio.” Il sindaco Massimo Strocco Merlone ha aggiunto: “Un problema quasi irrisolvibile del Comune è la mancanza del personale necessario a prestare tutti i servizi sinora assicurati alla cittadinanza: inoltre, le incombenze aumentano sempre più, ma non possiamo assumere personale”.

E cosi, è stato rivolto un invito ai cittadini di Tignole: “Ricerchiamo cittadini attivi che vogliano rivestire un ruolo attivo nel proprio paese”.

“In una situazione di crisi come questa, l’unica risorsa possibile è quella di sperare nelle persone di buona volontà, che già sono molte, ma non bastano, per cui abbiamo pensato di rivolgere un invito alla popolazione; ci sono molte persone disponibili, che hanno del tempo a disposizione e magari non sanno delle necessità del Comune. Informandole ci auguriamo che arrivino altri volontari a darci una mano: inoltre, più si è, più il tempo da mettere a disposizione si riduce ed è quindi facile trovarlo”.

Questa dunque la ricetta del primo cittadino Tigliolese per affrontare in modo dignitoso e sociale la crisi economica in cui versa la sua amministrazione.

“I volontari potrebbero essere utilizzati in diverse mansioni, rispondenti a diversi progetti di “cittadinanza attiva”: ad esempio, nel progetto di educazione ambientale i volontari potranno occuparsi della gestione dell’eco-sportello presso la sede municipale, fornendo informazioni nel settore della raccolta e differenziazione dei rifiuti. Si potrà essere utili anche nella vigilanza presso la scuola primaria, assistendo all’entrata ed all’uscita dei bambini che frequentano la scuola di Pratomorone, rivestendo la figura del “nonno civico”; ci si potrà dedicare alla valorizzazione del patrimonio storico ed artistico locale in occasione di aperture straordinarie delle strutture più significative poste sul territorio (es. Chiesa romanica di San Lorenzo), ovvero durante mostre ed avvenimenti di particolare rilievo. Particolare importanza rivestono la cura e custodia degli spazi pubblici, che si potranno ottenere con la manutenzione ordinaria, anche con interventi di pulizia e piccola manutenzione di parchi e giardini pubblici, da effettuarsi in gruppi coordinati ed organizzati; infine, ci si potrà dedicare alla vigilanza ed al monitoraggio del territorio, un’attività di prevenzione che potrà essere realizzata anche con l’utilizzo dei mezzi di proprietà comunale”.

Dunque le idee e le proposte non mancano, e sicuramente altre ancora ne verranno col tempo, se il progetto dovesse cominciare a fornire i primi risultati. “L’impegno richiesto ai volontari potrà essere anche di poche ore mensili, non ci saranno vincoli di alcun genere ed ogni attività sarà organizzata tenendo conto delle esigenze di ognuno. Ai volontari sarà fornito tutto il necessario per la loro maggiore visibilità e saranno tutelati da un’assicurazione contro ogni possibile rischio derivante dalle attività svolte. La domanda di partecipazione a queste attività di volontariato potrà essere presentata al Comune di Tigliole, mentre altre informazioni potranno essere richiese all’Ufficio Tecnico comunale”.

Alle volte le soluzioni più semplici ai problemi più complessi sono a portata di mano, ma spesso manca la volontà per risolverli. Coinvolgere i cittadini direttamente in azioni tese al miglioramento della condizione collettiva, potrebbe diventare un esempio da seguire anche in paesi e città di dimensioni maggiori e potrebbe essere anche un modo per sensibilizzare la comunità verso problemi che riguardano un pò tutti, rendendo i cittadini partecipi, complici e responsabili della prosperità o del degrado del proprio comune.

Notizia tratta da: “La Nuova Provincia – Asti” di Renato Romagnoli