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New Generation Nosy Faly: un’isola che cresce

Nosy Faly, un’isola del Madagascar dove vivono circa quattromila persone, una natura incontaminata, un mare che si estende a perdita d’occhio e un cielo stellato, di quelli che si possono ammirare solo in navigazione in mare aperto. Un luogo periferico al mondo ma che diventa il cuore di un progetto grande: New Generation Nosy Faly, la Onlus fondata da Nicoletta Bruno e Danilo Farias nel 2013.

Abbiamo raggiunto Nicoletta, per ascoltare proprio da lei la storia di questo sogno, che è ormai una realtà  concreta e radicata sull’isola di Nosy Faly.

Cosa ti porta in Madagascar e, più precisamente, a Nosy Faly?

“Nel 2012 un mio collega dentista mi chiede di raggiungerlo in Madagascar per rendere operativo un dispensario. Accetto la sua proposta e decido di partire; Danilo si propone di venire insieme a me come volontario. L’arrivo a Nosy Faly avviene per pura casualità : alcune suore ci chiedono di accompagnare una sessantina di bambini presso una colonia estiva e noi accogliamo la richiesta. Eccoci arrivati su un’isola che da quel momento entrerà  nei nostri cuori”.

Cosa ricordi di quel primo incontro con l’isola?

“Dopo un viaggio di tre ore stipati su un pulmino sovraccarico di una sessantina di bambini, dai tre anni in su, arriviamo a Nosy Faly. Un’isola praticamente deserta, dove troviamo ad accoglierci solo una grande casa vuota. Ricordo che ciascun bambino ha steso ordinatamente la propria stuoia per dormire. Ognuno di loro aveva in dotazione una stuoia, un bicchiere di plastica e uno spazzolino, che gli avevamo regalato per insegnare loro a fare l’igiene orale.

All’ora del pasto i bambini si mettevano in fila per ricevere nel piatto del brodo, cucinato sul fuoco in grandi pentoloni. Poi ognuno ripuliva il piatto con la sabbia, lo sciacquava in mare e riponeva con cura quanto gli era stato dato.

Ecco, il mio primo ricordo sono loro, i bambini“.

Cosa hai provato in quei giorni sull’isola?

“Ero in un posto incredibile, che mi permetteva un immenso contatto con la natura ma dentro di me sentivo un profondo senso di vuoto, una grande desolazione.

Danilo, al contrario, vedevo che si riempiva dei colori, degli odori, dei suoni di quella terra, diceva che era il luogo in cui avrebbe desiderato trascorrere parte della sua vita per realizzare qualcosa di concreto.

Al rientro in Italia abbiamo subito provato a dare forma a ciò che avevamo sentito dentro, ai nostri pensieri: nasce così l’Associazione New Generation Nosy Faly Onlus, e si concretizza la scelta di Danilo di trasferirsi stabilmente sull’isola, interrompendo la sua carriera di ballerino e insegnante di danza qui in Italia“.

Che cosa è quindi New Generation Nosy Faly, e quali sono i suoi obiettivi?

“E’ la riposta che abbiamo pensato di dare ad una terra che ti si offre davanti con le sue bellezze ma che ti mostra con altrettanta schiettezza quali e quanti sono ancora i bisogni e le necessità  di una comunità che cerca di sopravvivere al meglio.

L’Associazione New Generation Nosy Faly nasce nel 2013 grazie al supporto di tanti sostenitori e volontari, con un duplice obiettivo: sanitario ed educativo”.

Ci puoi spiegare meglio cosa avete fatto e state continuando a fare in ambito sanitario?

“Innanzitutto abbiamo cercato di creare le condizioni per migliorare la qualità  di vita della popolazione. La situazione sanitaria a Nosy Faly è critica: le malattie veneree sono molto diffuse, e i bambini ne sono spesso i portatori; gli incesti tra consanguinei hanno portato ad una elevata incidenza di nascituri con problematiche fisiche e psichiche; prima del nostro intervento non vi era sul territorio possibilità  di accedere a cure mediche.

Abbiamo quindi agito immediatamente sul contesto ambientale: nel 2013 abbiamo portato la luce sull’isola, e abbiamo reso fruibile un pozzo per l’approvvigionamento di acqua potabile. E’ stato istituito un presidio medico, con un dispensario cui attualmente accedono mediamente quindici persone al giorno, con ogni tipo di bisogno. Nei periodi in cui sono stata presente io, giungevano quotidianamente da ogni parte dell’isola circa ottanta persone per ricevere cure dentarie.

Abbiamo anche coinvolto la popolazione cercando di agire sulla prevenzione in ambito sanitario, in particolare con le donne rispetto al tema della sessualità  e della contraccezione”.

 

Dal punto di vista educativo in quale direzione state agendo?

“Educazione, istruzione e formazione al lavoro sono le nostre parole chiave. Puntiamo sulle nuove generazioni perchè acquisiscano competenze e abilità  in ambito lavorativo per migliorare il loro futuro, quello della loro comunità , del loro territorio.

Prima se un bambino voleva andare a scuola doveva percorre più di otto chilometri per raggiungerla: l’istruzione scolastica era praticamente inaccessibile! Non vi era nessuna attenzione rispetto al fatto che i ragazzi studiassero e si formassero: per gli uomini il destino E’ diventare pescatori, per le donne diventare mamme a tredici/quattordici anni.

Per darti alcuni elementi concreti: nel 2014 è stata realizzata la scuola materna, che ad oggi ospita circa sessanta bambini. Nel 2016 è stata inaugurata la scuola elementare che, nelle cinque classi, accoglie circa trecento bambini.

E ci tengo ad aggiungere che abbiamo deciso di costruire una scuola laica, che vede la compresenza di bambini cristiani, musulmani e animisti. Non vogliamo che esistano discriminazioni, per noi è importante lo scambio, l’integrazione, nel rispetto degli equilibri di una comunità che da subito si è mostrata pronta ad accoglierci”.

E’ stata costruita anche una casa famiglia, so che ci tenete molto.

“Si, il desiderio di realizzarla è nato subito, appena Danilo ha deciso di stabilirsi a Nosy Faly. E’ stata completata nel 2015 ed ora accoglie sedici bambini“.

Tanti progetti realizzati…quale è stata, secondo te, la chiave che vi ha permesso di vedere accolte le vostre proposte dalla comunità  locale?

“Sicuramente l’essere partiti dal territorio, creando delle relazioni stabili e significative con figure autorevoli, che potessero fare da ponte tra noi e la popolazione, e coinvolgendoli nella realizzazione di ciascun progetto. La comunità  ci ha ben accolto perchè da subito ha compreso che apportavano beneficio alla loro società , senza volerla snaturare”.

Tanti obiettivi raggiunti ma ancora molto da fare, tante idee e il crescente bisogno di volontari, giusto Nicoletta?

“Giusto! Abbiamo appena concluso il “Progetto Sarti” grazie alla presenza di una volontaria giunta dal Portogallo. Abbiamo comprato venti macchine da cucire a manovella, per non usare l’elettricità , e abbiamo reso possibile a donne e uomini che lo desiderassero la frequenza di un corso della durata di tre settimane che permettesse loro di acquisire questa competenza.

Tempo fa alcuni volontari hanno fatto funzionare dei pannelli solari e si sono adoperati per insegnare ai ragazzi piccole riparazioni elettriche.

Stiamo lavorando affinchè, grazie anche all’aiuto di donazioni dall’Italia, prenda avvio in concomitanza con l’inizio del nuovo anno scolastico, il “Progetto Academy” che darà  la possibilità a bambini e ragazzi di formarsi nelle arti, danza e musica. Un modo per formare, educare, diffondere la cultura.

Le competenze e le abilità  di ognuno sono ben accette, la ricerca di volontari che vogliano dedicare almeno due settimane del loro tempo a Nosy Faly è sempre attiva. Quindi vi aspettiamo, perchè, come dice Danilo: – Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo -” (Mahatma Gandhi).

 

Sara Petoletti

PHI Foundation

SAN PATRIGNANO: DIGITAL FOR NON PROFIT

San Patrignano: Digital For Non Profit – D4NP: appuntamento il 16 settembre per fare il punto sullo stato del digitale nel mondo non profit Realizzato in collaborazione con la Comunità San Patrignano, l’evento è gratuito e si rivolge a esperti del digitale e operatori del mondo delle ONP, ma anche a rappresentanti del mondo delle aziende e delle istituzioni.

 

Diversi gli interventi di importanti personalità, dal Ministro dello Sviluppo Economico Calenda al Managing Director di Google Italia Vaccarono.

 

D4NP – Digital For Non Profit: è questo il nome del primo evento italiano che propone una panoramica aggiornata sullo stato del digitale nel mondo non profit. Realizzato in collaborazione con la Comunità San Patrignano, D4NP è un evento gratuito in cui esperti del digitale, rappresentanti del mondo delle aziende e delle istituzioni così come operatori delle ONP, startup e appassionati, si riuniscono per fare networking e condividere conoscenze, strumenti ed esperienze.

 

L’obiettivo? Analizzare e capire come le realtà che operano nel e con il terzo settore possano sfruttare al meglio le potenzialità del digitale.

 

“Il Mondo del terzo settore è in crescita nell’economia italiana: più di 300mila realtà con Un milione di lavoratori retribuiti e con un volume economico che supera i 64 miliardi di euro l’anno. È un settore che sta vincendo grandi sfide, anche grazie al digitale, quindi, è arrivato il momento di fare il punto sullo stato dell’arte digitale per il mondo non profit e intraprendere questo percorso insieme alla Comunità di San Patrignano, partner importante e di riferimento su temi sociali.”.

 

Il programma e gli ospiti Durante la prima edizione di D4NP, in programma sabato 16 settembre presso gli spazi della Comunità, saranno affrontate tematiche concernenti le strategie di comunicazione online, al digital fundraising, all’utilizzo dei social network, alla creatività online e al cross media Strategy.

 

Ampio spazio non solo alla parte formativa e di aggiornamento, ma anche alla presentazione di strumenti digitali utili a tutte quelle realtà che lavorano in ambito non profit e che vogliono migliorare le proprie modalità di approccio al digitale.

 

Un’intera giornata all’insegna del networking e della condivisione con le ONP vere protagoniste, grazie anche a una tavola rotonda – Digital Onlus – che vede la partecipazione di Enrica Zamparini, Responsabile Fundraising e Comunicazione della Comunità San Patrignano: “Oggi le organizzazioni no profit non possono fare a meno del digitale – dichiara Enrica. Grazie al web e ai social network ogni realtà sociale ha un accesso diretto per farsi conoscere sia da chi potrebbe aver bisogno del suo aiuto, sia da chi vorrebbe condividerne la causa e sostenerla. Il dialogo fra le parti è immediato e le opportunità per le Onlus aumentano di giorno in giorno. La difficoltà è riuscire a coglierle e in particolare riuscire a prevedere il comportamento del donatore, rispetto al passato sempre più stimolato e portato a sostenere più associazioni, ma allo stesso tempo sempre più attento alla serietà e realizzazione dei progetti”.

 

Social Innovation e Corporate Social Responsability altri due temi da focalizzare.

 

Roberta Cocco (Assessore Trasformazione digitale del Comune di Milano), Stefano Barrese (Responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa San Paolo), Marco Gualtieri (Presidente Seeds&Chips) e Maximo Ibarra parleranno, appunto, di innovazione sociale, mentre Enrico Cereda (Presidente e AD IBM Italia) terrà un intervento intitolato “Digital e Corporate Social Responsibility”.

 

L’evento, poi, sarà scandito da interventi delle più importanti personalità, Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico, oltre a esponenti del mondo aziendale come Accenture, IGPDecaux, IBM, Intesa San Paolo e al Managing Director di Google Italia, Fabio Vaccarono.

 

Inoltre, all’interno di un evento che mette al centro il rapporto tra il mondo digitale e quello legato alle organizzazioni non profit, non poteva mancare una Startup Competition, realizzata dal team organizzativo del Web Marketing Festival.

 

Sul palco della Plenaria e alla presenza di importanti professionisti, si confronteranno i tre progetti innovativi, a forte rilevanza sociale, selezionati. Sarà poi il voto del pubblico presente in sala a decretare la “Best Social Startup del 2017”, che si aggiudicherà il premio in Consulenza Search Marketing del valore di 5.000 euro.

 

San Patrignano è una casa, una grande famiglia che offre aiuto a giovani con problemi di tossicodipendenza. Fondata da Vincenzo Muccioli nel 1978, ha accolto oltre 25.000 persone donando loro una casa, assistenza sanitaria, e legale, possibilità di studiare e imparare un lavoro, cambiando vita e rientrando a pieno titolo nella società. Il tutto gratuitamente, senza oneri né per lo Stato né per le famiglie. A San Patrignano sono in questo periodo presenti 1300 ragazzi, è un modello di impresa sociale, conquistato con dura dedizione, con sacrificio personale e con tanta volontà da migliaia di ragazzi che lì hanno ritrovato dignità e rispetto per se stessi. San Patrignano crea per ogni ragazzo l’opportunità di scegliere, tra diverse possibilità di formazione, la più vicina alle proprie attitudini. Il percorso di recupero della propria dignità, infatti, passa anche attraverso il riconoscimento del valore della bellezza e della qualità come espressioni dell’impegno profuso.

 

PHI Foundation Social Innovation Community

È il nuovo modo di concepire l’engagement sociale al servizio della collettività e del non profit

 

La Social Innovation (Innovazione Sociale) è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali della comunità mediante la responsabilizzazione degli individui e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

 

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Alessandro Roma

PHI Foundation

INSIEME A COOP LOMBARDIA SI AIUTA CHI HA BISOGNO

Insieme a COOP Lombardia Aiuta chi ha bisogno: dal 7 al 10 settembre acquista nei negozi COOP Lombardia prodotti per la scuola e donali a chi ne ha bisogno.

Torna, dopo il successo delle ultime quattro edizioni, “UNA MANO PER LA SCUOLA”, il progetto che vede protagonisti PHI FOUNDATION, ISTITUTO ITALIANO DELLA DONAZIONE (IID) e COOP LOMBARDIA, con l’obiettivo di aiutare concretamente le famiglie bisognose in Italia e all’estero, nel periodo critico quanto oneroso del ritorno sui banchi di scuola.

Coop Lombardia, attraverso Organizzazioni Non Profit selezionate, con questa iniziativa offre ai propri clienti e soci la possibilità di REGALARE PRODOTTI DI CANCELLERIA AI BAMBINI DI FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ. PHI Foundation e l’Istituto Italiano della Donazione, partner dell’iniziativa dal suo primo lancio, collabora quest’anno proponendo 13 ASSOCIAZIONI FACENTI PARTE DI IO DONO SICURO, unico database in Italia composto solo da Organizzazioni Non Profit verificate.

Le associazioni non profit presidieranno i singoli punti vendita ed illustreranno i progetti ai quali verranno devoluti I PRODOTTI SCUOLA COOP. Nelle giornate del 7, 8, 9 E 10 SETTEMBRE (domenica 10 settembre solo per i punti vendita di Coop Lombardia che osserveranno l’apertura domenicale), I CLIENTI ED I SOCI COOP troveranno all’interno dei punti vendita i volontari delle associazioni che distribuiranno ai clienti le shopper nelle quali riporre i prodotti donati che si potranno riconsegnare all’uscita.

Ogni cliente COOP potrà così “DARE UNA MANO” in modo semplice e concreto.

Hanno scelto di aderire all’edizione 2017 di “UNA MANO PER LA SCUOLA”:

A SMILE FOR CAMBODIA;

CESAR – FONDAZIONE MONS. CESARE MAZZOLARI ONLUS;

COOPERATIVA SOCIALE COMIN;

FAV – FONDAZIONE AMBROSIANA PER LA VITA;

FONDAZIONE ARCHÈ ONLUS;

FONDAZIONE PER LA PROMOZIONE UMANA E LA SALUTE – PRO. SA ONLUS;

GRUPPO ALEIMAR ONLUS;

KOINÈ COOPERATIVA SOCIALE ONLUS;

INFORM-AZIONE DONNA BAMBINI ANCORA ONLUS;

INSIEME INTELLIGENTI;

MANI TESE ONG ONLUS;

MLFM – MOVIMENTO PER LA LOTTA CONTRO LA FAME NEL MONDO;

PROJECT FOR PEOPLE ONLUS.

Lo scorso anno 13 associazioni facenti parte di IO DONO SICURO hanno partecipato all’iniziativa raccogliendo materiali per un valore stimato di CIRCA 54.000 EURO.

 

PHI Foundation Social Innovation Community

È il nuovo modo di concepire l’engagement sociale al servizio della collettività e del non profit

 

La Social Innovation (Innovazione Sociale) è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali della comunità mediante la responsabilizzazione degli individui e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

LE MAMME AL CAFFÈ: UNA RETE DI SOLIDARIETÀ

Chi lo ha detto che la solidarietà passi necessariamente dall’aiutare il prossimo e sostenere qualcuno fondando una Onlus, o costituendo un’associazione?

Oggi vi voglio far conoscere una bellissima realtà nascosta, una realtà che credo e spero esista in molte città d’Italia e non solo. La collaborazione, la solidarietà e gli aiuti che molte donne di oggi, molte mamme, molte lavoratrici sono capaci di mettere in atto senza farsi pubblicità, senza mettersi in mostra.

Non è affatto vero che tra donne c’è solo molta rivalità ed invidia, ci sono donne in carriera, mamme lavoratrici che sono capaci di creare un network di solidarietà molto forte.

Dove lo stato fallisce, dove molti uomini scompaiono, dove la famiglia per i più svariati motivi non può esserci, ci sono le mamme.

A Milano, come per molte altre città, la vita di una donna che lavora e ha dei figli non è poi così semplice, specie se non puoi contare su molti aiuti, neppure quelli che la società dovrebbe fornirti.

La situazione è così per la maggior parte di queste persone ma davanti ad un caffè e a qualche minuto in più se riesci a conoscerti ad avere un pò di fiducia negli altri puoi scoprire un mondo di aiuti e collaborazione ed è quello che è capitato a me.

Ci si incontra sempre di fretta e velocemente al solito bar, ci si confronta, ci si confida. Oggi ho un cliente importante, dove li metto i bambini? Chi li porta a sport? Dall’amico? Alla festa?

Ed ecco che si alza una mano, oggi sono libera te li porto io ma domani ho un impegno importante, mi aiuteresti tu?  Io ho una cena aziendale la tata non vuol venire di sera dovrò rinunciare? …Perché mai, lo invitiamo noi il tuo bimbo, una bella pasta al pesto e poi può rimanere a dormire da noi così il giorno dopo si va assieme a scuola …

Ed ecco che nasce una magnifica associazione, una rete di solidarietà. Ci si incontra tutte le mattine al caffé, a volte si è in 4, a volte in 2 certe volte in 7 e il bar fa fatica ad ospitarci e per 20 minuti dopo aver lasciato i bimbi e prima di entrare in ufficio, ci si racconta, ci si dividono i compiti, i ragazzi, le mansioni.

Ma le donne non sono esclusive e capita che a questi raduni si affacci qualche volte un papà, un po’ incuriosito e un po’  intimorito… . Sì, in fondo ci si perde anche a spettegolare e a chiacchierare di tutto ma proprio tutto.

L’importanza del network di essere capaci di far rete si può applicare in molti campi della propria vita e non solo sul web e sul lavoro. Le relazioni che nascono, la solidarietà, l’umanità che si sperimenta condividendo, confidandosi e confrontandosi possono portare ad una solidarietà, un’amicizia e ad un’avventura meravigliosa.

Grazie mamme!

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

VIVA GLI ANZIANI: UN’ORA DI VOLONTARIATO PUÒ CAMBIARE DELLE VITE

Due bellissime lettere, due richieste di aiuto che non sono passate inosservate, che fanno riflettere e fanno capire. Queste sono le parole raccolte dalla Comunità di Sant’Egidio, che nel 2004 a Roma hanno fatto nascere il programma “Viva gli Anziani ”, realizzato grazie al volontariato di molte persone.

Sono le parole di Anna, che non vuole più vivere da sola ed entra in un istituto, ma si sente un numero senza identità e ha paura di dimenticarsi anche il proprio nome. Anna ha ancora molto da dare, può essere una buona ascoltatrice, può dare buoni consigli, può essere un’amica a cui regalare un’ora del proprio tempo e in cambio ricevere un affetto e un amore sincero.

Maria invece sa che non potrà continuare a farcela da sola, uscire a fare la spesa a volte è difficoltoso, le incombenze di casa sono ormai troppo pesanti e l’aiuto di una colf non se lo può permettere.  Ma l’istituto proprio no. Le sue foto, i suoi mobili… poter mangiare quando vuole e quello che vuole, poter vedere la tv anche di notte, quando soffre di insonnia. Vorrebbe mantenere la propria libertà ma così non può che attendere l’aiuto di qualcuno che si ricordi di lei. Queste ed altre accorate testimonianze hanno portato la Comunità di Sant’Egidio a far decollare il progetto di solidarietà per gli anziani.

Sulla scia dell’esperienza di Roma, Riccardo Mauri della Comunità di Sant’Egidio a Milano, insieme ad altri volontari, decidono di creare anche a Milano un modello di struttura d’accoglienza alternativo alla casa di riposo. Per realizzare il progetto, iniziano a cercare una casa dove degli anziani possano convivere e condividere la spesa di badanti e colf.

Partecipano così ad un bando del comune di Milano e con tanto impegno e volontà si aggiudicano una bellissima casa, in zona Lambrate, confiscata alla mafia. Che grande soddisfazione!

I lavori hanno inizio, l’obiettivo è creare una vera e propria abitazione con cucina, soggiorno, tre camere da letto e tre bagni, adatti alle esigenze e alla mobilità di un anziano. Per fortuna i volontari sono tanti e così grazie a donazioni, Onlus e Volontariato si portano a termine i lavori e la ricerca degli anziani disponibili a fare questa esperienza.

La prima è Luigia, una signora forte e dinamica, ultra ottantenne che accetta la sfida e per prima entra a far parte del team. Racconta le sue iniziali titubanze nel dover condividere una casa con delle persone estranee, ciascuna con le proprie abitudini, ma ben presto si ricrede. La famiglia si allarga, a volte ci si dà un po’ fastidio, è vero, ma è bello condividere, partecipare e donare il proprio tempo agli altri. Due badanti seguono quotidianamente gli anziani dandosi il turno, passano familiari e amici e soprattutto i volontari, persone speciali che offrono il loro tempo e la loro amicizia.

Se anche voi volete donare un po’ del vostro tempo a questi anziani e trascorrere un’ora della vostra giornata con loro, sono sicura che ne rimarrete affascinati. Per informazioni potete contattare Riccardo Mauri al 3398382974.

E ora non mi resta che aggiungere Viva gli Anziani, Viva il volontariato.

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

A&I Onlus : Aperitivo in carcere

Prendere un aperitivo può essere un’esperienza particolarmente interessante e coinvolgente. Eh sì, perché a Milano è possibile farlo all’interno del carcere di S. Vittore.

Esiste un’associazione, l’A&I Onlus Cooperativa Sociale per la formazione e per il lavoro che, attraverso i suoi soci, i volontari e i donatori, si impegna a costruire le migliori condizioni per l’integrazione sociale e lavorativa di soggetti che godono di minori opportunità.

Uno dei progetti della A&I Onlus si chiama Libera Scuola di Cucina e coinvolge donne e giovani uomini  (18 -25 anni) detenuti, in un percorso formativo per sviluppare competenze professionali, spendibili nel settore della ristorazione. La particolarità di questa iniziativa è l’organizzazione di eventi didattici (aperitivi, cene, buffet, feste a tema) che coinvolgono la comunità esterna al carcere.

Vengo a conoscenza del progetto, la curiosità è tanta e l’iscrizione pressoché immediata. Mi iscrivo con un’amica e dopo aver compilato i documenti necessari siamo “ammesse”.

Qualche giorno dopo ci troviamo davanti al carcere San Vittore  e, terminati i controlli di routine, ci vengono aperte le porte di un corridoio, dal quale si può accedere sia all’area dove sono detenute le donne sia a quella dei giovani uomini. Siamo circa 60 partecipanti.

Durante il tragitto che ci porterà a scoprire com’è strutturato il carcere, una responsabile A&I del progetto Libera Scuola di Cucina ci racconta delle condizioni disumane dei carcerati prima del 2013, anno in cui l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea. Da allora, per i detenuti si è aperta la possibilità di avere più spazi di movimento e di seguire proposte formative, corsi e scuole. Servizi quasi totalmente erogati da Associazioni di Volontariato, Onlus, Organizzazioni no profit o singoli individui che si dedicano al volontariato.

Raggiungiamo una zona super blindata, dalla quale partono i “raggi”, dove sono rinchiusi gli uomini con più di 25 anni da scontare. Ogni raggio corrisponde ad una pena detentiva e raggruppa persone che hanno commesso reati simili o di simile grado.

I detenuti più giovani sono tenuti lontani da quelli più grandi, per evitare che vengano influenzati negativamente, nel tentativo così, di avere maggiori possibilità di reinserimento nella società. Soprattutto per loro e per le donne, il carcere di San Vittore offre corsi tipo questo, legato alla cucina o di fotografia, di pittura o di giardinaggio, ecc.

Ai giovani viene offerta la possibilità di finire gli studi e c’è chi sta facendo l’università. Tutto questo sempre grazie ad organizzazioni di volontariato, Onlus e cooperative.

Oltre alla responsabile della A&I Onlus, siamo accompagnati nel percorso da due detenuti che ci illustrano le condizioni e la vita del carcere. Al termine ci riportano nel primo corridoio per offrirci l’aperitivo che hanno preparato per noi.

Durante l’aperitivo, parlo con alcune detenute. Per loro siamo una bella “boccata” d’aria. A noi offrono una bellissima ospitalità, un gustoso aperi-cena e soprattutto ci fanno partecipi di un pezzettino della loro vita.

Ammiro e ringrazio la A&I Onlus per i progetti che porta in carcere, volti ad aiutare i detenuti in modo che, a pena conclusa, possano reintegrarsi nella società. Ma anche a sensibilizzare l’esterno su una realtà spesso ignorata.

Per partecipare e sostenere la A&I, potete andare sul loro sito e fare una donazione, qui potete trovare il progetto della Libera Scuola di Cucina, in questa pagina potrete cliccare sul link http://www.aei.coop/xpr-evento/. dove è possibile vedere il calendario dei prossimi eventi ed iscrivervi.

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

SALVA LA ZAMPA: CANI E GATTI PRONTI PER ESSERE ADOTTATI

Oggi vi voglio portare in un mondo magico, Salva la Zampa, dove cani e gatti abbandonati vengono salvati, dove ci sono degli “angeli custodi” che dedicano il loro tempo libero, e non solo, a curare, accudire e salvare animali “sfortunati”.

Salva la Zampa è un’associazione iscritta all’Anagrafe Unica delle Onlus dalle Agenzia delle Entrate della Regione Lombardia fondata da Corinna Epifania che con una “squadra” di persone esperte e non,  legate dalla passione e dal rispetto per gli animali, salvano, curano, coccolano e trovano casa a cani e gatti abbandonati.

Corinna, grazie al fondamentale aiuto dell’instancabile Cristina D’Alessandro, veterinaria che da anni si occupa di randagi e abbandonati e al prezioso supporto di una decina di volontari, aiuta tanti pelosi in difficoltà, che siano belli o brutti, vecchi o giovani, malati o sani, portatori di handicap o no, tutti, ma proprio tutti hanno diritto alla felicità, ad una famiglia che si prenda cura di loro. Questo è l’unico e più importante obbiettivo dell’associazione!

Purtroppo però in Italia raggiungere questo obbiettivo non è così facile, perché pochi sono disponibili ad adottare un cane non più giovane, non di razza, con un handicap che necessita oltre che di coccole anche di cure.

Per questo motivo, Corinna, donna dinamica ed internazionale, grazie al suo background è riuscita a mettersi in contatto con delle associazioni tedesche che negli ultimi anni hanno permesso di salvare molti cani.

La cultura tedesca, nel bene e nel male è molto più avanti di quella italiana nei confronti di questo tipo di adozioni, sono più formati e preparati.

Le famiglie tedesche sono più disponibili nell’accettare nel proprio nucleo un cane vecchio o non più giovane, anche non proprio bello e portatore di handicap.

Le onlus tedesche che si occupano di far adottare questi cani abbandonati sono più organizzate e hanno anche un canale di stallo, che significa che hanno una serie di famiglie disposte ad ospitare questi animali in attesa che vengano adottati definitivamente da una famiglia disposta a dare e ricevere coccole.

Un’altra cosa molto interessante è il corso anti-caccia organizzato da queste associazioni. Una buona parte dei cani abbandonati, specie in Lombardia e Piemonte, sono i cani da caccia che ormai vecchi per il loro lavoro vengono allontanati dai loro padroni e molte volte lasciati per strada.

Questi cani in realtà non sono mai stati in famiglia e sono ossessionati da qualsiasi cosa si muova. Nei corsi anti-caccia gli addestratori insegnano a questi animali a stare in famiglia e ad incanalare il loro istinto in giochi ludici, come il riportare un oggetto, o in qualche sport, diventando così dei veri e propri giocherelloni.

Salva la Zampa non è una realtà grandissima ma riesce a salvare all’anno in media ben 100 cani di cui l’80% trovano casa in Germania.

I cani che arrivano a Salva la Zampa vengono quindi preparati per essere proposti sia in Italia sia in Germania. I cani hanno così doppia vaccinazione quadrivalente, la rabbia, il chip, un passaporto, il test per le malattie mediterranee (leishmania, ehrlichia, rickettsia, filaria, anaplasma, borrelia) e la sterilizzazione.

Nel sito www.salvalazampa.eu potete trovare foto e video dei cani e dei gatti disponibili per un’adozione.

Quindi cosa aspettate? Passate da Salva la Zampa e imparate ad amare i cani anche senza  pedigree e con qualche anno in più. Vedrete non ve ne pentirete…. e se proprio non potete portarlo a casa con voi, due mani in più per aiutare questi pelosi non bastano mai!

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

CONOSCI LA GIORNATA DEL NASO ROSSO ?

Il naso rosso è  il simbolo per eccellenza dei clown, icone del circo e di sketch comici ma anche soggetti tetri e pericolosi se associati al libro di Stephen King, It.

Ma il naso rosso rappresenta anche il simbolo di tutti quei volontari che con la clownterapia si impegnano a portare un sorriso in ospedali, case di riposo e strutture sanitarie ai malati ed a chi si sente triste e solo.

Tra le associazioni che promuovono e incentivano il volontariato clown non solo in Italia, ma anche nel Terzo Mondo, troviamo VIP Italia Onlus.

VIP (Viviamo In Positivo) Italia Onlus è la federazione che collega e coordina 57 associazioni VIP sparse in tutto il territorio italiano e nella Repubblica di San Marino con l’obiettivo di: fornire e garantire una formazione costante ai 4400 volontari clown che prestano regolarmente servizio nelle oltre 200 strutture ospedaliere e sanitarie in tutta Italia; promuovere il Vivere in Positivo e il volontariato clown in ogni situazione di disagio fisico o sociale in Italia ed anche nel Terzo Mondo; sensibilizzare al Vivere in Positivo attraverso eventi, pubblicazioni e testimonianze.

La Onlus organizza, ogni 21 maggio, la Giornata del Naso Rosso: una giornata dedicata alla raccolta fondi per i progetti in agenda ed a sensibilizzare l’opinione pubblica diffondendo il pensiero positivo, fondamento dell’associazione.

Quest’anno l’evento vedrà la partecipazione di circa 4 volontari clown Vip (riconoscibili dal camice identificativo della Onlus, con la scritta Viviamo in Positivo sulla schiena, colletto rosso, maniche rigate e tesserino identificativo) e solo loro saranno autorizzati a raccogliere fondi nelle diverse piazze italiane a nome di VIP.

Partecipa anche tu alla Giornata del Naso Rosso per donare un sorriso a chi soffre, puoi trovare maggiori informazioni e l’elenco delle piazze in cui saranno presenti i volontari VIP al link: http://www.giornatadelnasorosso.it/le-piazze-2017

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

Raccolta Fondi Online

Vuoi migliorare la tua raccolta fondi online?

Vuoi migliorare la tua raccolta fondi online? Ecco 3 utili consigli da tenere a mente.

Nell’era digitale le organizzazioni non profit devono prestare sempre più attenzione alla comunicazione. Lasciate a casa le grandi idee, per realizzare una raccolta fondi online di successo puntate tutto sulla semplicità.

Come direbbe il cantautore folk Pete Seeger:
“Qualsiasi sciocco può fare qualcosa di complesso; ci vuole un genio per fare qualcosa di semplice.”

Agevolare chi desidera compiere donazioni online dev’essere l’obbiettivo primario di qualsiasi campagna di Social Fundraising.

Quindi, come organizzare una raccolta fondi online efficace? Ecco qualche utile consiglio.

#Rassicurare

Rassicurare chi intende donare è importantissimo. É essenziale in una raccolta fondi online generare fiducia. Rendere trasparente la transazione è fondamentale. Crea una landing page in grado di rassicurare. Il linguaggio dovrà essere chiaro e confortevole.

Rassicurare

Per esempio, inserire vicino al pulsante “Procedi con la donazione” parole o immagini che infondano sicurezza può rivelarsi estremamente utile.

#Mostra

In un progetto di raccolta fondi online è fondamentale far capire in poche parole di cosa si occupa la onlus e lo specifico progetto.

Mostra-raccolta-fondi

Attirare l’attenzione attraverso l’utilizzo di immagini è molto importante. Se riusciamo in quei pochi secondi a catturare l’interesse dell’utente con un’immagine e un testo semplice, abbiamo buone possibilità che il donatore continui a leggere e resti il tempo necessario per decidersi sul fare o meno una donazione.

#Dove finiscono i soldi?

Alzi la mano chi almeno una volta non ha pensato a questa frase: “ma quei soldi arriveranno mai a destinazione?”

Dove-finiscono-i-soldi

É importante in una campagna di raccolta fondi online mostrare dove andranno gli aiuti e come saranno spesi. Rassicurare il donatore è fondamentale. Chi è intenzionato a procedere con una donazione online deve sapere esattamente come sarà impiegato il suo aiuto. Il donatore è il protagonista!

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

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Uova per il Kurdistan

UOVA DI PASQUA PER LE VITTIME DEL KURDISTAN

Negli ultimi mesi le vicende legate alla guerra siriana riempiono le pagine di cronaca nera, ma anche i territori confinanti con la Siria, come il Kurdistan, vivono da tempo drammi senza fine.

Il Kurdistan ha una particolarità: è una nazione ( non uno Stato indipendente) la cui popolazione ha subito nel XX secolo tragiche politiche di discriminazione razziale da parte di Turchia e Siria, che hanno tentato con ogni mezzo di negare l’identità e l’esistenza stessa del popolo curdo.

Per aiutare gli abitanti del Kurdistan, ed in particolare le famiglie delle vittime di Cizre, l’associazione Verso il Kurdistan Onlus ha organizzato la campagna uova di Pasqua 2017.

Verso il Kurdistan Onlus nasce con l’obiettivo di sostenere progetti di cooperazione, sviluppo locale e dei diritti umani nel Kurdistan turco per interrompere la spirale di violenza, guerra e militarizzazione che coinvolge la regione e costituisce una minaccia per la pace in tutto il Medioriente.

La campagna uova dell’associazione è realizzata in collaborazione con Rete Kurdistan Italia​ e con il sostegno del CSVA e il ricavato sarà utilizzato per aiutare le famiglie delle vittime della città martire di Cizre.

Questa  città è definita la Guernica kurda, per richiamare al celebre dipinto di Pablo Picasso, perché ha subito in passato  mesi di bombardamenti che hanno distrutto tutto e lasciato solo rovine.

Il costo delle uova pasquali è di  12  euro per ogni uovo fondente o al latte, del peso di 500 grammi, e la Onlus si rende disponibile, a fronte di un certo quantitativo di uova prenotate, anche ad effettuare il trasporto in loco.
Sostieni anche tu le famiglie delle vittime della città di Cizre, la Guernica del Kurdistan: per maggiori informazioni puoi consultare il sito www.versoilkurdistan.blogspot.com o inviare una mail all’indirizzo: versoilkurdistan@libero.it

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Nicola Minerva

PHI Foundation

palloncino blu autismo

UN PALLONCINO BLU PER ABBATTERE LE BARRIERE DELL’AUTISMO

L’autismo  è una patologia caratterizzata dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale che provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi.

Il 2 Aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata della Consapevolezza dell’Autismo (WAAD, World Autism Awareness Day) per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo disturbo e molte associazioni, tra cui ANGSA organizzeranno manifestazioni ed eventi in tutto il territorio nazionale.

L’ANGSA è l’ Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici ed è nata nel 1985, con lo scopo di difendere i diritti delle persone con autismo e delle loro famiglie. E’ formata da genitori, familiari e tutori di persone nello spettro autistico ed è una Onlus articolata sul territorio nazionale con una sede centrale, 18 sezioni regionali e 24 locali federate “aventi propria personalità giuridica”.

Uno degli eventi principali organizzati quest’anno da ANGSA si svolgerà a Ladispoli, in provincia di Roma, in piazza R.Rossellini dalle 10 alle 17 e nel corso dell’evento un gruppo di volontari di ANGSA Lazio distribuiranno i volantini dell’associazione e saranno disponibili a parlare della patologia e delle difficoltà che le persone con autismo e le loro famiglie vivono quotidianamente.

Regaleranno inoltre palloncini “BLU” (colore dell’autismo) e insegneranno ai più piccoli a fare sculture con i palloncini modellabili.

Ma la special guest dell’evento sarà Ralph Spaccatutto, per rendere omaggio al  tema della campagna del WAAD di quest’anno dal titolo  Break barriers together for autism. Let’s build an accessible society”, cioè “Abbattiamo insieme le barriere per l’autismo. Costruiamo una società accessibile” .

Sostieni anche tu  ANGSA nelle sue battaglie per difendere i diritti delle persone malate di autismo, per maggiori informazioni su come contribuire alla causa puoi consultare il sito http://angsa.it/cosa-puoi-fare/.

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

storytelling

Storytelling: per una Onlus strumento efficace di content marketing e brand identity

Lo storytelling è una tecnica narrativa che permette a chi ci legge o ascolta di vivere una esperienza emozionale. Quello che succede quando assistiamo a un’opera teatrale o a un film che ci appassiona è di entrare nel vissuto del protagonista e vivere con lui l’impresa, il viaggio o l’avventura che sta affrontando.

Lo stesso meccanismo accade con lo storytelling: studi neurologici dimostrano che il nostro cervello risponde agli stimoli prodotti dalla narrazione come se stessimo provando gli stessi sentimenti o compiendo le stesse azioni del personaggio principale del racconto.

Lo storytelling può essere per una Onlus una delle migliori tecniche di content marketing che, fra l’altro, si può facilmente declinare sia sui canali di comunicazione offline che online. Chi più di una Onlus può avere interesse a trasmettere le proprie idee e i propri valori tramite una storia d’impatto?

Per garantire l’efficacia della narrazione uno storytelling deve contenere degli elementi chiave:

  1. una trama epica con eroi che compiono un’impresa difficile o rischiosa;
  2. un melodramma con personaggi fragili o indifesi che poi trovano il loro riscatto nel raggiungimento dell’impresa o, al contrario, una commedia in cui i personaggi vivono situazioni ironiche e leggere. Ad esempio, il FAI (Fondo Ambiente Italiano) in occasione della Campagna #FAImarathon ha realizzato un video in chiave ironica per avvicinare agli Italiani l’arte nascosta dentro palazzi e portoni. Lo stratagemma utilizzato per far entrare negli edifici storici i passanti che camminano assorti nei loro pensieri e dimentichi delle meraviglie artistiche del loro paese è stato far parlare i citofoni.
  3. infine non può mancare una saga romantica in cui momenti negativi si concludono con epiloghi positivi.

In uno storytelling  di successo si possono annoverare altri 3 elementi che potenziano l’evoluzione narrativa:

  1. i nemici: cercano di ostacolare gli sforzi del protagonista nel compimento dell’impresa.

Un ottimo esempio possiamo trovarlo all’interno di uno dei villaggi esperienziali allestiti da Save the Children in varie città italiane in occasione della Campagna EveryOne contro la mortalità infantile. Chi visitava il villaggio riceveva un badge con il nome di un operatore o operatrice Save the Children e, attraverso un gioco interattivo, poteva fare l’esperienza di dover raggiungere nel minor tempo possibile un villaggio per portare aiuto ad una mamma e a un neonato pedalando su una bici-ambulanza collegata a un monitor. Durante il percorso incontrava vari nemici come la lunga distanza, la pioggia, il freddo, la strada poco asfaltata e altri ancora. Proprio tali avversità aiutavano a far comprendere cosa volesse dire fare l’operatore sanitario in zone povere e remote.

  1. gli amici del protagonista: lo aiutano nel raggiungere la meta. Prendiamo ad esempio una delle storie della Campagna #nonmiarrendo di Telethon: Emanuele è un bambino affetto da una grave patologia che colpisce progressivamente il metabolismo. Sua mamma Cristina, con il papà e i fratellini, decidono di non arrendersi alla malattia e con pazienza costruiscono la loro vita familiare intorno ai bisogni del bambino che è tracheotomizzato per respirare meglio e si nutre tramite un sondino. Ecco che al loro fianco si schierano degli amici: i ricercatori di Telethon che si impegnano ogni giorno per migliorare la salute e la qualità della vita di tanti bambini malati come Emanuele.
  2. come in ogni epica non può mancare un’ingiustizia che il nostro eroe dovrà combattere con tutte le sue forze. Qui non servono esempi considerando che in fondo tutte le Onlus nascono per contrastare una ingiustizia sociale.

In conclusione, una Onlus che, tramite la tecnica dello storytelling,  sia in grado di coinvolgere i propri utenti  facendo echeggiare emozioni e aprire le menti a prospettive differenti, riesce a far sentire possibile un futuro migliore.

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Vanessa Doddi

PHI Foundation

amici di marco onlus - maratona

Arriva la MILANO RELAY MARATHON 2017 degli AMICI DI MARCO ONLUS

A pochi giorni dalla Stramilano Amici di Marco ONLUS, associazione no profit che prende il nome da Marco Ladavas, ragazzo prematuramente scomparso nel 2003, è già pronta per una nuova marathon che si terrà il 2 aprile. Lo scopo di AMO -così la chiamano coloro che la sostengono fedelmente- è di raccogliere fondi per aiutare i bambini e i ragazzi in alcune delle nazioni più povere della terra.

E’ una nobile causa ma sempre più difficile in un momento storico in cui chiunque di noi è costretto a fare i conti in tasca prima di lasciarsi andare a qualche piccola offerta che, incredibilmente, in molti paesi lontani potrebbe dare vita a veri e propri miracoli. Paesi lontani come l’Eritrea dove l’associazione senza scopo di lucro Amici di Marco ONLUS vorrebbe costruire un centro giovanile nella città di Decamerè o per la quale si sta adoperando per consentire una costante fornitura di latte in polvere per i bambini dell’orfanotrofio di Hebo. Ma anche come l’Etiopia dove uno degli obbiettivi di questa ONLUS è quello di portare avanti il progetto di presidio igienico (dalla disinfezione di una sala operatoria alla potabilizzazione delle acque) già cominciato nel 2014 al centro “Dawn of Hope”, asilo, scuola elementare e sede di laboratori di avviamento al lavoro per adulti a Bahir Dar. E la lista dei desideri non finisce qui perché da ben 10 anni la famiglia di Marco, radunatasi in seguito alla morte del ragazzo nell’associazione Amici di Marco ONLUS, si impegna con dedizione e serietà per contribuire concretamente al sostegno di bambini poveri e di famiglie disagiate attraverso ponderate attività di fundraising che avvicinino ai loro obbiettivi tutti coloro che sono interessati ad aiutare il prossimo con speranza e positività. My name is hope è il sottotitolo di questa corsa solidale e nell’attesa che il lieto fine sia ad attenderli dietro la porta per non sbagliare, andiamo a correre con gli Amici di Marco ONLUS!

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Federica Pizzi
PHI Foundation

AQUALOOP – IL BRACCIALETTO DI LEGAMBIENTE PER LA GIORNATA MONDIALE DELL’ ACQUA

Oggi 22 Marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, per sensibilizzare  l’opinione pubblica sulla critica questione dell’acqua: un bene molto prezioso ma che nella nostra quotidianità diamo per scontato.

Proprio per combattere gli sprechi e sensibilizzare i bambini sull’importanza dell’acqua , Legambiente e Ogilvy Change hanno lanciato la campagna #giuilrubinetto.

Legambiente è una Onlus nata nel 1980 ed erede dei primi nuclei ecologisti e del movimento antinucleare degli anni settanta. L’associazione basa la sua attività sull’ ambientalismo scientifico, cioè la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici ed  in oltre 30 anni di attività ha, ad esempio, promosso e fatto crescere la mobilitazione contro lo smog ed i referendum contro il nucleare ed ha combattuto contro l’abusivismo edilizio e le  discariche abusive di rifiuti.

Attualmente ha oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale ed oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali.

La campagna #giuilrubinetto sarà realizzata attraverso un braccialetto azzurro di gomma, Aqualoop, che i bambini delle scuole elementari di 13 città, tra cui Roma, Milano, Napoli, Genova, Verona e Vicenza, riceveranno e dovranno avvolgere attorno alla leva del rubinetto ogni volta che si laveranno i denti.

L’elasticità del braccialetto chiuderà automaticamente il rubinetto subito dopo, bloccando il flusso d’acqua e impedendo così lo spreco.

Il braccialetto avrà quindi una funzione ludica e didattica, evitando di lasciar scorrere l’acqua quando non viene effettivamente utilizzata, e sarà facile da indossare, fungendo da vero e proprio promemoria portatile anche per i bambini più distratti.

Celebra anche tu la Giornata Mondiale dell’Acqua con Legambiente, attraverso un piccolo gesto quotidiano come lavare i denti senza sprechi, e sostieni l’associazione in tutte le sue battaglie ambientaliste attraverso il sito https://www.legambiente.it/legambiente/sostieni-legambiente .

 

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

CHI SALVA GLI ANIMALI DAL FREDDO?

Le fredde e rigide temperature invernali  ci rendono facili vittime dei malanni di stagione, ma anche i nostri amici animali soffrono particolarmente il freddo e le sue conseguenze, specialmente quelli abbandonati.

Per salvaguardare la loro salute Aidaea Onlus, Associazione Italiana Difesa Animali & Ambiente, ha lanciato una campagna straordinaria di adozioni per l’inverno 2017.

Aidaea è una associazione no profit fondata per proteggere gli animali, prevenire e reprimere ogni forma di loro maltrattamento e tutelare l’ambiente naturale. Ha tra i suoi obiettivi quelli di difendere gli animali di affezione e prevenire il randagismo, di sviluppare e diffondere la pratica della sterilizzazione e di aiutare i rifugi promuovendo le adozioni.

Nel corso della sua attività e grazie ai suoi volontari è riuscita a far adottare diverse centinaia di animali ed in una sezione del suo sito ha raccolto e documentato tutte le storie più belle, vissute dall’associazione e dai suoi amici a quattro zampe, per rendere quei momenti indelebili.

La campagna straordinaria adozioni inverno 2017 è incentrata sulla ricerca di una casa per quegli animali provenienti dai canili  travolti dal gelo, tra cui: Mulan e i suoi fratelli (6 cuccioli salvati dalla neve), Cloe e le sue bellissime sorelline, Tricia (bellissima setterina di 9 mesi), Ignazia (cucciola di 7 mesi), Mila (spettacolare cucciolona in cerca di casa) e tanti altri cani in cerca di una famiglia e di qualcuno che si prenda cura di loro riempiendoli d’ amore.

Per maggiori informazioni su questa campagna adozioni chiama i numeri 327 2018759, 340 4036345, 347 7169048  o consulta il sito http://www.aidaea.it 

 

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Nicola Minerva

PHI Foundation

Gli strumenti messi a disposizione da Google per creare keywords e annunci efficaci

Google offre la possibilità al settore No Profit di promuoversi sui motori di ricerca. Considerando la grande competizione tra le varie Onlus per risultare tra le prime posizioni nei motori di ricerca, diventa strategico saper impostare efficacemente keywords e annunci.

Supponiamo ad esempio che la nostra Onlus voglia promuovere i propri regali solidali costruendo una campagna in Google Ad Grants. Il primo passo da compiere per capire le difficoltà di posizionamento è analizzare la keyword difficulty, ossia quanto la parola chiave “regali solidali” sia già usata nella costruzione degli annunci dei competitors. A tale scopo risultano utili  3 strumenti:

  • allintitle: scrivendo questa parola prima di “regali solidali”, Google ci mostra il numero di pagine che hanno “regali solidali” nel titolo.
  • allintext: scrivendo questa parola prima di “regali solidali”, Google ci mostra il numero di pagine che hanno “regali solidali” nel testo.
  • allinurl: scrivendo questa parola prima di “regali solidali”, Google ci mostra il numero di pagine che hanno “regali solidali” nella url.

Dai risultati di queste 3 ricerche ci accorgeremmo dell’alto grado di competitività sulla campagna “regali solidali” e quindi della difficoltà di posizionarci tra i primi risultati di ricerca considerando anche che le Onlus più grandi utilizzano il programma Google Adwords a pagamento che garantisce un miglior posizionamento.

Dobbiamo allora individuare parole chiave che ci permettano di intercettare un pubblico profilato che possa essere interessato ai nostri regali solidali e non a quelli di altre Onlus. Potremmo allora ricorrere a una long tail keyword, composta da più parole, ad esempio “regali solidali natale collane”.

I risultati che Google ci restituirà saranno sicuramente inferiori a quelli ottenuti dalla query “regali solidali” avendo di solito le keyword a coda media e lunga una competitività più bassa, ma il vantaggio è quello di intercettare un target di nicchia e qualificato ossia maggiormente predisposto a scegliere il nostro tipo di regali.

Un altro utile strumento che Google mette a disposizione per la creazione di nuovi annunci è Keyword Planner, il quale fornisce un elenco di idee, parole chiave e gruppi di annunci sulla base di quelli che le persone più utilizzano nelle loro query di ricerca. Tali suggerimenti ci aiutano anche a individuare una serie di keywords che potremmo utilizzare per creare contenuti correlati a quelli dei regali solidali (ad esempio, bomboniere solidali o regali solidali aziendali). Questi suggerimenti sono infine preziosi indicatori per costruire i contenuti nella sezione delle FAQ.

Mai dimenticare che l’algoritmo di Google interpreta l’intento che sta dietro all’uso che l’utente fa della parola chiave quando la digita sulla sua barra di ricerca. Ciò significa che non basta impostare keywords che rispondano alle query degli utenti ma è necessario anche che i contenuti del sito soddisfino la user intent. Solo creando contenuti di valore che incontrano le intenzioni di ricerca delle persone è possibile scalare e posizionare i propri annunci tra i primi risultati di ricerca.

Dunque quando l’utente atterra sulla landing page in cui sono mostrati i nostri regali solidali, dovrà trovare su questa pagina contenuti che lo motivino all’azione finale ossia alla scelta di uno dei regali proposti. Quindi non potrà mancare la spiegazione su come verrà usato l’eventuale contributo e  l’impatto che avrà sul progetto sottostante.

In conclusione Google va considerato come un ponte tra la nostra Onlus e il mondo fuori costituito da utenti, donatori e prospect potenzialmente interessati alla nostra mission. Il ponte però è molto trafficato. Per questo dobbiamo mettere in atto strategie che permettano di creare corsie preferenziali al fine di intercettare il nostro pubblico di riferimento.

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Vanessa Doddi

PHI Foundation

PICCOLO GESTO UN GRANDE PROGETTO

Un’ iniziativa di grande valore sociale il Centro Socio educativo PANDUJI offre l’occasione ai minori diversamente abili di avere un luogo di riferimento.

Questo è il racconto del noto comico di Zelig Antonio Cornacchione che è stato invitato ed essere testimonial della campagna di Fundraising per sostenere il Progetto:

”qualcosa di concreto possiamo farlo per i nostri amici del PANDUJI; anche un piccolo gesto, un contributo può servire e soprattutto … non è difficile”

 

Il centro Educativo PANDUJI è il primo e unico Servizio Diurno socio-assistenziale che può ospitare anche i minori con disabilità dei 9 Comuni del Rhodense. Attivato nel 2014 da Cura e Riabilitazione ONLUS il Centro oggi accoglie 13 bambini tra i 4 e i 15 anni e 6 adulti.

Equipe formata da educatori, psicologi, psicomotricisti, arte terapisti e neuropsichiatri garantisce ai ragazzi numerose attività per migliorare le autonomie, la socializzazione e il livello culturale.

 

La frequenza è sempre personalizzata in base ai bisogni, per permettere soprattutto ai minori di mantenere la scuola e gli appuntamenti riabilitativi. Ma le richieste di inserimento sono in continuo aumento e i posti limitati.

Per questo Cura e Riabilitazione si è impegnata nel progetto di ampliamento del CSE PANDUJI, ristrutturando uno spazio adiacente di 100mq, così da poter inserire altri 9 ragazzi. Nella nuova ala è previsto anche l’allestimento di una palestra specifica per la psicomotricità.

 

Il CSE PANDUJI prende il nome da un bambino abbandonato della Tanzania affetto da linfoma, che nel 2013 fu accolto per il periodo di terapie da una famiglia italiana. Di fronte alle grandi problematiche relazionali del ragazzo la famiglia chiese a Cura e Riabilitazione di essere sostenuta, giungendo gradualmente all’inserimento in una comunità della Cooperativa.

 

Durante la sua permanenza con la sua vivacità ha saputo entrare nei cuori di tutti, oltre a mettere a soqquadro la casa un giorno sì e l’altro pure. Indimenticabile il giorno in cui chiese di poter ricevere il Battesimo.

Una volta guarito venne dimesso per permettergli di tornare nella sua Africa, dove è morto prematuramente in un incidente nell’ottobre 2014

Donare, anche un piccolo contributo, fa bene all’anima e ci rende più felici.

 

ENTRA ANCHE TU NELLA GRANDE FAMIGLIA PHI

 

Francesco Dal Pino

PHI Foundation

Colpire il tumore al seno partendo da una foto

La sfida per Onlus, Associazioni e Fondazioni che si occupano di tumore al seno è creare una campagna efficace di sensibilizzazione e di prevenzione. Da un lato, il seno è una parte del corpo femminile associata all’attrazione fisica e al sesso e ciò rende problematico mostrarlo, dall’altra, il tumore rappresenta un argomento difficile da trattare perché è inevitabilmente associato alla morte.

Come si manifesta il tumore al seno? Com’è un seno con un nodulo sottocutaneo? Come risulta al tatto? Muta colore? Consistenza? Quando in una campagna di sensibilizzazione dobbiamo “dire” al posto di “mostrare”, il messaggio “salva-vita” rischia di essere meno efficace ed impattante e tutte queste domande rischiano di rimanere insolute.

La Fondazione Umberto Veronesi ha creato la campagna Pink is Good per sconfiggere il tumore al seno delle donne. Sul relativo sito si possono trovare contenuti interessanti rivolti alle donne che vogliono avere più informazioni sulla prevenzione. Sono disponibili informazioni su come partecipare alle maratone in rosa organizzate dalla Fondazione a favore della ricerca. La campagna ha coinvolto molte sostenitrici e ha incentivato il passaparola tramite la possibilità di condividere banner sulle proprie pagine social nonché di acquistare gadget.

Però andando sul sito di Pink is Good della Fondazione Umberto Veronesi oppure Airc o di qualunque altra associazione impegnata nella ricerca contro il tumore al seno non c’è la prima cosa che cercherebbe una donna che ne vuole vedere i segni. Manca di fatto un’immagine o una foto di riferimento che mostri in modo semplice e immediato i sintomi della disfunzione. I classici cuoricini o fiocchi rosa per quanto ormai entrati nell’immaginario comune delle campagne di prevenzione del tumore al seno non danno veramente l’idea di come la malattia si possa manifestare.

Ecco che Erin Smith Chieze, sopravvissuta al tumore al seno, ha ideato una campagna per aiutare tutte le donne a identificare in maniera semplice segni sospettosi. Stufa dei soliti simboli quali fiocchi o cuori rosa, ha creato Knowyourlemons utilizzando 12 limoni come immagini metaforiche al posto dei seni e mostrando le varie manifestazioni dei segni del tumore.

Le donne in tal modo possono accedere nell’immediato a degli indicatori chiave che le aiuteranno a fare in autonomia una prima diagnosi, ma, come dice bene la campagna, senza farsi prendere dal panico perché alcuni cambiamenti che si possono notare sui seni sono normali e bisogna consultare il medico solo in caso persistano nel tempo.

La scelta della campagna Knowyourlemons di usare il giallo, il colore dei limoni, e non il classico rosa è davvero originale. Il giallo è il colore della luce solare ed evoca energia. Ed è proprio l’energia la carica umana che ci vuole per affrontare un tumore al seno, malattia che va a colpire una parte intima femminile così delicata.

La forza della campagna di Erin Smith Chieze è la sua validità ovunque perché può essere adatta per un Paese in particolare, come per tutto il mondo. Una strategia comunicativa di questo tipo in tema di tumore al seno non è mai stata creata prima. L’immagine dei “12 seni-limoni” sui social è stata condivisa oltre 25 mila volte.

Grazie Erin!

 

PHI Foundation è una Fondazione che si occupa di aiutare tutte le Associazioni operanti nel Terzo Settore, attraverso campagne di informazione e raccolta fondi.

Aiutaci ad aiutare con una piccola donazione, visita la nostra pagina qui.

Vanessa Doddi

PHI Foundation

CORRI CON AMIP PER SOSTENERE LA RICERCA PEDIATRICA

Il 2 Aprile 2017 si terrà la 23° edizione della Maratona di Roma, un classico appuntamento annuale che si svolge lungo le strade e le piazze della città Eterna, ed anche quest’anno l’associazione AMIP (Associazione Malati di Ipertensione Polmonare) parteciperà a questa tradizionale corsa.

AMIP correrà la Maratona di Roma per raccogliere fondi a sostegno di un progetto di ricerca pediatrica sull’ipertensione polmonare presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

AMIP è una Onlus  nata il 12 Maggio 2000, con l’obiettivo di aiutare i malati di ipertensione polmonare che spesso si ritrovano a combattere da soli contro un male più forte di loro, fondata da Maria Pia Proia, una donna affetta proprio da questa grave patologia.

AMIP offre ai malati supporto psicologico e, attraverso materiale informativo di vario genere (dai manuali ai DVD), spiega loro come conoscere e convivere con l’ipertensione polmonare. Mette anche a loro disposizione una linea telefonica, un gruppo di auto-aiuto, conferenze e corsi di aggiornamento. Nel corso della sua attività AMIP ha svolto numerose collaborazioni con l’Istituto Superiore di Sanità e con il Ministero della Salute e partecipato a diverse iniziative tra cui il progetto “Medicina Narrativa”.

Ogni anno organizza inoltre incontri di gruppo in cui mette a disposizione dei pazienti, in modo gratuito per due giorni in albergo, la competenza dei medici più qualificati.

Il progetto di ricerca pediatrica sostenuto da AMIP è incentrato sul verificare, nei bambini malati di ipertensione polmonare, l’esistenza di autoanticorpi potenzialmente connessi allo sviluppo della malattia e, di conseguenza, l’efficacia dell’immunoassorbimento nella cura. Ciò allo scopo di studiare nuove strategie terapeutiche per la cura di bambini ed adulti affetti da questa grave patologia.

Corri anche tu con AMIP e sostieni la ricerca pediatrica sull’ipertensione polmonare: per partecipare come maratoneta solidale o unirti al gruppo della stracittadina puoi chiamare il numero 0633250970 o inviare una mail all’indirizzo amip.onlus@yahoo.it .

 

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Nicola Minerva

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Elettricità senza frontiere

Immaginare una giornata priva di acqua ed elettricità può sembrare quasi anacronistico per il nostro stile di vita eppure, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) , circa il 18% della popolazione mondiale  non ha accesso all’energia elettrica.

E’ questo il motivo che ha spinto un gruppo di dipendenti di EDF (Electricité de France) a fondare nel 1986 in Francia la ONG  Electriciens Sans Frontières, sul cui modello nasce nel2015  in Italia  l’associazione Elettrici Senza Frontiere Onlus,  per mettere le proprie competenze al servizio di missioni e progetti di solidarietà internazionale finalizzati all’accesso ad elettricità ed acqua.

L’associazione è formata da volontari dipendenti e pensionati delle aziende elettriche, con qualificate competenze ed esperienza, che operano in collaborazione con le aziende del settore dell’elettricità in tutti i continenti, in favore delle popolazioni svantaggiate o in situazioni di emergenza sanitaria o di catastrofi naturali.

Ad oggi Elettrici Senza Frontiere ha già completato con successo progetti in Kenya, Congo ed in altri Paesi in via di sviluppo e per iniziare il 2017 con la marcia giusta ha già avviato una nuova missione presso il villaggio AINA Children’ s Home, situato in Nchiru, nel distretto di Meru.

In questa struttura del Kenya vivono ben 125 bambini sieropositivi, di età compresa tra i 6 e i 17 anni (tutti orfani o abbandonati dai genitori) e l’obiettivo della missione sarà installare pannelli fotovoltaici e batterie, per sopperire all’instabilità della rete elettrica presente nel villaggio, permettendo un prolungamento oltre il tramonto dell’attività del centro sanitario e della scuola, e per fornire luce all’esterno del villaggio. Sarà anche installato un solare termico per sviluppare acqua calda.

Puoi contribuire a questa e alle altre missioni promosse dalla Onlus con semplici donazioni (con le modalità indicate al seguente link)  o diventando volontario, partecipando così alla vita dell’associazione (anche nel settore logistica, amministrazione, comunicazione e raccolta fondi).

L’accesso all’elettricità e all’acqua sono fattori chiave ed indispensabili per lo sviluppo delle popolazioni svantaggiate, sostieni anche tu Elettrici Senza Frontiere!

 

Nicola Minerva

PHI Foundation