Articoli

OSF: una nuova mensa per i poveri

L’Opera San Francesco (Osf) a Milano è un’istituzione, un punto di riferimento per tutte le persone bisognose e in difficoltà. Fondata nel 1959 dai Frati Cappuccini di Viale Piave, offre assistenza e accoglienza gratuita a chi necessita di vitto, vestiti, igiene personale e cure mediche.

Grazie alla generosità di molti benefattori e all’aiuto dei tanti volontari che mettono a disposizione il loro tempo, nella sua storica mensa per i poveri di Corso Concordia, l’ Osf  attualmente distribuisce più di 2500 pasti caldi al giorno.

In fila per un posto in mensa non solo gli immigrati ma anche molti italiani,  appartenenti a fasce sociali che fino a qualche tempo fa sembravano solide, persone cadute nella cosiddetta povertà assoluta determinata da crisi, disoccupazione e inoccupazione.

Per rispondere a questa crescente povertà, Opera San Francesco apre una seconda mensa in Piazzale Velasquez che verrà inaugurata mercoledì 11 ottobre alle ore 11:00, presso il Centro Francescano Culturale Artistico Rosetum di via Pisanello 1, a Milano.

Si tratta di una Mensa per i poveri di piccole dimensioni che vuole essere vicino alle famiglie e alle fasce deboli della popolazione che abitano in zona. La Mensa sarà attiva e funzionante, dopo l’inaugurazione, dalla domenica al venerdì – dalle ore 11.30 alle ore 13 e potrà offrire almeno 250 pasti caldi al giorno, inizialmente solo a pranzo. La sua struttura, come quella di Corso Concordia, prevede un’area accoglienza, dove verranno rilasciate le tessere, e una sala mensa alla quale si accederà attraversando dei tornelli.

Il progetto di questa seconda mensa per i poveri dell’ Osf ha preso forma ed è diventato concreto grazie alle donazioni di privati e aziende che hanno capito il valore dell’operazione.

La mensa per i poveri dell’Opera San Francesco infatti non è soltanto un luogo di accoglienza dove soddisfare un bisogno primario ma anche un momento di socializzazione e di calore. Un incontro, una condivisione, un sorriso possono dare un po’ di sollievo allo spirito di chi vive tutto il giorno da povero ed emarginato.

Chi fosse interessato a dedicare un po’ del proprio tempo al prossimo, diventando volontario nell’ Osf , può recarsi presso la struttura e presentare la propria candidatura. Il volontario può essere di qualsiasi età, professione, ceto sociale e credo religioso.

Per ulteriori informazioni visitate il sito www.operasanfrancesco.it

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

PAPA ABBRACCIA I RAGAZZI DEL DONO

Il Papa abbraccia i ragazzi del Dono:
“fate la stupenda esperienza del dono”

 

“Donare fa sentire più felici noi stessi e gli altri; donando si creano legami e relazioni che fortificano la speranza in un mondo migliore”.

 

Così Papa Francesco ha esortato i giovani studenti delle Scuole medie inferiori e superiori italiane in Udienza Privata, in rappresentanza dei 10 mila ragazzi coinvolti nel contest nazionale #DonareMiDona in occasione del Giorno del Dono fissato per legge il 4 ottobre. Sono loro gli autori dei cortometraggi che si sono aggiudicati i premi ed hanno potuto ascoltare dal vivo le parole di Papa Francesco.

“Il dono più grande che Dio ha fatto a ciascuno di noi -ha detto Papa Francesco aprendo il suo intervento- è la vita; e la vita fa parte di un altro dono divino originario che è il creato”.

“Il dono -ha poi aggiunto il Santo Padre– non è un concetto astratto, un generico richiamo al regalo – tanti regali possono essere interessati, non gratuiti –, ma un atteggiamento e un’azione che hanno le proprie radici nel messaggio del Vangelo”. “Tutti, specialmente i ragazzi e i giovani sono chiamati a fare la stupenda esperienza del dono”.

Il giorno del dono, per il Papa, “è un’opportunità stimolante prima di tutto per i giovani: perché possano scoprire che il dono è una parte di noi stessi che viene gratuitamente regalata all’altro, non per perderla, ma per aumentarne il valore”.

“I volti di questi ragazzi sono la testimonianza più viva del nostro impegno per la cultura del dono. Sono solo una rappresentanza di migliaia di studenti, amministratori locali, imprenditori, volontari e responsabili delle organizzazioni del terzo settore che ogni anno, dal 2015, si rimboccano le maniche e danno corpo e anima alla campagna per il Giorno del Dono”.

Nella sala Clementina del Palazzo Apostolico c’erano i ragazzi del Liceo Scientifico Paritario Enrico Fermi di Milano: nel video “Dono- Nodo” che ha vinto il premio della Giuria Tecnica, animano un flashmob itinerante che “lega” al senso del dono gli ignari e increduli passanti a Milano. Il premio IID è andato invece all’Istituto Comprensivo Sandro Pertini di  Martinsicuro (Teramo) che ha realizzato il video “A scuola di Volontariato”: nel corto il dono della loro giornata passata insieme ai ragazzi con disabilità di un centro diurno. La giuria popolare ha invece incoronato la Scuola di Primo Grado Vittorio Alfieri  + Conservatorio di Cagliari con quasi 5000 voti: il loro video, “Il dono è…” celebra il dono della vita e i ragazzi diventano ironicamente “pacchi regalo” che rotolano fra le stanze della scuola.

Ad incontrare Papa Francesco c’erano anche i rappresentanti del Comune, dell’azienda e della realtà non profit che si sono resi protagonisti del 2° Giro dell’Italia che Dona, vincendo il contest dedicato alle iniziative più interessanti: l’AMMP- Associazione Maria Madre Provvidenza Onlus di Torino, con l’iniziativa di raccolta di generi alimentati “I Cinque pani”; il Comune di Savignano sul Panaro con “Scusa ti va di donarmi i tuoi “scarti”? Grazie di cuore!” che ha visto la raccolta di materiale donato dai cittadini e imprese per finanziare progetti scolastici locali e l’associazione “Charly’s Taekwondo Foundation”; l’impresa L’Antina di Vigevano con l’iniziativa “Realizziamo una #copertacollettiva!”.

Martedì 3 ottobre ore 10.30 l’iniziativa romana del Giorno del Dono 2017 al Parlamentino del Cnel: l’evento “Donare fa Cultura” ha visto la partecipazione di una selezione, composta da più di 100 studenti, delle scuole che hanno partecipato al contest #DonareMiDona e la premiazione ufficiale dei vincitori. I ragazzi hanno ascoltato la testimonianza di alcuni volontari e le loro storie. Nel pomeriggio, sempre di martedì 3 ottobre, l’emittente televisiva TV2000 ha dedicato una parte del programma “Siamo noi” al Giorno del Dono 2017 e oggi mercoledì 4 ottobre alle 11.30 nella Sala Stampa della Camera dei Deputati la conferenza stampa finale con la presentazione di tre indagini dedicate al non profit.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

 

New Generation Nosy Faly: un’isola che cresce

Nosy Faly, un’isola del Madagascar dove vivono circa quattromila persone, una natura incontaminata, un mare che si estende a perdita d’occhio e un cielo stellato, di quelli che si possono ammirare solo in navigazione in mare aperto. Un luogo periferico al mondo ma che diventa il cuore di un progetto grande: New Generation Nosy Faly, la Onlus fondata da Nicoletta Bruno e Danilo Farias nel 2013.

Abbiamo raggiunto Nicoletta, per ascoltare proprio da lei la storia di questo sogno, che è ormai una realtà  concreta e radicata sull’isola di Nosy Faly.

Cosa ti porta in Madagascar e, più precisamente, a Nosy Faly?

“Nel 2012 un mio collega dentista mi chiede di raggiungerlo in Madagascar per rendere operativo un dispensario. Accetto la sua proposta e decido di partire; Danilo si propone di venire insieme a me come volontario. L’arrivo a Nosy Faly avviene per pura casualità : alcune suore ci chiedono di accompagnare una sessantina di bambini presso una colonia estiva e noi accogliamo la richiesta. Eccoci arrivati su un’isola che da quel momento entrerà  nei nostri cuori”.

Cosa ricordi di quel primo incontro con l’isola?

“Dopo un viaggio di tre ore stipati su un pulmino sovraccarico di una sessantina di bambini, dai tre anni in su, arriviamo a Nosy Faly. Un’isola praticamente deserta, dove troviamo ad accoglierci solo una grande casa vuota. Ricordo che ciascun bambino ha steso ordinatamente la propria stuoia per dormire. Ognuno di loro aveva in dotazione una stuoia, un bicchiere di plastica e uno spazzolino, che gli avevamo regalato per insegnare loro a fare l’igiene orale.

All’ora del pasto i bambini si mettevano in fila per ricevere nel piatto del brodo, cucinato sul fuoco in grandi pentoloni. Poi ognuno ripuliva il piatto con la sabbia, lo sciacquava in mare e riponeva con cura quanto gli era stato dato.

Ecco, il mio primo ricordo sono loro, i bambini“.

Cosa hai provato in quei giorni sull’isola?

“Ero in un posto incredibile, che mi permetteva un immenso contatto con la natura ma dentro di me sentivo un profondo senso di vuoto, una grande desolazione.

Danilo, al contrario, vedevo che si riempiva dei colori, degli odori, dei suoni di quella terra, diceva che era il luogo in cui avrebbe desiderato trascorrere parte della sua vita per realizzare qualcosa di concreto.

Al rientro in Italia abbiamo subito provato a dare forma a ciò che avevamo sentito dentro, ai nostri pensieri: nasce così l’Associazione New Generation Nosy Faly Onlus, e si concretizza la scelta di Danilo di trasferirsi stabilmente sull’isola, interrompendo la sua carriera di ballerino e insegnante di danza qui in Italia“.

Che cosa è quindi New Generation Nosy Faly, e quali sono i suoi obiettivi?

“E’ la riposta che abbiamo pensato di dare ad una terra che ti si offre davanti con le sue bellezze ma che ti mostra con altrettanta schiettezza quali e quanti sono ancora i bisogni e le necessità  di una comunità che cerca di sopravvivere al meglio.

L’Associazione New Generation Nosy Faly nasce nel 2013 grazie al supporto di tanti sostenitori e volontari, con un duplice obiettivo: sanitario ed educativo”.

Ci puoi spiegare meglio cosa avete fatto e state continuando a fare in ambito sanitario?

“Innanzitutto abbiamo cercato di creare le condizioni per migliorare la qualità  di vita della popolazione. La situazione sanitaria a Nosy Faly è critica: le malattie veneree sono molto diffuse, e i bambini ne sono spesso i portatori; gli incesti tra consanguinei hanno portato ad una elevata incidenza di nascituri con problematiche fisiche e psichiche; prima del nostro intervento non vi era sul territorio possibilità  di accedere a cure mediche.

Abbiamo quindi agito immediatamente sul contesto ambientale: nel 2013 abbiamo portato la luce sull’isola, e abbiamo reso fruibile un pozzo per l’approvvigionamento di acqua potabile. E’ stato istituito un presidio medico, con un dispensario cui attualmente accedono mediamente quindici persone al giorno, con ogni tipo di bisogno. Nei periodi in cui sono stata presente io, giungevano quotidianamente da ogni parte dell’isola circa ottanta persone per ricevere cure dentarie.

Abbiamo anche coinvolto la popolazione cercando di agire sulla prevenzione in ambito sanitario, in particolare con le donne rispetto al tema della sessualità  e della contraccezione”.

 

Dal punto di vista educativo in quale direzione state agendo?

“Educazione, istruzione e formazione al lavoro sono le nostre parole chiave. Puntiamo sulle nuove generazioni perchè acquisiscano competenze e abilità  in ambito lavorativo per migliorare il loro futuro, quello della loro comunità , del loro territorio.

Prima se un bambino voleva andare a scuola doveva percorre più di otto chilometri per raggiungerla: l’istruzione scolastica era praticamente inaccessibile! Non vi era nessuna attenzione rispetto al fatto che i ragazzi studiassero e si formassero: per gli uomini il destino E’ diventare pescatori, per le donne diventare mamme a tredici/quattordici anni.

Per darti alcuni elementi concreti: nel 2014 è stata realizzata la scuola materna, che ad oggi ospita circa sessanta bambini. Nel 2016 è stata inaugurata la scuola elementare che, nelle cinque classi, accoglie circa trecento bambini.

E ci tengo ad aggiungere che abbiamo deciso di costruire una scuola laica, che vede la compresenza di bambini cristiani, musulmani e animisti. Non vogliamo che esistano discriminazioni, per noi è importante lo scambio, l’integrazione, nel rispetto degli equilibri di una comunità che da subito si è mostrata pronta ad accoglierci”.

E’ stata costruita anche una casa famiglia, so che ci tenete molto.

“Si, il desiderio di realizzarla è nato subito, appena Danilo ha deciso di stabilirsi a Nosy Faly. E’ stata completata nel 2015 ed ora accoglie sedici bambini“.

Tanti progetti realizzati…quale è stata, secondo te, la chiave che vi ha permesso di vedere accolte le vostre proposte dalla comunità  locale?

“Sicuramente l’essere partiti dal territorio, creando delle relazioni stabili e significative con figure autorevoli, che potessero fare da ponte tra noi e la popolazione, e coinvolgendoli nella realizzazione di ciascun progetto. La comunità  ci ha ben accolto perchè da subito ha compreso che apportavano beneficio alla loro società , senza volerla snaturare”.

Tanti obiettivi raggiunti ma ancora molto da fare, tante idee e il crescente bisogno di volontari, giusto Nicoletta?

“Giusto! Abbiamo appena concluso il “Progetto Sarti” grazie alla presenza di una volontaria giunta dal Portogallo. Abbiamo comprato venti macchine da cucire a manovella, per non usare l’elettricità , e abbiamo reso possibile a donne e uomini che lo desiderassero la frequenza di un corso della durata di tre settimane che permettesse loro di acquisire questa competenza.

Tempo fa alcuni volontari hanno fatto funzionare dei pannelli solari e si sono adoperati per insegnare ai ragazzi piccole riparazioni elettriche.

Stiamo lavorando affinchè, grazie anche all’aiuto di donazioni dall’Italia, prenda avvio in concomitanza con l’inizio del nuovo anno scolastico, il “Progetto Academy” che darà  la possibilità a bambini e ragazzi di formarsi nelle arti, danza e musica. Un modo per formare, educare, diffondere la cultura.

Le competenze e le abilità  di ognuno sono ben accette, la ricerca di volontari che vogliano dedicare almeno due settimane del loro tempo a Nosy Faly è sempre attiva. Quindi vi aspettiamo, perchè, come dice Danilo: – Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo -” (Mahatma Gandhi).

 

Sara Petoletti

PHI Foundation

40 anni di Volontariato: Campo Olimpia

Proprio come nella canzone di Gino Paoli… 4 amici al bar (Vando, Ugo, Sergio ed Emilio) si ritrovano e decidono di creare uno spazio pulito, sicuro, bello dove far crescere le nuove generazioni, ecco come nasce Campo Olimpia Associazione no profit di volontariato a Milano.

Una discarica esterna di materiale edilizio, vicino ad una scuola elementare e ad una scuola materna, viene spianata, ripulita ed attrezzata per essere fruibile a tutti, bambini, ragazzi, mamme, papà , nonni e nonne.

Ognuno contribuisce come può, chi mette a disposizione le proprie competenze professionali, chi recupera casette abbandonate, panchine del vecchio cortile del nonno, la pala del cognato, gli attrezzi del cugino. Chi sistema vecchie biciclette, chi progetta i campi da pallavolo, da basket, da calcio, il parco giochi per bambini, la cassetta della sabbia. Sono tutti volontari, tutti pronti a donare e condividere.

Certo, c’è sempre da discutere, la cassetta la mettiamo qua..no sta meglio là , le pareti devono essere blu, no gialle, ma alla fine tutti si danno da fare e l’accordo arriva sempre.

Il campo viene inaugurato con i Giochi di Maggio, più di 500 tra bambini e ragazzi partecipano con entusiasmo e viene invitato anche il sindaco Aldo Aniasi.

Un problema c’è però ed è il caso di esporlo al sindaco: il terreno è del comune e i 4 amici non hanno alcuna autorizzazione.

Aniasi si rende conto dell’ottimo lavoro fatto, terreno bonificato e spazio per la comunità  e consiglia ai soci di costituire un’Associazione dal Notaio, il Centro Sportivo Campo Olimpia, alla quale vengono date tutte le concessioni. Siamo nel lontano 1975.

Sono passati più di 40 anni e le cose non sono cambiate, anzi sono migliorate, tranne le discussioni per il colore della parete, per chi sta vincendo a briscola e sulle partite di calcio nazionali.

Tutto là è pro bambini, tutto si basa sul semplice e puro concetto del volontariato, del dare, del donare. Non si parla di religione, non si discute di politica, non è importante la razza, siamo tutti esseri umani.

Il campo è circondato da una scuola elementare, vicino c’è la scuola media, di fianco la scuola materna, di fronte la scuola ebraica e a pochi passi la scuola giapponese. Tutti sono i benvenuti.

I soci sono sempre pieni di iniziative, dei veri vulcani, il loro calendario è fittissimo.

La festa di Pompieropoli, di Ghisalandia, i Giochi di Maggio, i Giochi senza frontiere, la Castagnata, la Festa dello Sport, la giornata per saperne di più su Immunità  e Vaccini, quella su Come Evitare Truffe e Raggiri. La briscola, il burraco, la lettura delle Fiabe per i più piccoli, il gruppo “I Love Book” con il tè delle 5, tutti possono partecipare e senza pagare nulla.

Se volete respirare aria di solidarietà, la simpatia e la disponibilità  di questi simpatici signori vi consiglio di fare un salto a Campo Olimpia, è in via Soderini 41/2 Milano. Date da non perdere: il 17 settembre ci saranno i famosi Giochi senza frontiere e il 20 settembre alle h.18 si parlerà  di immunità  e vaccini con il Prof. Alberto Mantovani.

 

Per saperne di più su tutte le attività di Campo Olimpia potete scrivere ad assocampo.olimpia@libero.it o potete telefonare al presidente Emilio Marelli 392.0164108 o all’associazione al 344.1595392, di sicuro qualcuno di disponibile troverete sempre.

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

SABINA E GIORGIO DUE CUORI UNA CAPANNA

 

Sabina Santucci e Giorgio D’Ambrosio, “due cuori una capanna”. Nonostante la loro disabilità prestano preziosa opera di sostegno di “Digital Volunteer” e “Promotori Associativi” presso la PHI Foundation. http://phifoundation.com/non-idoneo-ad-mio-figlio/

 

Due cuori una capanna e cioè una famiglia, “Sabina e Giorgio” silenziosamente alcuni giorni addietro hanno lanciato il loro grido d’aiuto in Facebook, pubblicando un post che qui di seguito riportiamo integralmente:

 

Salve amici di Balsorano e della valle roveto, mi rivolgo a voi perché ho bisogno del vostro aiuto, come ben sapete io con la mia consorte siamo ricoverati presso una struttura a Perugia ma il 30 settembre veniamo dimessi. Antonella Buffone ci ha trovato una casetta ma abbiamo bisogno di tutto dal momento che la biancheria ed altro che è nella casetta in via Nazionale dove abitavamo è inservibile essendo esposta a ratti formiche ed altro. chiunque di voi mi può aiutare portando ciò che ritiene utile dal momento che non abbiamo nulla presso la sala parrocchiale di Balsorano contattando don Silvano Casciotti, Mauro Lancia, o il sindaco Antonella Buffone Abbiamo bisogno del vostro aiuto, vi ringrazio”.

 

AIUTIAMO LA FAMIGLIA SABINA E GIORGIO

PHI Foundation chiede di sostenere questa raccolta fondi a favore di Sabina e Giorgio al fine di permettere a questa famiglia (disabili al 100%) l’acquisto di mobilia per arredare una piccola casetta assegnata dal comune. 

 

CHI SONO SABINA E GIORGIO?

Sabina Santucci sposata con Giorgio D’Ambrosio da 18 anni; sono ambi due invalidi civili al 100% con patologie più o meno gravi, la moglie Sabina sofferente di psicosi con schizofrenia acuta e il marito Giorgio poliomielitico.

Sono stati sfrattati dalla casetta asismica dove vivevamo a Balsorano nel mese di gennaio 2017 per il cedimento di una porzione di solaio, spostati in diverse strutture per poi essere trasferiti il 1° di marzo 2017 a Perugia presso un centro riabilitativo di cui è stato pubblicato un articolo http://phifoundation.com/perugia-centro-socio-riabilativo-ed-educativo-pavone/.

Dal momento che le entrate economiche di Sabina e Giorgio sono esclusivamente la pensione sociale di circa 290 euro pro capite e non avendo possibilità economiche a disposizione, chiediamo a tutti voi un sostegno (anche con piccolissimo contributo) al fine di acquistare la mobilia per arredare la casetta assegnata dal comune di Balsorano.

La casetta in oggetto di pochi metri quadrati é sprovvista di tutto il necessario, dalla cucina, al letto, non ha neanche la stufa per riscaldarsi d’inverno.

La piccolissima struttura è completamente vuota ma sicuramente con il generoso contributo di tutti noi potremo renderla abitabile.

E stato stimato che 6 -7 mila euro sono sufficienti ad acquistare il far bisogno necessario e vi chiediamo di aiutarci a far vivere decorosamente la famiglia di Sabina e Giorgio.

La cosa è al quanto urgente poiché Sabina e Giorgio saranno trasferiti nella piccola casetta nell’ultima settimana di settembre 2017.

 

 

Chiunque vuole aderire e dare un piccolo aiuto lo potrà fare direttamente donando un contributo volontario sulla carta postepay evolution n. 5333 1710 2126 3039 intestata a D’Ambrosio Giorgio, donazione che può essere eseguito presso qualsiasi bar tabacchi ricevitoria o alla posta.

 

Per gli amici Networkers che vogliono aiutare con un piccolo sostegno, possono donare anche tramite Paypal trasferendo il contributo che si vuol donare all’indirizzo Paypal giordam1964@libero.it intestato a Giorgio D’Ambrosio.

 

Grazie ancora alle migliaia di persone che hanno fatto sentire la propria solidarietà nel sito PHI Foundation e sulle nostre pagine social Facebook, Linkedin, Twitter, Google + donando il loro tempo e la condivisione dell’appello di aiuto.

 

PHI FOUNDATION E’ SOLIDALE E SOSTIENE

LA CAUSA DELLA FAMIGLIA SABINA E GIORGIO

“DUE CUORI UNA CAPANNA”

 

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

 

L’ALTRA ITALIA: LA STORIA DE L’ISOLA CHE C’È

L’altra Italia, la storia de L’Isola che c’è, è un articolo scritto da Chiara Affronte e che navigando in rete scopriamo solo oggi.

 

Durante l’intervista a Sebastiano de Falco potrebbe esserci stato un misunderstanding e noi della PHI Foundation attendavamo di conoscere la data di pubblicazione.

 

L’altra Italia: La storia de l’isola che c’è, riportiamo integralmente l’articolo di Chiara Affronte.

 

Fanno tantissimo con molto poco, si sostituiscono spesso a quei servizi che lo Stato non è in grado di garantire e si basano sul lavoro volontario ed entusiasta di un numero straordinario di persone.

 

Sono le associazioni non profit che operano nell’ottica della solidarietà tra individui e che faticherebbero meno ad andare avanti se usufruissero delle opportunità che oggi l’on line offre. Ne è convinto Sebastiano de Falco, Fundraiser che ha base a Lugano in Svizzera ma che con Phi Foundation insieme ai suoi soci ha creato un’organizzazione, a sua volta non profit, che dà sostegno a tutte quelle altre associazioni per realizzare progetti di interesse comune, per aiutarle a trovare fondi, a partecipare a bandi così da sostenere le economie locali.

 

L’Italia è un paese incredibile per ciò che riguarda il terzo settore perché conta un numero molto grande di associazioni che vi operano e moltissimi volontari e lavoratori, ma fatica a staccarsi da quel meccanismo di raccolta fondi che ha sempre perseguito in passato, molto faticoso ma meno efficace rispetto a ciò che propone la rete”, spiega De Falco.

 

L’esempio de l’Isola che c’è

I dati forniti dall’Istat nell’annuario statistico del 2016 parlano di 301.191 istituzioni non profit in cui operano 951.580 lavoratori retribuiti di cui 680.811 dipendenti e oltre 4,7 milioni di volontari. Una forza incredibile che ha la capacità di radicarsi nel territorio operando in settori di grande interesse per la comunità. Come avviene nel caso de L’isola che c’è, associazione che si trova nel comune di Monte Porzio Catone, nel Lazio, e che si occupa dal 2001 di sostenere le famiglie di ragazzi disabili con l’obiettivo di integrarli nella società, perché, come si sa, soprattutto quando questi ragazzi non sono più in età scolare, diventano adulti, spesso abbandonati a loro stessi. “Fanno parte dell’associazione una ventina di ragazzi, adolescenti e giovani adulti, che partecipano alle attività in modi e con durate diverse – spiega Romilda De Santis, psicologa e anima de L’isola che c’è –; abbiamo un centro diurno e una serie di attività laboratoriali che i ragazzi seguono, prevalentemente di tipo artigianale”.

 

I ragazzi? Chiedono autonomia

Questa associazione ha deciso di concentrarsi sui ragazzi con problematiche medio-lievi – sono spesso affetti da sindrome di down -perché il pubblico “riesce a garantire più assistenza ai gravi e gravissimi prevalentemente dal punto di vista sanitario”. Ma i ragazzi medio-lievi hanno, invece, tantissime potenzialità da sviluppare e su cui lavorare per garantirsi un futuro migliore. Un futuro “che chiedono con forza”, chiarisce De Santis. “Gli stimoli sul ‘cosa fare’ arrivano quasi sempre da loro, perché vogliono essere autonomi”.

Inutile dire che i fondi su cui fare affidamento sono la nota debole del processo: “Il centro diurno è quello che ci garantisce un’entrata di 70mila euro l’anno dalla Regione, ma con un affitto da pagare di 900 euro al mese e spese molto elevate non è facile starci dentro”.

Il 5 per mille costituisce un’altra entrata; tutto il resto è moltissimo lavoro volontario, mercatini in cui vendere manufatti (bomboniere, oggetti per la casa, bigiotteria, artigianato…), lotterie e iniziative simili. “In questo modo riusciamo a dare ai ragazzi una specie di buste-paga simboliche che loro stessi ci hanno chiesto espressamente proprio per avere un qualcosa in cambio del lavoro svolto e sentirsi utili”, ci spiega De Santis.

 

 

Le occasioni della rete per le Ong

In questo contesto, dunque, si inserisce la collaborazione con Phi Foundation: “Grazie alla rete di supporto da loro costituita cerchiamo di convogliare maggiore attenzione sulle nostre attività e di avviare delle campagne di raccolta fondi”, chiarisce De Santis. “Solo le grandi associazioni come Fai, Telethon e altre di simile rilevanza sono in grado di trovare fondi importanti”, scandisce De Falco. E solo pochissime, tra tutte le altre, conoscono le possibilità che la rete offre. Come avviene nel caso di Google con il progetto Ad Grants. “Fai conoscere la tua causa a tutto il mondo”. Con questo slogan il colosso del web comunica il progetto: “Un programma pubblicitario che consente alle organizzazioni non profit di fare pubblicità on line gratuitamente tramite Google AdWors”, si legge sul sito Phi Foundation, garantendo una cifra pari a 10mila dollari al mese.

 

Ritardi italiani

Per De Falco è incomprensibile che solo poche associazioni italiane si avvalgano di strumenti e possibilità come quella offerta da Google: “Noi cerchiamo di orientare i nostri partner in questo senso perché ci accorgiamo di quanta fatica facciano ad andare avanti nei loro progetti: non sfruttare la rete ma continuare a concentrarsi solo sui mercatini non ripaga, oggi come oggi, gli sforzi che vengono fatti”.

Manca, secondo il fundraiser di Phi Foundation, il sostegno di figure come quelle dei project manager che possano orientare le associazioni verso la partecipazione a bandi anche europei. “Spesso sono complicati ma se si considera che una percentuale altissima di associazioni italiane non è neanche registrata, significa che non esiste la consapevolezza delle potenzialità di cui usufruire (la registrazione è indispensabile), sebbene l’Italia sia un paese di grandi donatori e di grandissimo associazionismo”, conclude De Falco. Una fotografia, questa, rilevata anche dall’Istat: il 66,7% delle associazioni, infatti, in Italia risulta essere “non riconosciuta”, e cioè non possedere una personalità giuridica riconosciuta dallo Stato.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

 

Alessandro Roma

PHI Foundation

 

Il meraviglioso viaggio…di un vestito usato

Sono un vestito usato, una di quelle tutine rosa con orsetti e cuoricini indossato per pochi giorni da una bimba cresciuta in fretta. In breve tempo sono diventato troppo piccolo per lei e sono stato riposto, ben piegato e profumato, in una scatola che sa di lavanda: un vestito usato tra tanti altri. Dopo qualche mese mi trovavo in compagnia di una enorme quantità di vestiti per neonati, tanto belli da guardare ma ormai inutilizzabili. Mi sentivo dimenticato, non potevo vestire nessun bebè, non potevo proteggerlo dal freddo e scaldare i suoi piedini, non potevo rendermi utile.

Un giorno però è accaduto qualcosa di inaspettato per un vestito usato: la mamma che mi aveva acquistato e così ben conservato, mi ha tolto dalla scatola insieme ad altri piccoli vestiti e, dopo avermi sistemato in una grande borsa, mi ha messo in macchina per un viaggio che si rivelerà meraviglioso.

In breve tempo mi sono ritrovato tra nuovi volti e nuove mani che mi hanno riposto con cura e ordine sopra dei grandi scaffali. Ho avuto immediatamente la certezza che presto mi sarei sentito nuovamente utile per qualcuno: ero arrivato nel Centro Raccolta di Opera San Francesco, il luogo dove le persone donano abiti per grandi e piccini, calzature, valigie, coperte, nuovi o in buono stato, oltre a medicinali integri e non scaduti.

Un dato può dare l’idea delle dimensioni di questa attività: nel 2016 il valore degli abiti distribuiti da Opera San Francesco si è attestato a 288.509,50 euro (dati elaborati da Altis, Bilancio Sociale 2016).

I capi distribuiti:

  • magliette 17.350
  • pantaloni  13.410
  • felpe 11.560
  • scarpe 5.632
  • giubbotti 4.964
  • coperte 2.279
  • lenzuola 1.943
  • borse 1.751
  • sacchi a pelo 640

E’ così che dopo qualche giorno mi sono ritrovato indossato da una piccola bimba, dagli occhioni scuri, i capelli ricciolini e la pelle color del cioccolato. Viveva con la sua mamma in una struttura di accoglienza, era appena arrivata da molto lontano ma sapevo che, per qualche tempo, le sarei stato molto vicino.

E’ grazie a gesti cosi semplici, grazie all’intenzione di ciascuno di noi e all’impegno di tanti volontari di Opera San Francesco, che un vestito usato si può rivelare un dono prezioso per chi possiede poco o nulla.

 

PHI Foundation

VIVA GLI ANZIANI: UN’ORA DI VOLONTARIATO PUÒ CAMBIARE DELLE VITE

Due bellissime lettere, due richieste di aiuto che non sono passate inosservate, che fanno riflettere e fanno capire. Queste sono le parole raccolte dalla Comunità di Sant’Egidio, che nel 2004 a Roma hanno fatto nascere il programma “Viva gli Anziani ”, realizzato grazie al volontariato di molte persone.

Sono le parole di Anna, che non vuole più vivere da sola ed entra in un istituto, ma si sente un numero senza identità e ha paura di dimenticarsi anche il proprio nome. Anna ha ancora molto da dare, può essere una buona ascoltatrice, può dare buoni consigli, può essere un’amica a cui regalare un’ora del proprio tempo e in cambio ricevere un affetto e un amore sincero.

Maria invece sa che non potrà continuare a farcela da sola, uscire a fare la spesa a volte è difficoltoso, le incombenze di casa sono ormai troppo pesanti e l’aiuto di una colf non se lo può permettere.  Ma l’istituto proprio no. Le sue foto, i suoi mobili… poter mangiare quando vuole e quello che vuole, poter vedere la tv anche di notte, quando soffre di insonnia. Vorrebbe mantenere la propria libertà ma così non può che attendere l’aiuto di qualcuno che si ricordi di lei. Queste ed altre accorate testimonianze hanno portato la Comunità di Sant’Egidio a far decollare il progetto di solidarietà per gli anziani.

Sulla scia dell’esperienza di Roma, Riccardo Mauri della Comunità di Sant’Egidio a Milano, insieme ad altri volontari, decidono di creare anche a Milano un modello di struttura d’accoglienza alternativo alla casa di riposo. Per realizzare il progetto, iniziano a cercare una casa dove degli anziani possano convivere e condividere la spesa di badanti e colf.

Partecipano così ad un bando del comune di Milano e con tanto impegno e volontà si aggiudicano una bellissima casa, in zona Lambrate, confiscata alla mafia. Che grande soddisfazione!

I lavori hanno inizio, l’obiettivo è creare una vera e propria abitazione con cucina, soggiorno, tre camere da letto e tre bagni, adatti alle esigenze e alla mobilità di un anziano. Per fortuna i volontari sono tanti e così grazie a donazioni, Onlus e Volontariato si portano a termine i lavori e la ricerca degli anziani disponibili a fare questa esperienza.

La prima è Luigia, una signora forte e dinamica, ultra ottantenne che accetta la sfida e per prima entra a far parte del team. Racconta le sue iniziali titubanze nel dover condividere una casa con delle persone estranee, ciascuna con le proprie abitudini, ma ben presto si ricrede. La famiglia si allarga, a volte ci si dà un po’ fastidio, è vero, ma è bello condividere, partecipare e donare il proprio tempo agli altri. Due badanti seguono quotidianamente gli anziani dandosi il turno, passano familiari e amici e soprattutto i volontari, persone speciali che offrono il loro tempo e la loro amicizia.

Se anche voi volete donare un po’ del vostro tempo a questi anziani e trascorrere un’ora della vostra giornata con loro, sono sicura che ne rimarrete affascinati. Per informazioni potete contattare Riccardo Mauri al 3398382974.

E ora non mi resta che aggiungere Viva gli Anziani, Viva il volontariato.

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

PHI Social Innovation Community: Social Fundraising e Crowdfunding

Tutti sappiamo cos’è il Fundraising, ovvero il sistema di raccolta fondi messo in piedi per realizzare determinati progetti (profit o no profit).

Ma cos’è il Crowdfunding, o anche detto “Social Fundraising“? E in che cosa si differenzia da una normale attività di Fundraising?

Il Crowdfunding è l’attività di raccolta fondi (o Fundraising) che utilizza come canale unico o principale per la raccolta, il web e i Social Network.

Quali vantaggi offre rispetto alle tradizionali raccolte fondi?

Rispetto ad una tradizionale raccolta fondi, il Social Fundraising ha notevoli benefici che spesso non sono presi in considerazione.

  • Grazie alle piattaforme di Social Fundraising potete entrare in contatto con migliaia di potenziali Donatori ai quali potrete far conoscere la vostra iniziativa.
  • Durante la campagna di raccolta fondi (Fundraising) potrete promuovere il vostro progetto utilizzando i Social Media, iniziando fin da subito a far conoscere la vostra Organizzazione Non Profit e l’iniziativa supportata.
  • Attraverso l’interazione con i vostri Donatori, potrete avere moltissimi feedback sulla vostra iniziativa – progetto e migliorarlo per renderlo ancora più interessante.

Per le Organizzazioni Non Profit che vogliono raccogliere fondi in maniera tradizionale, servono molti contatti, incontri, telefonate e molto altro. In poche parole: tempo e denaro. Una campagna di Crowdfunding invece è molto più semplice: Si presenta l’idea – progetto “Non Profit Orient” nelle piattaforme web, in maniera semplice e accessibile e, una volta presentata, si dovrà semplicemente promuovere l’iniziativa “Non Profit Orient” nelle Social Community.

Quella delle campagne di Crowdfunding è una risorsa preziosa anche per le Organizzazioni Non Profit già avviate e con una discreta storia alle spalle, infatti, avendo già creato una Community con un buon numero di volontari, sostenitori e di fan, avranno la possibilità di sfruttare questa base di contatti, risparmiando anche, in termini di advertising rispetto alle nuove No Profit.

Quando si cercano dei Donatori per un progetto, si punta ad ottenere ingenti somme di denaro, tagliando automaticamente fuori micro o piccoli Donatori.

Con il Social Fundraising si ha accesso a migliaia di piccoli Donatori, che anche contribuendo con pochi soldini, possono aiutare e portare a compimento un progetto Non Profit Orient.

Il grande beneficio del Social Fundraising, (forse sottovalutato), è che permette di aumentare la propria visibilità prima, dopo e durante la raccolta fondi, facendo quindi conoscere la propria iniziativa ad una Social Community costantemente in espansione.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

PHI Foundation

Come comunicano le ONP ?

Per far fronte all’attuale crisi economica e al calo dei finanziamenti, il fundraising è sempre più determinante per le ONP non solo per le oltre 300mila organizzazioni italiane del settore (Onp), ma anche per musei, scuole pubbliche e private, amministrazioni locali ed enti socio-sanitari. Lo scorso Natale, ad esempio, più di un italiano su tre (il 43% al Nord, il 39% al Centro e il 29% al Sud) ha effettuato una donazione. In questo scenario la figura del fundraiser assume un ruolo sempre più importante.

Il fundraiser risulta essere sempre più rilevante e richiesto sul mercato ed è necessario che abbia delle competenze specifiche, come sottolinea Paolo Venturi, direttore dell’Aiccon (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit) spiega: “in questa fase storica, il compito del fundraiser è quello di creare un’innovazione di rottura rispetto alla tradizionale visione della sua professione: è necessario alimentare un approccio più imprenditoriale, ossia capace di assumersi quote crescenti di rischio rispetto agli obiettivi delle Onp, e una conoscenza specifica dei nuovi strumenti di comunicazione online.

Come fa comunicazione il Non profit in Italia? Secondo l’Istat, le ONP che utilizzano almeno uno strumento di comunicazione interattivo come blog, forum, chat, social network e Internet sono 205.792, pari al 68,3% del totale. Quali sono i canali o gli strumenti più utilizzati? Al primo posto c’è Internet, in particolare il sito web (60,9%), che non è del tutto sostitutivo dei mezzi tradizionali. Seguono infatti comunicati e brochure informative per il 54,2%, mentre il 30,6% utilizza i social network per veicolare e condividere idee e creare community sul web, il 29,8% per fare pubblicità e il 15,2% per diffondere la newsletter periodica.

Tra le organizzazioni che impiegano strumenti di comunicazione, il 43,3% sono ONP che si occupano prevalentemente di cultura, sport e ricreazione. Una comunicazione più tradizionale caratterizza quelle attive nel settore della religione, che adottano prodotti editoriali “classici”, come giornali e riviste. Invece le istituzioni che si occupano di assistenza nelle emergenze e che si dedicano alla protezione degli animali sono quelle che impiegano maggiormente i social network. Infine ci sono le organizzazioni politiche o di sostegno all’attività dei partiti, in questo caso le piattaforme più utilizzate sono quelle tematiche come blog, forum e chat.

La raccolta fondi:

La comunicazione spesso è finalizzata alla raccolta fondi: le ONP che hanno dichiarato di svolgere questa attività ammontano a 60.071 unità, pari al 20% di quelle censite dall’Istat. C’è una forte correlazione tra la scelta di effettuare raccolta fondi e il settore di attività prevalente. Quote molto superiori alla media nazionale di istituzioni che attivano forme di raccolta fondi sono  presenti nei settori della cooperazione e solidarietà internazionale (80,8%), della filantropia e  promozione del volontariato (36,5%), della sanità (35,2%), e  dell’assistenza sociale e protezione civile (33,9%).

Il contatto diretto rimane la modalità più utilizzata per la raccolta fondi (61,1% delle istituzioni), seguito dall’organizzazione di eventi e manifestazioni pubbliche (55,5%). Nel caso di ricorso al contatto diretto per la raccolta fondi, le istituzioni non profit si rivolgono contemporaneamente ai diversi settori della società: nell’81,7% dei casi ai singoli cittadini, nel 48,4% alle imprese private, nel 34,4% a istituzioni pubbliche e nel 16,1% ad altre istituzioni non profit .

Dunque soprattutto nell’ambito del No Profit, gestire, coordinare e pianificare campagne di Fundraising è diventato non solo importante, ma addirittura fondamentale. Rivolgersi a piattaforme e a specialisti che possano garantire questo genere di operazioni con una ragionevole percentuale di successo, può rappresentare una alternativa al “door to door” o alle altre classiche soluzioni di finanziamento.

www.phifoundation.com

Articolo tratto da Reppublica.it scritto da Stefano Pasta

PHI Foundation

CONOSCI LA GIORNATA DEL NASO ROSSO ?

Il naso rosso è  il simbolo per eccellenza dei clown, icone del circo e di sketch comici ma anche soggetti tetri e pericolosi se associati al libro di Stephen King, It.

Ma il naso rosso rappresenta anche il simbolo di tutti quei volontari che con la clownterapia si impegnano a portare un sorriso in ospedali, case di riposo e strutture sanitarie ai malati ed a chi si sente triste e solo.

Tra le associazioni che promuovono e incentivano il volontariato clown non solo in Italia, ma anche nel Terzo Mondo, troviamo VIP Italia Onlus.

VIP (Viviamo In Positivo) Italia Onlus è la federazione che collega e coordina 57 associazioni VIP sparse in tutto il territorio italiano e nella Repubblica di San Marino con l’obiettivo di: fornire e garantire una formazione costante ai 4400 volontari clown che prestano regolarmente servizio nelle oltre 200 strutture ospedaliere e sanitarie in tutta Italia; promuovere il Vivere in Positivo e il volontariato clown in ogni situazione di disagio fisico o sociale in Italia ed anche nel Terzo Mondo; sensibilizzare al Vivere in Positivo attraverso eventi, pubblicazioni e testimonianze.

La Onlus organizza, ogni 21 maggio, la Giornata del Naso Rosso: una giornata dedicata alla raccolta fondi per i progetti in agenda ed a sensibilizzare l’opinione pubblica diffondendo il pensiero positivo, fondamento dell’associazione.

Quest’anno l’evento vedrà la partecipazione di circa 4 volontari clown Vip (riconoscibili dal camice identificativo della Onlus, con la scritta Viviamo in Positivo sulla schiena, colletto rosso, maniche rigate e tesserino identificativo) e solo loro saranno autorizzati a raccogliere fondi nelle diverse piazze italiane a nome di VIP.

Partecipa anche tu alla Giornata del Naso Rosso per donare un sorriso a chi soffre, puoi trovare maggiori informazioni e l’elenco delle piazze in cui saranno presenti i volontari VIP al link: http://www.giornatadelnasorosso.it/le-piazze-2017

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

Google per il non profit

Google per il no profit: come funziona Google Grants

Sono diverse decine di migliaia le associazioni no profit in Italia, sintomo di un settore in continua evoluzione. Anche per loro il web è diventato strumento essenziale di visibilità e relazione con volontari e donatori.

Google non si è fatto sfuggire l’occasione e, da un paio di anni a questa parte, ha gradualmente introdotto servizi per il no profit.

Google per il no profit mette a disposizione delle organizzazioni onlus diversi tools:

  1. Youtube for good permette di accedere a funzioni avanzate come il live streaming e il donate button
  2. Google apps per il no profit elimina i costi dell’IT e favorisce una collaborazione più efficace del personale
  3. Ad Grants è la versione no profit di

Come funziona google per il no profit (Ad Grants)?

Semplice ed efficace, google Ad Grants consente sia ai principianti, sia ai professionisti di lanciare più facilmente campagne di advertising grazie a soluzioni ideate esclusivamente per le organizzazioni no profit di ogni tipo e dimensione.

I benefici dei servizi che google mette in campo per le no profit sono:

  1. Il costo per clic (CPC) massimo è pari a $ 2,00 USD.
  2. Puoi usufruire di pubblicità AdWords gratuita per un valore di $ 10.000 USD (fino a $ 40.000 USD per i partecipanti del programma Grantspro) al mese.

Google Grants

Ora, Come posso rendere più visibile la mia associazione no profit?

Molte organizzazioni si sono già messe all’opera. Ecco alcune funzioni e consigli che possono aiutarti a rendere più visibile la tua onp grazie a Google per il no profit:

#Raggiungi un pubblico più vasto

Google Grants ti permette di impostare campagne Adwords gratuite per un valore di $ 10.000 USD al mese. La piattaforma messa in campo da google mostrerà i tuoi annunci di ricerca alle persone in cerca di organizzazioni no profit.

Attraverso questo servizio si ha la possibilità di intercettare la domanda latente, ovvero raggiungere persone che ignorano l’esistenza della tua associazione.

Scrivere annunci performanti non è facile, per cui eccoti un breve articolo che spiega come cavarsela negli oscuri meandri di google Adwords in poco tempo.

#Incrementa le donazioni

Google Ad Grants rende più semplice agli utenti fare donazioni per la tua causa. Se è più facile donare, gli utenti saranno più propensi a farlo.

donazioni

#Informazioni più dettagliate

Dopo aver pubblicato gli annunci, attraverso google analytics e il monitoraggio delle conversazioni puoi entrare in possesso di informazioni utili che ti aiuteranno a performare meglio il tuo annuncio.

Mi raccomando, ricorda, la strategia dell’associazione dovrà essere intelligentemente integrata con tutti i canali web. Una campagna di raccolta fondi di successo sfrutta tutti gli elementi che la rete mette a disposizione. E’ impensabile riservare a google o ad un altro canale una strategia separata da quella che è l’attività dell’ong. 

Phi Foundtaion
Mario Rolla

 

 

donare nel no profit

DONARE: LA MISSION DI PHI FOUNDATION

Cari amici,
probabilmente è giunto il momento di raccontarsi il perchè l’azione di donare all’interno dell’esperienza di volontariato, oggi, ci conduce in situazioni delicate, particolari, bellissime, drammatiche.
Esperienze di volontariato che fanno riflettere, suscitando speranze, generando emozioni e offrendo spunti per sogni e storie.

Phi Foundation, ha come missione la solidarietà e il sostegno verso il mondo del no profit, un’avventura dove l’aspetto più bello consiste nel vivere l’immensa generosità delle persone con cui è stato possibile costruire relazioni e collaborazioni importanti e dove donare rappresenta la quotidianità.

Siamo professionisti della Comunicazione e Fundraising (Raccolta Fondi orientate al no profit) con esperienze e provenienze diverse, ma uniti da un obiettivo unico: mettere a disposizione dei Volontari, “Formazione Gratuita” e strumenti innovativi che permettano di aumentare la Visibilità delle loro azioni e contemporaneamente, fornire a tutte le Organizzazioni no profit (ONP) una piattaforma facile e intuitiva per raccogliere Donazioni.

Siamo prima di tutto dei Volontari, perché è una cosa che sentiamo nel profondo dell’anima. Aiutare gli altri ci appaga e poi, in un mondo in cui nessuno da niente per niente, sapere che ci sono persone che si dedicano agli altri è davvero qualcosa di straordinario.

Aiutare ci fa sentire utili rendendoci felici, ma allo stesso tempo ci ha aiutato a sviluppare un senso di umiltà e di rispetto verso tutti, al di là di qualsiasi diversità.

Siamo cresciuti sviluppando questi valori, credendo negli stessi ideali senza ipocrisie o false verità.

Essere volontari “Phi Foundation” significa Donare senza ricevere; se non il sorriso delle tante persone che quotidianamente aiuti.

E poi poter condividere il progetto all’interno di una comunità, raggiungere gli obiettivi prefissati, migliorare le nostre azioni quotidianamente e innalzare costantemente l’asticella delle aspettative è una cosa che ci Gratifica.

Perché lo facciamo? “Per far crescere chi verrà dopo di noi con dei Valori”.

Vuoi raccontare la tua Storia? Sei un Volontario? Vuoi Cooperare? Sei una organizzazione no profit (ONP) e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di Raccolta Fondi ? O semplicemente hai voglia di donare ?
Chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

PHI Foundation

 

Festa dello Sport 2017: I ragazzi del “Sacro Cuore” campioni della Puglia!

Si è svolta domenica 26 Marzo, nei campi di gioco della casa Salesiana di Santeramo in Colle (Ba), la festa dello sport 2017 degli oratori salesiani della Puglia.

La giornata, iniziata di buon mattino, ha visto la partecipazione di centinaia di ragazzi,  accompagnati da tanti genitori e animatori, provenienti dagli Oratori della Puglia Nord: BariCerignolaFoggiaAndriaMolfetta, e Santeramo.

Una grande festa dello sport 2017 quella vissuta in terra barese che ha permesso agli organizzatori salesiani di continuare a promuovere lo sport come strumento educativo, per prevenire episodi di devianza e per offrire la possibilità a tutti, in modo particolare ai più piccoli, di crescere, nel fisico, nello spirito e nella mente, in un clima di famiglia e di rispetto reciproco come ci ricorda don Bosco << dalla buona o cattiva educazione della gioventù dipende un buon o triste avvenire della società >>.

L’oratorio di Foggia ha partecipato al raduno regionale  con  una rappresentativa formata da  22 ragazzi, che divisi in due squadre hanno preso parte ai tornei di calcio nella categoria mini (2006-2007) e propaganda (2004-2005).

La squadra di calcio dell’Oratorio “Sacro Cuore” di Foggia, dopo un girone combattutissimo, a conclusione della manifestazione è stata incoronata, per la seconda volta consecutiva, nella categoria propaganda, regina degli Oratori Salesiani della Puglia, mentre per la categoria mini ha conseguito un inaspettato e prestigioso secondo posto;

La squadra foggiana cat. Propaganda vincendo si è così conquistata, di diritto, un posto al prossimo importante appuntamento le FINAL TIME, che si terranno dal 29 Aprile al 1 Maggio 2017.

Ma la vittoria più grande ed importante è venuta proprio dai ragazzi che hanno aderito, con sano protagonismo, attivamente e con gioia all’evento testimoniando, insieme a tutti i partecipanti: animatori, atletigenitorivolontari, l’attualità e la bellezza del messaggio salvifico del Santo educatore che invita tutti i ragazzi ad essere ogni giorno – buoni cristiani e onesti cittadini. 

Per rivivere i momenti salienti del trionfo dei ragazzi foggiani alla Festa dello Sport 2017 è possibile visionare i video su salesiani channel .

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

Se vuoi aiutarci in questo compito, sostienici attraverso un contributo cliccando su questo link

 

 

Massimo Rosario Marino

PHI Foundation

palloncino blu autismo

UN PALLONCINO BLU PER ABBATTERE LE BARRIERE DELL’AUTISMO

L’autismo  è una patologia caratterizzata dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale che provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi.

Il 2 Aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata della Consapevolezza dell’Autismo (WAAD, World Autism Awareness Day) per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo disturbo e molte associazioni, tra cui ANGSA organizzeranno manifestazioni ed eventi in tutto il territorio nazionale.

L’ANGSA è l’ Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici ed è nata nel 1985, con lo scopo di difendere i diritti delle persone con autismo e delle loro famiglie. E’ formata da genitori, familiari e tutori di persone nello spettro autistico ed è una Onlus articolata sul territorio nazionale con una sede centrale, 18 sezioni regionali e 24 locali federate “aventi propria personalità giuridica”.

Uno degli eventi principali organizzati quest’anno da ANGSA si svolgerà a Ladispoli, in provincia di Roma, in piazza R.Rossellini dalle 10 alle 17 e nel corso dell’evento un gruppo di volontari di ANGSA Lazio distribuiranno i volantini dell’associazione e saranno disponibili a parlare della patologia e delle difficoltà che le persone con autismo e le loro famiglie vivono quotidianamente.

Regaleranno inoltre palloncini “BLU” (colore dell’autismo) e insegneranno ai più piccoli a fare sculture con i palloncini modellabili.

Ma la special guest dell’evento sarà Ralph Spaccatutto, per rendere omaggio al  tema della campagna del WAAD di quest’anno dal titolo  Break barriers together for autism. Let’s build an accessible society”, cioè “Abbattiamo insieme le barriere per l’autismo. Costruiamo una società accessibile” .

Sostieni anche tu  ANGSA nelle sue battaglie per difendere i diritti delle persone malate di autismo, per maggiori informazioni su come contribuire alla causa puoi consultare il sito http://angsa.it/cosa-puoi-fare/.

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

YouTube

Con YouTube maggiore visibilità, umanità e trasparenza al proprio brand No Profit

YouTube, secondo motore di ricerca dopo Google, è un social media dalle grandi potenzialità in quanto, oltre ad essere gratuito, consente di incorporare i contenuti sul sito e sui propri social senza sovraccaricare il server e la loro visualizzazione in HD.

Pertanto per le Associazioni non profit può essere un ottimo canale di raccolta fondi, per reclutare volontari e conferire maggiore visibilità e trasparenza al brand. Le no profit possono accedere all’utilizzo di funzioni speciali come il link diretto al proprio sito più un supporto tecnico dedicato e comunque, se non hanno molti followers del canale, possono sempre condividere i propri video sulla pagina Facebook oppure nella newsletter periodica che inviano alle proprie liste.

I contenuti su YouTube accrescono senza dubbio il tasso di engagement: basti pensare al maggior impatto che uno storytelling visivo può avere rispetto a un contenuto esclusivamente testuale. Lo spot di Unicef Un giorno qualcuno parlerà di te sui lasciti ne è un esempio così come quello, dal tono brillantemente ironico, del Cesvi La sua Africa – Il Terzo Segreto di Satira.

Infatti la metrica che permette di verificare l’efficacia di una campagna YouTube non è il numero di visualizzazioni bensì il grado di interazione che questa riesce a generare. Fra l’altro, un utente attivo che commenta, condivide o partecipa alle conversazioni tramite hashtag è sicuramente più arricchito dall’esperienza visiva e più facilmente potrà diventare attivista o donatore della nostra Associazione no profit.

Come per gli altri social media, anche per YouTube vale la regola di condividere e sottoscrivere canali di altre Onlus per poter a propria volta essere seguite e aumentare il traffico sulla propria pagina.

Più tecnicamente parlando, l’uso del canale Youtube è semplice, pure se non siamo videomaker professionisti. Per girare si può usare uno smartphone di buona qualità e un microfono. Ci sono vari siti creative commons, dove scaricare brani gratuitamente senza violare i diritti di autore, e software di movie maker low cost, come Kizoa, per il montaggio.

Per invitare gli utenti a interagire con l’Associazione si possono inserire nei video le annotazioni anche quelle con link ad altri propri video correlati e promuovere così i contenuti in maniera incrociata.  Tuttavia, per non interrompere la user experience, meglio ridurre al minimo il numero di inviti all’azione (iscriviti, aggiungi ai preferiti, ecc.) e aggiungerli verso la fine.

Anche se il pulsante di donazione all’interno del canale YouTube al momento è disponibile solo negli Stati Uniti e nel Regno Unito, è possibile compensare questa mancanza con l’inserimento, nella scheda “Informazioni”, di link ancorati ad una call to action efficace che indirizzino lo spettatore direttamente su una pagina di raccolta fondi. Il primo di questi link sarà sempre in evidenza sulla copertina del canale.

Per quanto riguarda la reportistica, tramite YouTube Analytics è possibile analizzare le caratteristiche degli utenti e le loro preferenze per meglio pianificare la content strategy. Altri metodi per studiare il nostro target e supportare la creazione di un valido piano editoriale sono Google Trends per YouTube, usato per analizzare i contenuti più ricercati, e lo strumento per le parole chiave di YouTube, usato per la keyword research.

In conclusione YouTube contribuirà sicuramente a dare un’immagine umana e trasparente della tua Associazione, mai dimenticare però che i contenuti video, per quanto realizzati con mezzi semplici e low cost, devono sempre essere creati con cura di scrittura, ripresa e editing per garantire una user experience di qualità.

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

Se vuoi aiutarci in questo compito, sostienici attraverso un contributo cliccando su questo link

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

RIPARTIRE INSIEME: EREDI E NON REDUCI

Dalle parole di Matteo Renzi al Lingotto, oltre a tutti i ringraziamenti ai partecipanti e (in particolare ai volontari), emerge che non vi è prospettiva di sviluppo senza un vero e risolutivo cambiamento, quindi, “ripartire insieme” andando incontro, anzi, “rivendicare il futuro” come “eredi e non reduci” di un passato verso il tramonto.

 

Matteo Renzi parla della lotta per l’uguaglianza e garanzie di riscatto sociale delle pari opportunità, di promuovere il capitale umano, affrontare la sfida educativa rivendicando un futuro progressista in direzione di una società etica con solidi valori, rilanciando contenuti e ideali, contemporaneamente restituire una speranza al paese al fine di garantire solide prospettive alle generazioni future.

 

Matteo Renzi propone partecipazione e coinvolgimento lanciando una provocazione da progressista e innovatore, “realizziamo insieme lo sviluppo dell’innovazione sociale con progetti di interesse comune e sostanzialmente rivolti a dare lavoro ai meritevoli e progresso in assoluta trasparenza restaurando un clima di fiducia tra il cittadino e le istituzioni”.

 

L’innovazione sociale è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali che la politica tradizionale sembra sempre più in grado di affrontare, la responsabilizzazione dei gruppi e degli individui, e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

“Eredi non Reduci”

 

Phi Foundation Social Inovation Community

è il nuovo modo di concepire l’engagement sociale al servizio della collettività

 

ENTRA NELLA PRIMA SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

CHI SALVA GLI ANIMALI DAL FREDDO?

Le fredde e rigide temperature invernali  ci rendono facili vittime dei malanni di stagione, ma anche i nostri amici animali soffrono particolarmente il freddo e le sue conseguenze, specialmente quelli abbandonati.

Per salvaguardare la loro salute Aidaea Onlus, Associazione Italiana Difesa Animali & Ambiente, ha lanciato una campagna straordinaria di adozioni per l’inverno 2017.

Aidaea è una associazione no profit fondata per proteggere gli animali, prevenire e reprimere ogni forma di loro maltrattamento e tutelare l’ambiente naturale. Ha tra i suoi obiettivi quelli di difendere gli animali di affezione e prevenire il randagismo, di sviluppare e diffondere la pratica della sterilizzazione e di aiutare i rifugi promuovendo le adozioni.

Nel corso della sua attività e grazie ai suoi volontari è riuscita a far adottare diverse centinaia di animali ed in una sezione del suo sito ha raccolto e documentato tutte le storie più belle, vissute dall’associazione e dai suoi amici a quattro zampe, per rendere quei momenti indelebili.

La campagna straordinaria adozioni inverno 2017 è incentrata sulla ricerca di una casa per quegli animali provenienti dai canili  travolti dal gelo, tra cui: Mulan e i suoi fratelli (6 cuccioli salvati dalla neve), Cloe e le sue bellissime sorelline, Tricia (bellissima setterina di 9 mesi), Ignazia (cucciola di 7 mesi), Mila (spettacolare cucciolona in cerca di casa) e tanti altri cani in cerca di una famiglia e di qualcuno che si prenda cura di loro riempiendoli d’ amore.

Per maggiori informazioni su questa campagna adozioni chiama i numeri 327 2018759, 340 4036345, 347 7169048  o consulta il sito http://www.aidaea.it 

 

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

Se vuoi aiutarci in questo compito, sostienici attraverso un contributo cliccando su questo link.

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

TRA LE VITTIME DELL’ HOTEL RIGOPIANO ANCHE UN VOLONTARIO DELLA CROCE ROSSA

Il bilancio delle vittime dell’ Hotel Rigopiano, distrutto in modo drammatico da una slavina,  continua ad aggravarsi: sono 29  i corpi senza vita recuperati dai soccorritori e tra quelli già identificati è presente anche Gabriele, che lavorava nell’albergo come cameriere ed era un volontario della Croce Rossa Italiana.

Le squadre di soccorritori, formate da Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Protezione Civile, Finanzieri, Carabinieri, Esercito, volontari della Croce Rossa e Poliziotti hanno scavato ininterrottamente tra le macerie della struttura alberghiera per giorni, nella speranza di trovare gli ultimi dispersi ancora in vita.

La Croce Rossa Italiana (CRI), in particolare, ha coordinato la sistemazione di un rifugio nei pressi dell’ Hotel Rigopiano, che è stato adibito a campo per i soccorritori, ed intanto sono intervenute le squadre di supporto psicologico, impegnate nelle delicate operazioni di assistenza e conforto in favore di parenti ed amici delle vittime della tragedia.

La Croce Rossa Italiana è un’associazione di promozione sociale che si occupa di assistenza sanitaria e sociale sia in tempo di pace che in tempo di conflitto e, da più di 150 anni, interviene ed affronta le situazioni di vulnerabilità delle comunità con risorse e mezzi propri, diffondendo una cultura della non violenza e contribuendo al mantenimento e alla promozione della dignità umana.

La Croce Rossa Italiana è composta da più di 600 Comitati e più di 100.000 volontari e in occasione della recente emergenza neve che ha colpito il Centro Italia, colpendo non solo l’ Hotel Rigopiano ma diverse zone situate prevalentemente in Abruzzo e nelle Marche, è stata impegnata con ben 1300 volontari e con oltre 160 veicoli.

I suoi volontari hanno assistito i diversi nuclei familiari isolati trasportando loro viveri e medicinali, hanno provveduto alle evacuazioni in caso di rischio valanghe mentre, nelle situazioni di maggior criticità, hanno lasciato spazio agli operatori SMTS (Soccorso con Mezzi e Tecniche Speciali) ed al soccorso piste della Croce Rossa.

Ma le operazioni di soccorso della CRI non si fermano dopo l’ Hotel Rigopiano: contribuisci anche tu all’impegno quotidiano della più grande Organizzazione Umanitaria del Mondo, sostieni la Croce Rossa Italiana.

 

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

Se vuoi aiutarci in questo compito, sostienici attraverso un contributo cliccando su questo link .
Nicola Minerva

PHI Foundation