ARTICOLI DELLA SETTIMANA 29 GENNAIO

#DONARE CON FIDUCIA E’ UN DIRITTO

Lugano, 28 gennaio 2017 – PHI Foundation – Il terremoto che ha colpito l’Italia centrale (aggravato dalle avversità climatiche), ha messo in ginocchio il cuore del Paese ma è stato anche occasione, ancora una volta, per rendere evidente la generosità di cui sono capaci gli italiani. Il mondo del volontariato in prima linea, le organizzazioni, i territori e i singoli cittadini in modo anche spontaneo, si sono attivati e continuano a farlo anche in queste ore in cui l’emergenza sembra essere un amaro pane quotidiano. Per questo tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo, anche se piccolo.

Amareggia molto quindi apprendere di quanto riescano ad essere virali notizie circa “problematiche” sui fondi raccolti tramite sms solidale. Informazioni come queste sono in grado di minare la fiducia, radice stessa del verbo donare, poiché creano un clima di disfattismo che non fa bene a chi lavora per il bene comune.

È, infatti, di pochi giorni fa la notizia, alimentata soprattutto dal dibattito via social, in merito alla destinazione dei fondi raccolti tramite sms solidale subito dopo il terremoto, informazioni che hanno richiesto l’intervento diretto del Dipartimento della Protezione Civile: i soldi non sono spariti, né sono stati sottratti da nessun altro soggetto, né tantomeno dalle compagnie telefoniche stesse, che hanno già versato alla Protezione Civile la maggior parte dei fondi raccolti.

Si specifica: “La cifra raccolta, che supera i 25 milioni di euro, è, infatti, destinata alla fase di ricostruzione post emergenza, quella sulla quale si spengono i riflettori, quella in cui non si fanno le maratone televisive o le dirette tv, quelle però più preziose per chi vive nei territori colpiti“. Al contrario, come riportato nella nota del Dipartimento, per la fase di gestione dell’emergenza sono destinate tutte le necessarie risorse attraverso i fondi pubblici.

PHI Foundation da sempre lavora su temi come fiducia e trasparenza, poiché donare con fiducia e in tutta sicurezza, è un diritto di ognuno di noi. Le sensibilità espressa tramite le donazioni devono essere gratificate e incoraggiate, al tempo stesso, al donatore, devono essere dati gli strumenti giusti per potersi orientare e proteggere, tanto dalle notizie fuorvianti quanto da appelli non veritieri.

Per questo la PHI Foundation ha ideato “Certified” al fine di mantenere il donatore costantemente informato sullo stato di sviluppo dei singoli progetti con l’opportunità di interagire e partecipare attivamente, farsi coinvolgere, nello spirito della Social Innovation Community.

ENTRA ANCHE TU NELLA GRANDE FAMIGLIA PHI

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

 

TRA LE VITTIME DELL’ HOTEL RIGOPIANO ANCHE UN VOLONTARIO DELLA CROCE ROSSA

Il bilancio delle vittime dell’ Hotel Rigopiano, distrutto in modo drammatico da una slavina,  continua ad aggravarsi: sono 29  i corpi senza vita recuperati dai soccorritori e tra quelli già identificati è presente anche Gabriele, che lavorava nell’albergo come cameriere ed era un volontario della Croce Rossa Italiana.

Le squadre di soccorritori, formate da Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Protezione Civile, Finanzieri, Carabinieri, Esercito, volontari della Croce Rossa e Poliziotti hanno scavato ininterrottamente tra le macerie della struttura alberghiera per giorni, nella speranza di trovare gli ultimi dispersi ancora in vita.

La Croce Rossa Italiana (CRI), in particolare, ha coordinato la sistemazione di un rifugio nei pressi dell’ Hotel Rigopiano, che è stato adibito a campo per i soccorritori, ed intanto sono intervenute le squadre di supporto psicologico, impegnate nelle delicate operazioni di assistenza e conforto in favore di parenti ed amici delle vittime della tragedia.

La Croce Rossa Italiana è un’associazione di promozione sociale che si occupa di assistenza sanitaria e sociale sia in tempo di pace che in tempo di conflitto e, da più di 150 anni, interviene ed affronta le situazioni di vulnerabilità delle comunità con risorse e mezzi propri, diffondendo una cultura della non violenza e contribuendo al mantenimento e alla promozione della dignità umana.

La Croce Rossa Italiana è composta da più di 600 Comitati e più di 100.000 volontari e in occasione della recente emergenza neve che ha colpito il Centro Italia, colpendo non solo l’ Hotel Rigopiano ma diverse zone situate prevalentemente in Abruzzo e nelle Marche, è stata impegnata con ben 1300 volontari e con oltre 160 veicoli.

I suoi volontari hanno assistito i diversi nuclei familiari isolati trasportando loro viveri e medicinali, hanno provveduto alle evacuazioni in caso di rischio valanghe mentre, nelle situazioni di maggior criticità, hanno lasciato spazio agli operatori SMTS (Soccorso con Mezzi e Tecniche Speciali) ed al soccorso piste della Croce Rossa.

Ma le operazioni di soccorso della CRI non si fermano dopo l’ Hotel Rigopiano: contribuisci anche tu all’impegno quotidiano della più grande Organizzazione Umanitaria del Mondo, sostieni la Croce Rossa Italiana.

 

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

Se vuoi aiutarci in questo compito, sostienici attraverso un contributo cliccando su questo link .
Nicola Minerva

PHI Foundation

IN VESPA FINO IN LAPPONIA: IL VIAGGIO DEL SORRISO

La Lapponia, la sede del villaggio di Babbo Natale: questa la meta dell’incredibile avventura, il Viaggio del Sorriso, che Alessandro Pozzi vivrà a bordo della sua vespa per battere il guinness dei primati, percorrendo quasi 4 mila chilometri in soli 8 giorni.

Un viaggio che Alessandro Pozzi affronterà al fine di sostenere le iniziative della fondazione Il Ponte del Sorriso Onlus, per aiutare i bambini ricoverati in ospedale.

Questa fondazione, nasce nel 2010, per volontà del Comitato Tutela Bambino in Ospedale (associazione che, dal 1992, sostiene i bambini ricoverati e le loro famiglie) e si occupa di: promuovere attività nei reparti per aiutare i bambini ricoverati con giochi, sorrisi, colori e spazi vivaci; gestire una casa di accoglienza, realizzata dalla stessa fondazione, per ospitare le famiglie dei bambini o delle donne che si rivolgono  all’Ospedale Del Ponte per le cure, ma risiedono lontano dal centro ospedaliero; sostenere l’ospedale donando arredi, apparecchiature, attrezzature e finanziando progetti di ricerca scientifica.

Sono ben  400 i volontari operativi che prestano servizio nei reparti per Il Ponte del Sorriso e circa 10 mila i bambini che ogni anno usufruiscono della attività della fondazione, per un totale di ben 70 mila ore di volontariato donate ogni anno e di circa 3 milioni di euro investiti per le attività nei reparti, nell’ Ospedale del Ponte e nella casa di accoglienza.

Il Viaggio del Sorriso permetterà ad Alessandro Pozzi non solo di recapitare direttamente a Babbo Natale, nel suo villaggio in Lapponia, le letterine che i bambini del reparto di pediatria scriveranno nei prossimi mesi, ma anche di fare da volano per raccogliere fondi destinati a questi bambini, per regalar loro un sorriso per ogni kilometro che macinerà a bordo della sua vespa.

Il viaggio partirà nella prima settimana di Agosto 2017 da Varese: Alessandro Pozzi, a bordo della sua vespa d’epoca color crema del 1959, attraverserà Svizzera, Germania, Danimarca e Svezia per arrivare fino in Finlandia, all’estrema regione delle Lapponia, precisamente a Rovaniemi.

Sostieni anche tu il Viaggio del Sorriso e le altre iniziative promosse dalla fondazione il Ponte del Sorriso con una semplice donazione, senza dimenticare che  “Un bambino in ospedale non è un piccolo adulto, ma prima di tutto un bambino”.

 

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

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Nicola Minerva

PHI Foundation

#FUNDRAISING: ISOLA CHE C’E……SEMPRE

L’Isola che c’è, una realtà che quotidianamente svolge attività a sostenimento, un’Associazione di volontariato nata nel 2001, su iniziativa dei genitori di ragazzi disabili preoccupati nel procurare ai propri figli un percorso nella vita che non contemplasse soltanto l’istruzione e gli aspetti medico-riabilitativi.

La Mission è di “realizzare luoghi e progetti in cui l’Integrazione vuol dire inclusione ma non assimilazione, in cui si può far parte di una comunità dove essere tutti uguali e tutti diversi”.

 

Di seguito il link ad una breve intervista dal vivo:

 

https://www.facebook.com/RadioRadioByNightRoma/videos/1212095062178464/

 

ENTRA ANCHE TU NELLA FAMIGLIA PHI FOUNDATION

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

ARTICOLI DELLA SETTIMANA 22 GENNAIO

Anche le bambole pensano: un invito a crearle in modo diverso

Neha Chauhan Woodward, indiano-americana nata a New York, ama giocare con le bambole, però nessuna delle bambole con cui ha giocato da piccola assomigliava a una persona reale come poteva essere lei o una delle sue amiche.

Se anche io penso a Barbie, la bambola con cui ho trascorso la maggior parte della mia infanzia, non trovo nulla in lei che mi rappresenti. Aveva vestiti eleganti per tutte le occasioni, scarpe col tacco, orecchini brillanti, capelli biondi sempre in ordine, anche se avevo una spazzola per pettinarla. Ma soprattutto Barbie non aveva desideri, interessi, passioni, obiettivi da raggiungere. Mentre io ne avevo tanti. Barbie era troppo alta, troppo bella, troppo ideale per poter anche pensare, desiderare, conoscere.

Barbie era nata per apparire, non per essere. Era nata perfetta, come nessuna bambina, ragazza o donna è, nella vita vera. Barbie era come, fin da quando ero piccola, mi hanno detto di essere: bella, magra, educata, controllata, attraente per il futuro principe azzurro Big Jim. Forse è questo che ha pensato Neha Chauhan Woodward quando ha deciso di creare una bambola diversa dalle altre ma simile a tutte noi.

Così, con l’aiuto di una campagna Kickstarter, ha fondato Girls & Co, società di giocattoli che offre una collezione di sette bambole, ognuna rappresentativa di background culturali differenti. Nell’azienda lavora Mackenzie una afro-americana che spera un giorno di diventare president, Rory a cui piace la danza hip hop, Maya che si è trasferita con la sua famiglia dalla Colombia negli Stati Uniti e un giorno vuole essere uno scienziato. Poi ci sono Cara, di origine latina, e Anjali, indiano-americana, proprio come la fondatrice Neha Chauhan Woodward, che non aveva mai avuto una bambola indiana.

Grazie a Girls & Co molte bambine di provenienza diversa si sentiranno finalmente rappresentate. Non solo per origine etnica o geografica ma in quanto bambine, ragazze e future donne. Le bambole di Girls & Co rispecchiano personaggi reali: sono intelligenti, ambiziose, con interessi veri sia personali che professionali.

Le bambole di Girls & Co sono goal-oriented e sapranno ispirare le bambine affinché diventino future donne leaders. Per questo Neha Chauhan Woodward vuole destinare una percentuale del ricavato di vendita di ogni bambola a She’s the First, associazione no profit che realizza progetti di educazione per sostenere le bambine che vivono in condizioni svantaggiate in Africa, America Latina e Asia.

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

PHI CITY PROGRAM: INNOVAZIONE E TECNOLOGIA

Il PHI City Program è la realizzazione e sviluppo a livello locale della filosofia e del pensiero della Social Innovation, quel movimento che PHI Foundation intende sostenere e sviluppare.

Per PHI Social Innovation si intende un modo più pragmatico e concreto di realizzare i progetti sociali. Si può parlare di una tipologia di innovazione capace di creare nuovi saperi, tecnologie, strumenti e forme organizzative con finalità di natura Etica.

La PHI Social Innovation Community deve essere considerata una risorsa strategica per tutti quelli che vogliono pensare allo sviluppo della società in modo nuovo e concreto per rispondere alle difficoltà del momento e cercare di risolvere alcuni problemi della nostra società.

PHI Foundation Social Innovation Community è una comunità fondata sulla condivisione di valori etici con attitudine al cambiamento e alle innovazioni culturali, scientifiche e tecnologiche, al fine di soddisfare i bisogni sociali della collettività ed affrontare le nuove sfide per la crescita.

Social Innovation è creazione di nuove idee, prodotti, servizi che soddisfano bisogni sociali e simultaneamente creano nuove collaborazioni e relazioni. 

Il termine Social Innovation esprime, infatti, un doppio significato: innovazione intesa come utilizzo di tecnologie e innovazionone realizzata da una comunità e non da un unico individuo o un organismo; diventa così un risultato collettivo che richiede accordi, condivisione, co-adaptation e dialogo.

Si ha, infatti, innovazione sociale solo quando persone e organizzazioni svolgono un ruolo attivo e collaborativo nella realizzazione concreta dei processi innovativi, attraverso la creazione di reti sociali; soddisfare i bisogni della collettività ed affrontare le nuove sfide per lo sviluppo.

Le nuove comunità dovranno avere una grande capacità di vivere i cambiamenti derivanti: dall’evoluzione scientifica e tecnologica, dal confronto culturale, sociale ed economico con le altre comunità con cui bisogna cooperare e competere, dalle incertezze e dai rischi presenti nei piani per garantire un benessere minimo o una cittadinanza inclusiva.

Tutto questo può essere gestito al meglio solo attraverso la bussola della Social Innovation che implica una strategia per la formazione di smart-people, i quali devono vivere secondo i principi dello smart-living in delle smart-communities o smart-cities.

Quest’ultime da intendere come città dove gli investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell’istruzione, nella cultura, nelle infrastrutture per le nuove comunicazioni, alimentano uno sviluppo economico sostenibile, garantendo un’alta qualità di vita per tutti i cittadini e prevedendo una gestione responsabile delle risorse naturali e sociali, attraverso una governante partecipativa.

Tutto questo spinge a puntare prioritariamente sulla smart-education (sviluppo di piattaforme territoriali di e-learning, di public digital library, ecc.), cittadinanza attiva (strumenti di open-government, legalità, uso responsabile del territorio, ecc), capacità di vivere il cambiamento (strumenti e azioni che agevolino il cambiamento delle regole sociali e la capacità di realizzare e utilizzare le innovazioni).

In tutte queste azioni è certamente rilevante il ruolo dell’ingegneria e distintamente quella legata all’ICT (Information & Communication Technology).

PHI Foundation Social Innovation Community è tutto questo ed altro ancora…….

Per chiedere informazioni sul Social Innovation City Program.

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

PHI CITY PROGRAM NEL TERZO SETTORE

Aderire al network PHI City Program, significa impegnarsi nel realizzare quegli obiettivi e quei progetti che rientrano nei programmi di PHI Foundation operativi nel terzo settore e in particolare orientati al Non Profit.

Alle organizzazioni che aderiranno al programma sarà offerto supporto e consulenza in termini di visibilità e di opportunità nella creazione del proprio network locale. Inoltre sarà data la possibilità di costituire una “PHI Local”, una vera e propria “costola” di PHI Foundation, una forte presenza territoriale con funzioni coordinate insieme alla PHI Foundation Community.

Le PHI Local saranno il frutto di singola organizzazione o aggregazioni di più entità locali alle quali PHI Foundation fornirà tutto il suo contributo in termini di sviluppo relazionale sia con gli enti locali che con tutta la filiera di attori che si occupano di tematiche sociali in quel territorio, nazionale e internazionale.

Alcune delle attività e dei servizi che PHI Foundation mette a disposizione delle PHI Local sono: la formazione gratuita all’utilizzo ottimizzato degli strumenti digitali, la creazione di una Social Community; la realizzazione campagne Fundraising; vendere e comprare tramite il Market Place; la possibilità diventare un PHI Member e molto altro. 

Per chiedere informazioni sul Social Innovation City Program.

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

Articoli della settimana 08 gennaio

INIZIAMO CON LA SOCIAL INNOVATION CITY PROGRAM

Social Innovation City Program è un progetto studiato e pianificato da PHI Foundation con l’intento di connettere idee e persone all’interno di una community che abbia come scopo principale quello di innovare e valorizzare l’ecosistema culturale e sociale, attraverso la promozione di nuove pratiche relazionali e la creazione di nuove reti di contatti interpersonali.

Phi Foundation adotta un approccio partecipativo coinvolgendo le Organizzazioni Non Profit locali nello sviluppo del progetto nelle singole aree d’influenza.

PHI Foundation mediante lo sviluppo del City Program vuole mettere in rete e in connessione tra loro i cittadini di un circoscritto ambito territoriale e stimolare l’ecosistema culturale locale per promuovere una innovazione sociale nell’ambito del terzo settore e in particolare delle attività Non Profit.

La speranza è di qualificare le competenze e incrementare la consapevolezza dei cittadini già attivi sui temi di innovazione socialesviluppo locale e partecipazione, individuando le criticità e le potenzialità più caratteristiche del territorio; elaborando innovativi modelli di finanziamento che coinvolgano il pubblico e il privato, progettando iniziative di raccolte fondi mediante molteplici strumenti come il Crowdfunding e Fundraising civico per progetti sociali e culturali che riguardino la comunità locale di riferimento, con lo scopo di sviluppare il territorio.

Per chiedere informazioni sul Social Innovation City Program.

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

 

LA RACCOLTA FONDI PASSA ATTRAVERSO GLI ACQUISTI ONLINE

Sappiamo che sempre più oggi la raccolta fondi delle associazioni no profit avviene online, inoltre se andiamo a guardare alle principali modalità con cui gli italiani effettuano donazioni possiamo notare come l’acquisto di beni risulti essere al terzo posto; mettiamo assieme questi due elementi ed il gioco è fatto: oggi è possibile fare acquisti online e contemporaneamente sostenere una no profit.

Sono numerose le piattaforme che si sono sviluppate recentemente e che offrono la possibilità di fare acquisti online e contemporaneamente sostenere una o più no profit tra quelle che hanno deciso di iscriversi ai portali. In questo caso non stiamo parlando di acquistare gadgets, prodotti di artigianato o fare donazioni online sul sito della nostra associazione, ma di veri e propri portali per lo shopping online che devolvono parte del ricavato della vendita. In poche parole dobbiamo comprare il regalo di Natale ai bambini ,o quello di compleanno ad un amico, oppure prenotare un weekend in montagna? Possiamo farlo senza costi aggiuntivi presso uno dei numerosi siti che offrono questa possibilità.

Come in altri casi anche questa è una tendenza che arriva dal mondo anglosassone, in particolare dagli Stati Uniti. La National Retail Federation ha stimato che durante le feste natalizie ogni famiglia americana avrebbe speso in media 935,58 dollari, questo si traduce in milioni di dollari che se spesi attraverso questi portali potrebbero andare ad incrementare le donazioni delle associazioni no profit.

Sono tantissime le associazioni e le iniziative che si possono sostenere: progetti di cooperazione allo sviluppo, parchi naturali, musei, programmi di istruzione, etc. Ad esempio sul sito del MoMa è possibile acquistare una grandissima varietà di prodotti e sostenere così il Museo d’arte moderna di New York, oppure attraverso il sito Make it better è possibile fare shopping e decidere a quale tra le associazioni iscritte è possibile devolvere il 10% del valore dei propri acquisti, ma i siti americani che permettono questo tipo di donazioni sono veramente moltissimi.

Anche in Italia è stato di recente aperto un portale che permette di fare shopping online e sostenere le attività di associazioni no profit. Si tratta di Helpfreely, un portale attraverso il quale è possibile fare acquisti di qualsiasi genere dal cinema, all’abbigliamento, alle camere d’albergo, praticamente qualsiasi cosa grazie alla possibilità di connettersi tramite un’apposita app ai maggiori siti di acquisti online (Amazon, Zalando o Booking per citare solo alcuni dei più famosi).

Considerato il trend crescente degli italiani a sostenere le no profit attraverso acquisti e all’incremento delle donazioni ma soprattutto degli acquisti online, questi portali rappresentano sicuramente una grandissima nuova opportunità per molte associazioni, che hanno così a disposizione un nuovo strumento, facile e decisamente economico, per fare raccolta fondi ed ottenere visibilità nel web.

 

Sara Quaglia

PHI Foundation

GLI ANGELI SONO SEMPRE ACCANTO A NOI

Io credo che gli angeli non lasciano mai le persone che amano………… e che nei momenti difficili sono sempre accanto a noi, al fine di sostenerci, come hanno fatto tutto il tempo della nostra vita.

Quando a Natale suona una campanella, significa che un angelo a messo le ali in segno di riconoscenza delle sue opere giuste.

 

Il team di PHI Foundation vi augura un

Buon Natale

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

DAL VOLONTARIATO NELLE PIAZZE AL VOLONTARIATO DIGITALE: SCOPRI IL NATALE DELLA ANT

La ANT, nata nel 1978 come Associazione Nazionale Tumori , grazie al suo incessante impegno nell’assistenza domiciliare oncologica è stata riconosciuta, a partire dal 2002, come  Fondazione ANT Italia Onlus.

L’attività dell’associazione, infatti, consiste nell’ offrire, ogni anno ed in modo gratuito, a 10 mila malati di tumore l’assistenza specialistica domiciliare, ma anche nel promuovere la prevenzione oncologica, con una serie di progetti incentrati su diagnosi precoce del melanoma e delle neoplasie  tiroidee, ginecologiche e mammarie.

Questo grazie al lavoro di ben 433 professionisti (medici, nutrizionisti, psicologi, infermieri, fisioterapisti, farmacisti, operatori socio-sanitari e funzionari)  e all’impegno di oltre 2 mila volontari nella raccolta fondi necessari a sostenere economicamente i progetti della ANT, nell’organizzazione di eventi e nell’esperienza a diretto contatto con le famiglie degli assistiti.

Per sostenere l’attività della fondazione è possibile, in occasione delle imminenti festività, scegliere una delle proposte di Natale della ANT o cimentarsi nel ruolo di volontari, donando il proprio tempo nelle piazze italiane o  di “ volontari digitali ”, promuovendo la ANT e le sue iniziative attraverso i canali social.

Queste proposte di Natale della ANT sono molteplici e variano dai tradizionali dolci natalizi, come panettoni e pandori, alle ceste gastronomiche, alle tipiche stelle di Natale che saranno offerte proprio dai volontari nelle piazze italiane, ai classici biglietti di auguri natalizi fino alle carte da lettere con decorazioni natalizie in formato A4.

Diventa anche tu volontario della ANT o scegli una delle sue proposte di Natale per augurare buone feste ai tuoi cari e, allo stesso tempo, assistere concretamente  tanti malati oncologici, perché “Un tumore cambia la vita, non il suo valore”.

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

La maratona televisiva di Telethon e la sua storia

Si è appena conclusa l’annuale maratona televisiva organizzata da Telethon e trasmessa dalle reti RAI per sostenere la raccolta fondi per la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare.

Ma lo sapevate che il nome “ Telethon ” deriva dall’unione di due parole inglesi: “Television” e “Marathon”?

Ebbene sì e ve lo rivelo con molta gioia dal momento che è ormai consuetudine abbinare il termine “ televisione ” a momenti di svago tendenzialmente poco educativi e assolutamente disinteressati a soffermarsi sulle good news. Ma dove sono -direte voi- le belle notizie se ogni giorno da domenica 11 a domenica 18 dicembre sui canali RAI arrivano alle nostre orecchie le ormai sempre più numerose storie di persone affette da malattie genetiche rare?

Beh, ad esempio nel fatto stesso che arrivano!

Mi spiego meglio, non è bello sapere che qualcuna delle nostre emittenti televisive da più di vent’anni condivida con il proprio pubblico racconti di vita vera, non sempre fortunata, alle prese con sfide importanti che necessitano d’amore e soprattutto di continue ricerche scientifiche?

E non è soprattutto bello che a smuovere la sensibilità degli spettatori siano proprio coloro che ogni giorno si trovano costretti a convivere con il dolore di una vita segnata da una malattia ignota e lo fanno con il sorriso e la speranza di chi crede che manchi ancora qualcosa e non si arrende?

Ecco, dal 1990 Telethon lavora proprio per loro, coinvolgendoli nella ricerca scientifica di cui queste malattie genetiche rare necessitano quotidianamente e ” #presente ” è la parola chiave scelta quest’anno perché pensandoci bene, è il termine che meglio si adatta alle storie di Federica, Michele, Nina solo per fare alcuni nomi, che vogliono poter decidere fin da OGGI di credere in un futuro senza malattia e lo fanno raccontando le loro paure con la speranza che queste storie possano essere lo stimolo più diretto per sensibilizzare tutti noi su questo mondo ignoto.

Il primo a proporre un’attività di fundraising che, attraverso una non stop televisiva, arrivasse alle orecchie del pubblico e smuovesse in loro il desiderio di donare, fu un americano ma non uno qualsiasi: Jerry Lewis -come dimenticare il celebre sketch della macchina da scrivere!- comico indiscusso degli anni ’60 e la sua idea si rivelò fin da subito di enorme successo.

Nell’arco di vent’anni la maratona televisiva giunge in Europa con l’AFMAssociazione francese contro le Miopatie ma anche in Italia grazie a Susanna Agnelli e all’ Uildm-Unione italiana lotta alla distrofia muscolare che l’aveva contattata per proporle la poltrona da presidentessa.

Scrittrice, politico ma soprattutto donna con un’innata voglia di aiutare gli altri perché -come lei stessa afferma in un video che potete guardare qui: “pensare solo a sé stessi è una forma di vita molto noiosa”- rispose che avrebbe accettato a condizione di poter far diventare quella piccola associazione qualcosa di grande.

Telethon nasce così quindi, nel 1990 quando Susanna Agnelli decide che era arrivato il momento di far conoscere agli italiani le malattie genetiche rare e di chiedere loro un aiuto.

Ad oggi presieduta da Luca Cordero di Montezemolo, la fondazione Telethon, supera i suoi vent’anni di operato grazie alla risposta positiva che ogni anno il suo pubblico gli riserva continuando nel suo cammino infinito volto a garantire una speranza a tutti coloro che vivono nella malattia e nel terrore che questa non possa essere debellata perché come disse la sua fondatrice Susanna Agnelli: “Telethon continuerà ad esistere fino a quando non si scriverà la parola ‘cura’ accanto al nome di ogni malattia genetica”.

 

Federica Pizzi

PHI Foundation

REALIZZIAMO INSIEME LA FAVOLA DEL NATALE

Anche quest’anno è arrivato il Natale e come sempre diveniamo tutti più buoni, altruisti, solidari, e questa volta lo potremo dimostrare cercando di aiutare una famiglia sfortunata che tramite noi più volte si è appellata alla bontà e solidarietà della comunità esponendo il loro drammatico caso.

Un primo appello giunto alla nostra redazione e scritto direttamente da Giorgio D’ambrosio, pubblicato nel nostro blog e nei social media il 12 novembre 2016:

http://phifoundation.com/fundraising-solidale-novembre-2016/

Il secondo appello è stato pubblicato il 20 novembre 2016:

http://phifoundation.com/fundraising-solidale-novembre/

il terzo appello è stato pubblicato il 24 novembre 2016:

http://phifoundation.com/raccolta-fondi-famiglia-disabile/

Appelli che nonostante l’ampia partecipazione non hanno prodotto il sostegno concreto necessario alla famiglia D’Ambrosio e quindi anche per onorare le favole di Natale facciamo emergere il meglio di noi stessi e doniamo con il cuore permettendo alla famiglia D’Ambrosio di non sentirsi abbandonata e anche un po’ per noi stessi al fine di continuare a credere nel miracolo del Natale.

Eventuali donazioni potranno essere eseguite direttamente alla famiglia D’Ambrosio:

POSTEPAY EVOLUTION N.5333 1710  2126 3039 Intestato a Giorgio D’Ambrosio.

Contatto telefonico e WhatsApp +39-328-2174795 Giorgio D’Ambrosio.

Essere buoni fa star bene e sentire meglio dentro, aiutiamo la famiglia D’Ambrosio.

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

LE LENTICCHIE DELLA SPERANZA PER AIUTARE I TERREMOTATI

Lenticchie della speranza è il nome di un progetto promosso da CVM- Comunità Volontari per il Mondo , un’Organizzazione Non Governativa che dal 1978 lotta contro la povertà e le ingiustizie sociali, promuovendo progetti di autosviluppo nel Sud del Mondo accompagnati da campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica svolte in Italia.

Lenticchie della speranza” ha l’obiettivo, in occasione del Natale, di raccogliere fondi da destinare alle vittime del recente terremoto che ha colpito le provincie di Ascoli, Fermo e Macerata, per aiutarle con percorsi finalizzati alla resilienza (la capacità di far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, come un terremoto).

Questi corsi saranno destinati a genitori, insegnanti, parroci, operatori socio- assistenziali (OSA) , addetti all’emergenza  ed a tutto il  personale a stretto contatto con bambini ed anziani nelle zone colpite dal terremoto e saranno tenuti dai docenti dell’Unità di ricerca sulla Resilienza dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Fornire agli adulti di riferimento strumenti concreti per sviluppare la resilienza è fondamentale, non solo per aiutarli a restituire il sorriso ai bambini di quelle zone, ma anche per evitare che questi bambini, nel corso del loro percorso di crescita, vadano incontro a fenomeni di insicurezza e vulnerabilità psico-fisica, che potrebbero insorgere a causa del grave trauma subito.

Le lenticchie della speranza saranno disponibili, insieme ad una serie di prodotti tipici delle zone terremotate come vini, formaggi, funghi, miele e confetture marchigiane, in numerose piazze delle Marche e delle zone limitrofe, presso i  banchetti dei doni solidali del Natale CVM.

E’ possibile partecipare al progetto lenticchie della speranza anche con una semplice donazione diretta, un piccolo ma concreto gesto per consentire alle famiglie colpite dal terremoto di guardare con più serenità al proprio futuro.

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

Articoli della settimana 11 dicembre

La cultura del dono premiata

AMMP Giorgio Valsania, Ai.Bi. e Cesvi vincono il bando “Giorno del Dono 2016”
per la ricostruzione sociale post terremoto

 

Lugano, 7 dicembre 2016PHI FoundationSebastiano de Falco – Si è tenuto il 30 novembre 2016, nella prestigiosa cornice della sede di rappresentanza del Banco Popolare in Roma, l’evento organizzato da Istituto Italiano della Donazione e Banco Popolare per fornire una fotografia dello stato di salute del non profit italiano e comunicare i vincitori del bando “Giorno del Dono 2016” per la ricostruzione post terremoto.

“Sono felice di poter annunciare – sottolinea Edoardo Patriarca, Presidente IID – che il comitato di valutazione ha ritenuto i progetti presentati da Associazione Maria Madre della Provvidenza (AMMP) Giorgio Valsania Onlus, Ai.Bi. Amici dei Bambini e Cesvi Onlus come i più meritevoli di ricevere la sovvenzione di 11.000 Euro ciascuno. Si tratta di tre progetti molto diversi tra loro ma accomunati da un elevato grado di concretezza e dalla capacità di rispondere in tempi brevi alle necessità reali dei territori più colpiti dal terremoto del 24 agosto scorso. I progetti vincitori infatti da un lato danno grande attenzione ai più fragili attraverso un’analisi accurata dei loro bisogni e, dall’altro, favoriscono la cooperazione e la coesione sociale delle persone e degli enti colpiti, senza trascurare la capacità di azione coordinata e di rete di più realtà operative”.

 AMMP Giorgio Valsania con il progetto “Missione Centro Italia 2016” vuole portare sollievo ai cittadini di Cittareale (AQ), di Norcia (PG) e di Posta (RI) che si sono visti togliere tutto dal recente terremoto. Da subito l’associazione ha ritenuto necessario fare qualcosa di concreto per risolvere nell’immeditato l’Posta che ha colpito le popolazioni terremotate, pertanto ha realizzato insieme alla Croce Giallo Azzurra di Torino, l’Associazione l’Accoglienza e la Protezione Civile di Caselle T.se la “Missione Centro Italia 2016”, che è suddivisa in tre step operativi: dotare Cittareale e Norcia di 4 roulotte, fornire Posta di una nuova sede dei Vigili del Fuoco e consegnare alla città di Norcia 60 moduli abitativi destinati alle famiglie sfollate del territorio.

“Un Paese ci vuole” (citazione di Cesare Pavese) è il progetto presentato da Ai.Bi. Amici dei Bambini che punta a contribuire alla ricostruzione del tessuto sociale dei territori colpiti attraverso un’attività di sostegno psicologico e laboratoriale rivolto ai più giovani con il coinvolgimento di tutte le generazioni. Tre gli aspetti su cui puntare: un laboratorio dedicato agli adolescenti e famiglie del territorio di Amatrice (RI) e frazioni, che saranno coinvolti in una riflessione attiva sulla proprie radici, sul proprio presente e sulla visione del futuro; uno sportello psicologico itinerante ad opera di psicoterapeuti con maturata esperienza nel campo della prevenzione e della cura degli effetti psicologici del trauma ed, in fase conclusiva, un’azione mirata alla sensibilizzazione della cittadinanza e delle istituzioni che prevede anche la realizzazione di un corto dedicato.

Cesvi è stata premiata per il progetto “Terremoto in Centro Italia – Supporto urgente agli allevatori delle aree colpite”. L’intervento di Cesvi a sostegno dei produttori agricoli terrà conto della lettura dei bisogni svolta da Coldiretti Rieti a partire dalla zona di Amatrice e si propone di supportare il ripristino delle attività di produzione e vendita diretta, con lo scopo di evitare l’abbandono delle campagne e favorire la ripresa economica nelle aree colpite dal sisma. Ciò sarà possibile attraverso la fornitura di attrezzature che possano permette il ripristino della produzione, come carrelli per la mungitura, impianti di raschiatura, refrigeratori, serbatoi per la lavorazione del latte. Sulla base della lista di necessità fornita da Coldiretti, si darà in una prima fase di intervento la priorità alle aziende che si dedicano alla produzione del latte vaccino e che stanno riscontrando difficoltà nel ripartire.

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

Articoli della settimana 4 dicembre